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Diciannovenne incinta con una bimba di sei mesi abbandonata in stazione

La ragazza è stata mandata via dal Cara di Isola Capo Rizzuto in ottemperanza al Decreto Salvini. Il Garante dell’Infanzia della Calabria chiederĂ  l’intervento dell’ONU

 

REGGIO CALABRIA – Gli effetti nefasti del decreto Sicurezza del Governo giallo-verde iniziano a palesarsi. “Le cronache riportano di una donna di 19 anni incinta, con al seguito anche il marito e una bimba di sei mesi, espulsi dal Cara di Isola Capo Rizzuto per effetto del Decreto Salvini, costretti a salire su un pullman che li ha scaricati di fronte alla stazione ferroviaria di Crotone, sotto la pioggia battente e salvati grazie alla Croce Rossa Italiana. Tutto ciò è inaccettabile e si pone in palese contrasto con la Dichiarazione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, ratificata dall’Italia con legge numero 176 del 27 maggio 1991″. Lo sostiene, in una dichiarazione, il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria, Antonio Marziale.

 

 

“E’ evidente – aggiunge – che i legislatori italiani non hanno ancora recepito il fatto che qualsiasi provvedimento legislativo debba tenere sempre conto della Convenzione ONU, in qualsiasi momento ed in qualsiasi situazione, ed è compito preciso del Presidente della Repubblica intervenire per colmare questa lacuna, che nel caso di Crotone diventa violazione dei diritti umanitari al cospetto di una bimba e di un nascituro, ai quali deve essere garantita nell’immediato una sistemazione alternativa. Gettarli davanti ad una stazione ferroviaria e lasciarli al loro destino significa esporli a pericoli incalcolabili.

 

 

Chiedo al prefetto di Crotone, Cosima Di Stani, che gode della mia piĂą sincera e totale fiducia, conoscendone personalmente la sensibilitĂ  verso i bisogni dei piĂą piccoli, di voler rappresentare la mia presa di posizione al Capo del Governo ed al Presidente della Repubblica affinchĂ©, almeno in presenza di minorenni, la modalitĂ  di espulsione contempli soluzioni alternative che prevedano la loro accoglienza e messa in sicurezza. In caso contrario non rimarrebbe che rivolgersi direttamente alle Nazioni Unite per denunciare violazioni disumane dell’Italia ai diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, che sono disposto a convalidare anche recandomi personalmente a New York in caso di ritardata o mancata risposta”.

 

Immagine di repertorio: stazione di Crotone