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QI e predisposizione mentale: allenare il cervello a ogni etĂ 

Quando si parla d’intelligenza si è soliti parlare di quanto una persona sia intelligente e non di come lo sia. Eppure studi nemmeno troppo recenti hanno dimostrato che ci sono ben sette forme di intelligenza che sono caratterizzate da diverse capacità e attitudini.

 

Chi ha una forma mentis di queste, non significa ovviamente che non abbia affatto altre capacità, ma semplicemente che egli tenda ad utilizzare regole e approcci di un tipo rispetto ad un altro. Quindi alle soluzioni arriverà magari in tutti i casi ma utilizzando modi diversi o impiegando più tempo. Per capire il tipo di intelligenza che una persona possiede si possono fare dei test specifici. Una delle tipologie di intelligenza meno diffuse, accanto a intelligenza linguistica, spaziale, musicale, intrapersonale, interpersonale, cinestesica, è quella logico-matematica.

Le persone che possiedono questo “tipo di cervello” sono portate a ragionare e a risolvere i problemi utilizzando le regole logiche: si tratta di matematici, fisici, ingegneri, statisti, ma anche artigiani eccellenti e giocatori di carte o di giochi slot online, capaci di ragionare e valutare le loro probabilità di riuscita rapidamente.

QI e mondo reale

Il metodo più diffuso e conosciuto in assoluto per calcolare l’intelligenza è il test del quoziente intellettivo, o semplicemente QI. Si tratta, tuttavia, di un test tarato in base alla media occidentale e inquadra perlopiù l’intelligenza logico matematica che una persona possiede. Chi ha questa rara forma mentis, infatti, risulta avere un QI molto alto.

Nella realtà però non significa affatto che questa persona se la caverà meglio nella vita rispetto ad altri. La quotidianità, infatti, non è fatta solo di logica, ma anzi è spesso e volentieri dominata da emozioni, da situazioni di incertezza dove sono indispensabili altre capacità, come l’emotività e la socialità.

Albert Einstein che aveva un quoziente intellettivo di 160 (sopra di 60 rispetto alla media) non aveva grandi rapporti sociali. Questo esempio insegna, quindi, che nell’auto-valutarsi con il test del QI va bene, ma non bisogna trarne conclusioni troppo ferree o severe, perché si rischierebbe di cadere in errore.

Allenare il cervello: aumentare il QI e la tua forma mentis

Per aumentare il proprio QI e potenziare indirettamente anche la propria intelligenza specifica è possibile allenare il cervello. Se da una parte ci sono esercizi specifici da fare, dall’altra può anche aiutare assumere un atteggiamento diverso nella propria quotidianità.

Per favorire la produzione di neuroni e stimolare il proprio cervello è utile, ad esempio, aprirsi alle novità, anche se si tratta semplicemente di cambiare percorso al mattino per andare al lavoro o di provare un nuovo ristorante. Cose nuove porteranno a nuovi stimoli positivi. Basta guardarsi intorno, farsi domande, provare a usare la propria immaginazione e utilizzare tutti i sensi anche meno sfruttati come l’olfatto.

Accanto a un allenamento generale per aumentare il proprio QI è bene comunque cercare di migliorare le performance della propria specifica forma mentis. Questo indirettamente aiuterà il proprio QI in generale. I giochi e gli esercizi specifici a questo scopo, presenti anche online o nelle riviste di intrattenimento, sono tanti, diversi e divertenti.