Galati, si sentiva seguito e aveva paura per la sua vita… ma era la Finanza

L’indagine abbraccia un periodo che va dal 2010 al 2018. Gratteri ha definito il particolare della gestione dei servizi funerari ‘triste’ e allo stesso tempo ‘agghiacciante’

 

CATANZARO – “Sono due indagini che si incrociano partendo da Lamezia Terme dalla Famiglia Iannazzo e l’altra da Catanzaro e riguardano la gestione del “caro estinto” e del controllo degli obitori, dell’ospedale di Lamezia e il controllo del servizio di ambulanze di tutta l’Asp di Catanzaro. Due famiglie, la Iannazzo e le famiglie Putrino e Rocca, che si fanno la lotta fino al 2013 – ha spiegato il procuratore Gratteri – e poi fanno la pace, si accordano e si spartiscono l’affare delle ambulanze”.

Galati, si sentiva pedinato e osservato: era la Finanza

“Nel luglio 2015 Putrino – spiega il procuratore Gratteri – si rivolge a Galati per far sì che intervenga sul direttore del Pugliese che deve parlare a sua volta con Perri, per impedire che si faccia questa gara (quella relativa al servizio ambulanze). In otto anni non è stata mai indetta una gara per la gestione del soccorso attraverso ambulanze. Si incontrano più volte, all’aeroporto di Lamezia, tra Lamezia e Catanzaro e in un ristorante di Gizzeria. In quell’occasione Galati si accorge di essere pedinato e a Roma si reca a denunciare in Procura, di avere paura per la sua vita e la sua incolumità. Chiede di capire se è in pericolo o meno. E alla fine ci si accorge che era un’auto civetta a seguirlo della Guardia di Finanza”.

Gratteri: “gente spregiudicata che lucra sui morti”

“Ci lascia più tristi del solito pensare che c’è gente spregiudicata e che lucra sui morti, sui funerali e cercando di controllare appena muore qualcuno, e andare ad imporre la propria agenzia di onoranze funebri. Al punto di coinvolgere impiegati dell’ospedale che regolamentano persino i tempi di consegna dei cadaveri per dare loro il tempo di intervenire. Triste e agghiacciante. Altro dato che ci ha lasciato sorpresi è chealcuni, avevano le chiavi per entrare nelle stanze dell’ospedale ma addirittura le password per visionare le cartelle cliniche delle persone ‘morenti’ “.

La paura dei corrotti? “Non c’è giustificazione”

“C’è stato un comportamento indegno di un pubblico amministratore, è gente importante perchè parliamo dei vertici dell’Asp di Catanzaro, non è gente che compie un reato per necessità, ma funzionari che hanno uno stipendio che gli consente di vivere molto bene e non vi è giustificazione”.

Avvoltoi per ottenere il servizio

“I dipendenti dei gruppi criminali coinvolti – ha spiegato anche il col. Carmine Virno, comandante del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Catanzaro – erano in possesso delle password per accedere al sistema e verificare in anticipo quali pazienti fossero in condizioni gravi per fare intervenire le imprese di pompe funebri. Non esitavano neanche a fare pressioni sui familiari per ottenere il lavoro. Agivano come avvoltoi per ottenere il servizio. In un’intercettazione li si stente lamentarsi perché un paziente era stato trasferito in una clinica per trascorrere gli ultimi giorni di vita e loro avevano perso un lavoro”.

Galati intercettato

Senti se torna da te domani, poteva tornare da te quel mio amico che è già venuto da te .. il consigliere comunale che ci sono problematiche qui per la città importanti, voleva sottoporla …”.

La frase, pronunciata il 28 luglio 2015 dall’allora deputato Giuseppe Galati, dimostra l’interessamento dell’ex parlamentare alla causa del sottogruppo imprenditoriale ‘ndranghetista di Pietro Putrino legato alla cosca Iannazzo-Cannizzaro-Daponte per ottenere un appalto per la fornitura del servizio sostitutivo di ambulanze per il 118 di Lamezia Terme. La telefonata è diretta a Giuseppe Pugliese, all’epoca direttore amministrativo dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro – anche lui arrestato stamani – e che Putrino ritiene di dover contattare per arrivare ad ottenere l’appalto visto che il direttore generale Giuseppe Perri – anche lui agli arresti – “è già uno di noi”.

A fare da tramite è l’allora consigliere comunale di Lamezia Terme Luigi Muraca. La telefonata di Galati fa seguito ad un incontro avuto lo stesso giorno dal parlamentare con Putrino e Muraca all’aeroporto di Lamezia Terme. Gli inquirenti, a seguito di mirate intercettazioni, pedinamenti ed appostamenti,  sono certi che l’incontro propiziato da Galati tra Pugliese, Putrino e Muraca vi sia stato. E quando, successivamente, a settembre, Galati contatta il manager dell’Asp, Pugliese risponde, “vedi che … tranquillo con quella cosa”. L’appalto non verrà poi affidato perché resisi conto di un appostamento dei finanzieri in un altro incontro avuto vicino ad una concessionaria di auto, Galati presentò una denuncia a Roma sostenendo di temere per la propria incolumità grazie alla quale venne a conoscenza dell’indagine dei finanzieri. Tuttavia, la ditta di Putrino ha continuato ad avere affidato il servizio senza lo svolgimento della gara.

I pentiti lo definiscono il “politico portato dalla cosca”

“Dalle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia, univoche nell’individuare in Galati un politico ‘portato’ e di riferimento della cosca, si definisce la figura dell’indagato come soggetto a disposizione del clan Iannazzo, legato ai Giampà da un patto di non belligeranza”. Lo scrive il gip di Catanzaro Barbara Saccà nell’ordinanza a carico dello stesso Galati e di altre 21 persone. Il gip fa riferimento a dichiarazioni rese gli anni scorsi da alcuni collaboratori, uno dei quali, Gennaro Pulice, afferma che Galati “da quando ha iniziato la carriera politica ha sempre chiesto l’appoggio della famiglia Torcasio per le elezioni”. Un altro collaboratore, Angelo Torcasio, nel 2012 ha detto che “Iannazzo, tramite Pino Galati, avevano grandi prospettive di inserimento in lavori al nord”. Per il gip, Galati e l’ex consigliere comunale di Lamezia Terme Luigi Muraca “sono il necessario trait d’union tra i Putrino e gli esponenti apicali dell’Asp di Catanzaro, senza il cui interessamento non sarebbe stato possibile ottenere gli illeciti vantaggi” per Putrino.