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Ingente patrimonio sequestrato a due noti imprenditori legati alla ‘ndrangheta

Due noti imprenditori sono finiti nella rete della Finanza che ha sequestrato stamattina beni per un valore di circa 212 milioni di euro

 

REGGIO CALABRIA – I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria e del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, hanno proceduto stamattina ad un’attività di sequestro di beni nei confronti di due imprenditori reggini, legati alla ‘ndrangheta. I provvedimenti riguardano imprese commerciali, beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie, riconducibili a due noti imprenditori operanti nel settore della fabbricazione e distribuzione di conglomerati bituminosi e del calcestruzzo. I due ai quali è stato sequestrato un patrimonio da 212 milioni di euro sarebbero “collusi con alcune cosche di ‘ndrangheta”, secondo la Dda di Reggio Calabria. Si tratta di Domenico Gallo, di 62 anni, di Bovalino, e Gianluca Scali, di 46 anni, di Roccella Jonica.

 

 

“Questa operazione connota la ‘ndrangheta come organizzazione economica che si muove su scala nazionale nel settore degli appalti”. Lo ha detto il Procuratore della Repubblica aggiunto di Reggio Calabria, Gaetano Paci, incontrando i giornalisti sull’operazione della Guardia di finanza che ha portato al sequestro. “Abbiamo radiografato le attività fin dagli anni ’70 degli imprenditori Domenico Gallo e Gianluca Scali – aggiunto Paci – facendo emergere le sproporzioni effettive tra redditi denunciati e quelli in effetti disponibili. Domenico Gallo, tra l’altro, pur avendo a carico numerose inchieste, aveva uffici anche nel centro storico di Roma. I due imprenditori, come dimostrato dalle indagini, denotano una fortissima capacità di infiltrare e condizionare la pubblica amministrazione nel settore delle attività edili, stracciando le regole fissate dalla Costituzione”. Secondo il Procuratore della Repubblica, Giovanni Bombardieri, “i risultati investigativi ottenuti derivano dallo scrupoloso approfondimento da parte della Guardia di finanza su una fase ultradecennale delle attività dei due imprenditori sottoposti alla misura di prevenzione. Si é riusciti ad analizzare i conti e i bilanci di Scali e di Gallo verificando le loro posizioni anche in relazione a precedenti inchieste che hanno riguardato alcune cosche della ‘ndrangheta ed i loro referenti nel settore delle imprese.

 

I patrimoni illecitamente accumulati vanno sistematicamente accertati e colpiti perchè costituiscono il forziere economico non solo per l’imprenditore in sé ma anche per le organizzazioni criminali di riferimento, consentendo il loro perpetuarsi. Il nostro impegno è quello di consentire comunque la prosecuzione delle attività produttive e aziendali colpite dalla misura di prevenzione, rispettando i principi della legalità”. Bombardieri ha anche sottolineato “la necessità di un urgente irrobustimento delle forze investigative in provincia di Reggio Calabria per fare fronte più efficacemente al sistema di controllo e di prevenzione della criminalità economica, che, proprio perchè contigua alla ‘ndrangheta, elimina ogni forma di concorrenza instaurando il monopolio assoluto grazie alla forza intimidatrice tipica delle organizzazioni mafiose”. All’incontro con i giornalisti hanno preso parte, per la Guardia di finanza, il generale Fabio Contini, Comandante regionale per la Calabria, ed il colonnello Flavio Urbani, Comandante provinciale di Reggio.