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Senza esito le ricerche di Nicolò. Domani i funerali della mamma e del fratellino

Ore di angoscia per Angelo Frija, l’operatore turistico di Curinga che non si da pace. Nonostante l’impegno di decine di persone, volontari, del piccolo Nicolo’ non vi è traccia.

 

LAMEZIA TERME – A San Pietro Lametino le ricerche di Nicolo’, il bambino di 2 anni scomparso giovedi’ notte dopo il nubifragio che ha interessato la zona del Lametino ed altre parti della Calabria non si sono mai fermate. I corpi della madre, Stefania Signore, e del fratellino piĂą grande Cristian, 7 anni, erano stati ritrovati il giorno seguente. Le ricerche hanno interessato un’area sempre piu’ ampia, considerato anche l’effetto provocato dall’onda di piena che ha travolto qualunque cosa. I corpi della madre e del figlio maggiore furono ritrovati completamente nudi, a conferma della violenza dell’acqua che li ha travolti.

A rendere tutto piu’ complicato e’ il fatto che il fango accumulato sul terreno, in alcune zone anche con un metro di altezza, inizia ad asciugarsi, rendendo piu’ difficili le operazioni e l’intenzione è di utilizzare anche un particolare strumento che consentira’ di verificare la zona andando in profonditĂ  anche se le ricerche proseguono con l’ausilio di georadar e altri strumenti ad alta definizione tecnologica, coordinate dai Vigili del Fuoco e dalla Protezione civile. E domani saranno celebrati i funerali di Stefania e Cristian nella Chiesa di Santa Caterina, in localita’ Mortilla nel comune di Gizzeria, con inizio alle ore 15,30.

Il commissario straordinario del Comune di Lamezia Terme, Francesco Alecci, ha proclamato per la giornata di domani il lutto cittadino, in concomitanza con i funerali ed ha invitato tutta la popolazione ad aderire, sospendendo ogni attivita’ per dimostrare la solidarieta’ della citta’ alla famiglia delle vittime.

La camera ardente

E’ stata allestita la camera ardente con le salme di Stefania Signore, 30 anni, e del figlio Cristian, di 7.  Due bare una vicina all’altra, sono state sistemate questa mattina nella sala funeraria Rocca di Lamezia Terme. Intorno scene strazianti di dolore. La camera ardente restera’ aperta fino a domani, venerdi’, quando si svolgeranno i funerali, alle 15,30, nella chiesa di Gizzeria. Oltre a Lamezia è stato proclamato il lutto cittadino in altri 3 Comuni: Gizzeria, Curinga e San Pietro a Maida, con le amministrazioni comunali che hanno invitato la popolazione a sospendere ogni attivita’ e partecipare alla giornata di dolore.

Il valore dei soccorsi nell’emergenza

Sono stati circa duecento i volontari di Protezione civile impegnati nell’emergenza maltempo registrata in Calabria nella scorsa settimana, con la morte di madre e figlio, un bimbo ancora disperso e danni ingenti in diversi centri. Lo rende noto la stessa Protezione civile regionale. I messaggi di allerta previsionali sono stati integrati dai messaggi di allerta per piogge in corso misurate dai quasi 150 pluviometri distribuiti sull’intero territorio regionale e collegati in tempo reale con il Centro funzionale multirischi dell’Arpacal. In molti casi sono stati registrati superamenti dei valori critici (soglie pluviometriche) dovuti a piogge abbondanti che avrebbero potuto determinare alluvioni e frane, per questo sono stati inviati immediatamente ai sindaci bollettini di “allerta per eventi in corso” tramite Pec ed Sms.

Nel bilancio della Protezione civile Calabria e’ stato evidenziato che sono stati impiegati 32 tra funzionari, operatori e collaboratori dell’Unita’ operativa impegnati in sopralluoghi nelle aree maggiormente a rischio a supporto dei sindaci dei territori piu’ colpiti nella delicata gestione dell’emergenza. A questi si sono aggiunti 34 tecnici specializzati delle squadre della Sala operativa regionale unica attive senza interruzione e 6 autisti di mezzi speciali che si sono recati immediatamente a Polia, Monterosso Calabro e Pizzoni per liberare le strade e alcune abitazioni dal fango e dai detriti.

Utilizzate anche sei pompe idrovore per liberare dall’acqua i piani seminterrati di molte abitazioni allagate grazie all’opera di personale dell’Unita’ operativa e di volontari che hanno lavorato ininterrottamente anche di notte per tre giorni consecutivi. Questo personale ha supportato le amministrazioni locali nelle operazioni di sgombero di quattrocento persone, nel Crotonese, che sono state fatte allontanare dalle aree a rischio prima delle alluvioni. La Protezione Civile regionale ha fornito anche cento posti letto per ospitare le famiglie sfollate a causa del pericolo esondazione del fiume Esaro. Oltre trenta associazioni di Protezione civile, a cui si aggiungono quelle attivate direttamente dai Comuni (circa una ventina), per complessivi circa 200 volontari in campo distribuiti tra le Province di Catanzaro, Crotone Vibo Valentia e Reggio Calabria.
Infine, la Protezione civile ha fornito supporto costante nelle ricerche della mamma e dei due figlioletti travolti dalla piena nel Lametino.




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