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Antonio, un eroe di Rigopiano tra i morti del Raganello

Nel 2017, insieme alla sua squadra, era andato a prestare soccorso agli abruzzesi sommersi dalla neve. Quella stessa neve che spazzò via un albergo a Rigopiano

 

CIVITA (CS) – Antonio De Rasis, di 32 anni, era un volontario del Soccorso alpino calabrese e amava profondamente le Gole del Raganello che conosceva palmo a palmo. Un’esperienza, però, che non gli è servita a salvarsi. Anche lui è stato travolto e ucciso dall’ondata del torrente che ha sballottato contro le rocce dello stretto canyon il gruppo di escursionisti che stava guidando in un’esperienza ambientalistica unica. De Rasis aveva partecipato a piĂš operazioni di salvataggio. E chi lo conosceva assicura che lunedĂŹ, nelle fasi drammatiche della piena, invece di preoccuparsi della sua incolumitĂ , si ĂŠ adoperato per aiutare qualcuno degli escursionisti, ma non c’è riuscito. “Antonio era un ragazzo straordinario che aveva un’esperienza gigantesca nel Raganello, dove andava da circa un ventennio”.

A ricordarlo è Luca Franzese, responsabile regionale del Soccorso alpino calabrese, amico fraterno di Antonio, con cui ha condiviso l’esperienza di Rigopiano. “Durante quei giorni – ricorda Franzese – abbiamo operato nel teramano, dove abbiamo evacuato alcune persone bloccate da giorni con la neve alta tre metri. Siamo riusciti a evacuarli con gli sci. E’ stata un’esperienza incredibile”. De Rasis, celibe e ultimo di tre figli, oltre ad amare intensamente il Raganello, era molto legato alla montagna dove trascorreva gran parte delle sue giornate. Qualche mese fa, su un post pubblicato su un social, scriveva: “Camminando in montagna riesco a essere una persona migliore, un amico migliore, un figlio migliore. Provo forti emozioni anche solo alzando lo sguardo verso il panorama. Ritrovo in me la voglia di vivere in modo umile apprezzando tutto ciò che la natura offre. Sto bene, sono vivo”. De Rasis, insieme ai genitori, gestiva un B&B a Cerchiara di Calabria, suo paese natale, nei pressi delle Grotte delle Ninfe.

La sua morte ha lasciato attonita un’intera comunitĂ . “Ricordare Antonio, un ragazzo che prestava con abnegazione e con grande spirito di sacrificio la propria attivitĂ  nel settore dell’escursionismo ma anche del volontariato e della protezione civile della sottosezione Cai di Cerchiara, è a dir poco limitativa”, dice il sindaco di Cerchiara Antonio Carlomagno. “Era – prosegue il sindaco visibilmente commosso – un ragazzo solare, propositivo e pieno di vita, che sicuramente con la sua alta esperienza avrĂ  tentato di dare il massimo soccorso ai componenti del gruppo. Siamo attoniti di fronte a questa tragedia che ci colpisce come istituzione e soprattutto come comunitĂ ”. Una comunitĂ , quella di Cerchiara, che si è stretta attorno alla famiglia De Rasis. “Antonio – dice chi lo conosceva – era un ragazzo spontaneo, sempre pronto a dare un sorriso a tutti, dedito alle attivitĂ  volontarie. Un ragazzo altruista sempre pronto per dare il suo aiuto”. E cosĂŹ Cerchiara continuerĂ  a ricordarlo.




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