Bimbo di sei anni perde i sensi in piscina, il cuore cessa di battere. Lo salvano un medico ed un infermiere in vacanza

Faceva il bagno insieme ai genitori in un Resort a Villapiana. Un malore improvviso, il bimbo non respira più. Le urla disperate e l’intervento di due turisti, un medico e un infermiere che praticano il massaggio cardiaco e lo salvano

 

VILLAPIANA (CS) – Gli angeli ci sono sempre, anche quando non li vediamo, sono sempre pronti a stringerci per proteggerci. E stavolta possiamo raccontare con orgoglio una storia “che sa di buono”, perchè buona è. Nella giornata di ieri ad un bimbo di sei anni è stata salvata la vita grazie all’intervento tempestivo di un medico e di un infermiere in vacanza presso un Resort di Villapiana. Il bambino, mentre stava facendo il bagno nella piscina, probabilmente a causa di un malore ha perso i sensi. E’ grazie al coraggio e alla professionalità del medico, chirurgo ortopedico presso l’ospedale di Lecce e di un infermiere, un domani questo bimbo potrà raccontare di avere avuto due angeli “per amici”.

Il fatto è accaduto intorno alle 18.30. Il bimbo, sei anni, si trovava in piscina a divertirsi. Con lui la famiglia, mamma e papà, insieme per trascorrere qualche giorno di vacanza. Ad un tratto qualcosa succede. Le urla disperate. In piscina c’è troppo movimento. Qualcosa è successo. Uno dei genitori esce fuori dall’acqua con il bimbo in braccio, completamente privo di movimento. La gente guarda, ancora non si comprende bene cosa stia accadendo, troppa confusione. Ma l’occhio vigile di chi ha fatto della sua vita una missione per salvare il prossimo comprende subito di cosa si tratta. Un medico, in vacanza con il figlio si precipita dal genitore e prende in consegna il bimbo. Lo fa adagiare sul prato che circonda la piscina. Da una prima ricognizione medica constata che il bambino era con “estremità cianotiche, assenza di polso e respiro”.

Il medico non si dà per vinto, mentre chiede di allertare il 118 inizia le manovre salvavita, la così detta rianimazione cardiopolmonare per arresto cardiaco. Anche un infermiere sempre in vacanza presso il resort, informato dell’accaduto, si precipita a dare sostegno al medico. Si danno il cambio per continuare a massaggiare senza perdere il ritmo. La professionalità dei due vince sulla morte: il bimbo ha iniziato ad espellere dalla bocca una notevole quantità di cibo e di acqua ingerita in piscina. I due sanitari, medico ed infermiere non si sono arresi e sono stati premiati: torna il battito e il bimbo riprende conoscenza. Apre gli occhi, respira. In quel momento, dove gli unici rumori “permessi” erano le manovre salvavita effettuate sul bambino e le voci dei due sanitari che si scambiavano informazioni, è scattata la gratitudine della gente che era presente, perchè un miracolo era accaduto, perchè un bambino è rinato per la seconda volta.

Poi è giunta l’ambulanza che ha preso in carico la giovane vita, trasferita all’ospedale di Rossano dotata del reparto di rianimazione. Il bimbo è stato intubato e stabilizzato. I sanitari dell’ospedale di Rossano hanno deciso il trasferimento al più attrezzato ospedale di Cosenza. E’ stato allertato l’elisoccorso di Lamezia Terme partito in tutta fretta considerato che gli altri elisoccorsi erano impegnati in altri trasferimenti. L’orario di arrivo però, ed i tempi di trasporto, hanno sforato i limiti di tempo di volo per il tipo di elicottero impiegato (Effemeridi). La decisione di alzarsi in volo avrebbe violato quindi le norme di sicurezza del paziente e dell’equipaggio. Ma il lavoro di equipe del medico e dell’infermiere al Resort hanno consentito al bimbo di poter essere trasportato in ambulanza, ieri sera, verso l’ospedale cosentino dove è stato ricoverato nel reparto di rianimazione. Nelle prime ore della mattinata è giunta notizia che è fuori pericolo.

Siamo certi che il medico chirurgo ortopedico dell’ospedale di Lecce, Marco Giaracuni, non farà causa al giornale per aver resa pubblica l’identità per ringraziare dell’atto d’amore reso nel salvare una piccola vita umana. Ringraziamo anche l’infermiere di cui disconosciamo il nome. Quando il lavoro diventa una missione si è sempre eroi da ringraziare