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Di Maio nell’azienda di Nino De Masi, sotto scorta: “in 18 anni, il Governo non mi ha mai calcolato”

De Masi: “Questo governo ci fa capire che la normalitĂ  è altro rispetto a quello che abbiamo visto fino ad oggi. Sono qua da 18 anni e nessuno mi ha mai calcolato. Ho scritto un mese fa al nuovo Governo e dopo due giorni sono stato convocato a Roma”.

 

GIOIA TAURO (RC) – “De Masi è un simbolo della lotta alla ‘ndrangheta e ai crimini bancari ed oggi vogliamo lanciare un segnale forte e chiaro: siamo con De Masi e con tutti gli imprenditori come lui. Chi ha il coraggio di denunciare non deve sentirsi solo!”. Una visita piena di speranza e di riscatto quella del vicepremier e ministro Luigi Di Maio che insieme al Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha incontrato ieri a Gioia Tauro Antonino De Masi, l’imprenditore sotto scorta per avere denunciato il racket delle estorsioni al quale le banche hanno chiuso la porta per anni. Di Maio ha incontrato lo stesso De Masi, col prefetto di Reggio Calabria Michele di Bari, col Questore e con i vertici provinciali di carabinieri e Guardia di finanza ed ha poi visitato l’azienda

“Ai calabresi dico che mai piĂą il Sud sarĂ  lasciato indietro”

Di Maio, uomo del Sud crede nelle potenzialitĂ  del Meridione: “Il Sud – ha detto – dovrĂ  avere pari dignitĂ  e colmare il gap. Lo faremo con il reddito di cittadinanza, con investimenti in infrastrutture, con aiuti alle imprese, la mobilitĂ  sostenibile, l’energia”. E poi si è rivolto a De Masi al quale “lo Stato deve restituire la sua vita. Fa effetto vedere una camionetta dell’Esercito davanti alla sua impresa. E deve ridargli la possibilitĂ  di accesso al credito. La criminalitĂ  deve sapere che chi tocca De Masi tocca il Governo e lo Stato e avrĂ  pesanti conseguenze”. “Noi stiamo con gli imprenditori. Coloro che hanno preso soldi e poi sono scappati non sono amici di questo Governo. E siamo con imprenditori come De Masi – ha aggiunto – che si sono scontrati prima con la ‘ndrangheta e sono sotto scorta e poi con l’atteggiamento mafioso di alcune banche. Questi non solo vanno difesi ma sono nostri amici. L’area di Gioia Tauro è tra le piĂą depresse d’Italia nonostante un porto tra i piĂą importanti d’Europa. Dobbiamo investire su questo, sulle eccellenze enogastronomiche, sull’AutoritĂ  portuale, eliminando il commissariamento”.

Di Maio sul ‘contestato’ Decreto DignitĂ 

“Il Decreto dignitĂ  è intatto, riduce il precariato, la burocrazia per le imprese, elimina la pubblicitĂ  sul gioco d’azzardo e blocca la delocalizzazione selvaggia di imprese che comprano macchinari con soldi italiani e poi vanno all’estero. C’è stata una manina che ha inserito qualcosa nella relazione tecnica, ma niente succede”. “Noi siamo venuti a conoscenza del fatto che si indicavano gli 8000 licenziamenti – ha spiegato il ministro del Lavoro – la notte prima che il decreto andasse alla Presidenza della Repubblica”, ha aggiunto in merito a quanto scritto da “La Stampa” secondo cui la relazione dell’Inps era stata inviata sette giorni prima al Ministero del Lavoro.

Le Banche, l’accesso al credito e l’usura bancaria

“Al Mef, quando ancora io non c’ero, il Monte dei Paschi di Siena ha preso degli impegni e li deve mantenere. Faremo di tutto per farglieli rispettare. Se non lo farĂ  avvieremo tutti gli strumenti che servono. L’azienda di De Masi – ha dichiarato Di Maio – è un simbolo delle battaglie contro la criminalitĂ  organizzata, ma anche contro un sistema bancario che la deve pagare perchĂ© ha avuto l’arroganza di infischiarsene dei risparmiatori e dello Stato. Se vogliamo rimettere mano al mondo delle imprese e cominciare a sostenerle, allora dobbiamo ridurre l’arroganza di alcune organizzazioni, quelle illegali e anche alcune legali”.

La vicenda di Nino De Masi – l’imprenditore che ha denunciato alcune banche per usura – “ci ha dimostrato – ha poi detto Di Maio – che la mafia è un atteggiamento e questo atteggiamento a volte lo troviamo nelle organizzazioni criminali ma a volte lo troviamo anche nelle banche, visto e considerato che quello che ha passato questa azienda non è dovuto solo alle organizzazioni criminali ma anche ad un’altra tragica spirale in cui è finita, che è quella del credito, quella dell’usura bancaria”

De Masi: “Al Governo chiedo solo giustizia”

“Io non chiedo niente al Governo, chiedo solo giustizia, che chi ha violato le regole del gioco la paghi” ha dichiarato l’imprenditore Nino De Masi, che ha partecipato anche ad una tavola rotonda con gli imprenditori Gaetano Saffioti, anche lui sotto scorta, e Pippo Callipo, ed i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil della Calabria Angelo Sposato, Paolo Tramonti e Santo Biondo, insieme ai ministri Di Maio e Bonafese.

“Questo governo – ha aggiunto De Masi – ci fa capire che la normalitĂ  è altro rispetto a quello che abbiamo visto fino ad oggi. Sono qua da 18 anni e nessuno mi ha mai calcolato. Ho scritto un mese fa al nuovo Governo e dopo due giorni sono stato convocato a Roma”. Rivolgendosi a Di Maio, De Masi ha poi sottolineato come la Calabria sia terra di “gente che emana dignitĂ , anche se licenziata. Gioia Tauro è una bella scommessa ma se il Governo la gioca bene può darsi che le cose cambino. E’ necessario bonificare il territorio e dare prospettive a questa terra”. L’imprenditore ha anche annunciato l’intenzione di trasformare la sua azienda in una societĂ  per azioni con parte degli utili che andranno ai lavoratori: “La mia idea – ha aggiunto – è creare una public company, una follia che mi sono inventato con la finalitĂ  di fare diventare l’azienda collettiva, figlia del territorio con migliaia di persone che vi partecipano e che la rendono anche piĂą difficilmente attaccabile dalla criminalitĂ ”.

Sposato, dal canto suo, ha chiesto investimenti sul porto, principale strutturata su “un’area – ha detto – che doveva essere e non è stata. Serve un rilancio strategico a livello nazionale sulle politiche industriali tenendo conto delle necessitĂ  del sud”. Un argomento ripreso da Biondo che ha sottolineato il deficit di competitivitĂ  del meridione. “Quindi – ha detto – servono incentivi ma non per questioni di preferenze ma per porre tutto il Paese sullo stesso piano”. Una richiesta giunta anche da Tramonti che ha evidenziato la necessitĂ  di “politiche di riequilibrio da parte del Governo ed un impiego reale delle risorse europee, oltre a forme di protezione sociale per la regione con il piĂą alto tasso di povertĂ ”.

In Calabria, ha poi detto Saffioti, “siamo in guerra e le guerre si combattono in trincea, non scappando. Dobbiamo avere certezze, non solo speranze”. Callipo, infine, ha evidenziato come gli imprenditori siano penalizzati dagli oneri accessori sul costo del lavoro a fonte di una importazioni di prodotti di scarsa qualitĂ  provenienti da Paesi in cui la mano d’opera costa molto meno. “Gioia Tauro – ha poi detto rivolgendosi a Di Maio – avrebbe bisogno di un ristretto numero di persone che rispondano solo a lei sui bisogni e su quello che viene fatto”.




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