Truffa le banche e ricicla il denaro, avvocato in manette. Sequestrati beni per 17 milioni

L’avvocato è accusato di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni di diversi istituti bancari e all’autoriciclaggio

 

REGGIO CALABRIA – La Guardia di Finanza di Reggio Calabria ha arrestato un avvocato e sequestrato un patrimonio, riconducibile alla sua famiglia e ai suoi sodali, del valore di 17 milioni di euro nelle province di Reggio Calabria, Catanzaro e Roma. Il professionista, Santo Alfonso Martorano,  è stato raggiunto da una misura della custodia cautelare in carcere. Il sequestro invece, riguarda l’intero patrimonio aziendale di 6 imprese operanti nel settore finanziario (tra cui una societa’ di intermediazione finanziaria), le rispettive quote societarie, 17 beni immobili tra appartamenti, locali e uffici commerciali, autoveicoli nonche’ svariati rapporti finanziari.

Contestualmente all’esecuzione del sequestro, i Reparti della Guardia di Finanza stanno eseguendo diverse perquisizioni locali nelle sedi e gli uffici delle societa’ coinvolte, ubicati nel territorio di Reggio Calabria, Catanzaro e Roma. I reati contestati sono quelli di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata, al riciclaggio e all’autoriciclaggio, nei confronti, complessivamente, di 7 soggetti indagati.

Il provvedimento rappresenta l’epilogo delle articolate attivita’ investigative, coordinate dal Procuratore Aggiunto Gerardo Dominijanni e dirette dal sostituto procuratore Romano Gallo, da cui sarebbe emerso che l’avvocato, noto imprenditore e professionista reggino, attraverso la gestione di una societa’ di intermediazione finanziaria ed avvalendosi della cooperazione dei familiari e di terzi – tra i quali un ex direttore di filiale di un importante istituto di credito nazionale – ha sfruttato apposite convenzioni sottoscritte con diversi istituti bancari, appropriandosi indebitamente, con artifizi e raggiri, di ingenti somme di denaro che sarebbe stato successivamente ripulito e reinvestito, attraverso sofisticate operazioni finanziarie e bancarie, in attivita’ economiche ed imprenditoriali gestite da imprese compiacenti o riconducibili al gruppo familiare dell’avvocato.

La vicenda nasce da una ispezione antiriciclaggio che il Nucleo Speciale di Polizia Valutaria – Reparto specialistico della Guardia di Finanza che opera, tra gli altri, proprio nel settore della prevenzione e della repressione del fenomeno del riciclaggio – aveva condotto nel 2016 nei confronti della societa’ di intermediazione finanziaria appartenente alla famiglia dell’avvocato. Erano state rilevate, infatti, operazioni finanziarie e societarie “opache” nel settore delle cessioni del quinto dello stipendio ad impiegati e pensionati per conto di diversi istituti bancari i quali operavano attraverso plafond di garanzia che mettevano a disposizione della Finanziaria e a cui la stessa attingeva per l’erogazione del credito al pubblico, con l’obbligo di restituire, mensilmente, i rimborsi dei contratti di finanziamento cosi’ stipulati. Incassate le rate dai soggetti finanziati (sotto forma di estinzioni anticipate ovvero rimborsi mensili dei prestiti) la Finanziaria non le restitutiva alle banche bensi’, attraverso numerosi trasferimenti ed investimenti anche all’estero, le ripuliva impiegandole ed investendole in diverse attivita’ economiche riconducibili sempre alla famiglia dell’avvocato.