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Omicidio BagalĂ  nel 2012, emesse tre ordinanze cautelari (VIDEO)

Ad eseguire le ordinanze di custodia cautelare in carcere i carabinieri del Gruppo di Gioia Tauro, emesse dal Gip di Reggio Calabria su richiesta della Dda

 

REGGIO CALABRIA – Francesco BagalĂ  (nel riquadro) era uno studente universitario di Messina che era rientrato a Gioia Tauro per le vacanze di Natale. GiĂ  noto ai carabinieri, BagalĂ  era stato arrestato l’8 luglio 2011 per una rissa culminata con l’omicidio del ventinovenne Vincenzo Priolo. Stamattina i carabinieri di Gioia Tauro hanno eseguito tre ordinanze cautelari in carcere nei confronti dei fratelli Giuseppe e Alfonso Brandimarte, di 47 e 41 anni, entrambi giĂ  detenuti, e di Davide Gentile, di 29.

Per tutti l’accusa è di omicidio volontario, aggravato dalle modalitĂ  mafiose. L’omicidio di Francesco BagalĂ  venne compiuto il 26 dicembre del 2012, e sarebbe da inquadrare, secondo quanto Ă© emerso dalle indagini dei carabinieri basate su immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza, su intercettazioni telefoniche ed ambientali e sulle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, nel contesto della faida che tra il 2011 ed il 2012 contrappose a Gioia Tauro le cosche di ‘ndrangheta dei Priolo-Piromalli, da una parte, e dei Brandimarte dall’altra.

L’assassinio di BagalĂ  sarebbe stato la risposta da parte di Giuseppe Brandimarte, che lo avrebbe pianificato e premeditato, al tentato omicidio messo in atto ai suoi danni il 14 dicembre del 2011 da Giovanni Priolo, padre di Vincenzo, a sua volta ucciso l’8 luglio del 2011 da Vincenzo Perri, nipote di Michele Brandimarte, e dallo stesso Francesco BagalĂ . Le indagini hanno permesso di accertare che, ad eseguire l’assassinio di Francesco BagalĂ  sarebbe stato un “commando” composto da Alfonso Brandimarte e dal nipote Davide Gentile che, dopo aver seguito l’autovettura con alla guida la vittima, l’aveva affiancata, sparando complessivamente sei colpi con una pistola calibro 38, due dei quali raggiunsero BagalĂ  al torace ed al volto, determinandone la morte istantanea.

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