Operaio muore, il ‘re del tonno’ a processo

Il noto imprenditore Pippo Callipo è accusato di omicidio colposo

VIBO VALENTIA – L’imprenditore Pippo Callipo, amministratore unico della “Giacinto Callipo Conserve Alimentari spa”, é stato rinviato a giudizio dal Gup del Tribunale di Vibo Valentia, Gabriella Lupoli, con l’accusa di omicidio colposo. Il reato contestato a Callipo trae origine dalla morte di un operaio, Antonio Gaglioti, di 49 anni, in un incidente sul lavoro avvenuto nel 2015 all’interno dello stabilimento di Pizzo Calabro. Nei confronti di un altro indagato per la morte di Gaglioti, Moreno Ceravolo, di 60 anni, dipendente della stessa società per l’inscatolamento del tonno, é stato dichiarato il non luogo a procedere.

 

Il 6 dicembre scorso, per le medesime accuse, aveva patteggiato una condanna a 10 mesi (pena sospesa e non menzione) Ivan Ieracitano, di 58 anni, responsabile del servizio prevenzione e sicurezza dell’azienda Callipo. L’incidente che ebbe come vittima Antonio Gaglioti si verificò mentre l’operaio stava sostituendo i vetri del tetto di un capannone dello stabilimento dell’azienda Callipo, precipitando da un’altezza di cinque metri, ed in assenza, secondo i carabinieri e la Procura di Vibo Valentia, di adeguati sistemi di protezione.

 

Gaglioti morì dopo dieci giorni di coma nell’ospedale civile di Catanzaro. Il difensore di Callipo, l’avvocato Marcello Colloca, aveva chiesto l’assoluzione dell’imprenditore, sostenendo che l’iniziativa di portare l’operaio sul tetto per effettuare un sopralluogo e alcuni lavori era stata presa da Ieracitano senza informare il proprietario dello stabilimento, che, pertanto, a detta del penalista, era all’oscuro di tutto. L’avvocato Sandro D’Agostino ha difeso Moreno Ceravolo. Il processo a carico di Pippo Callipo é fissato per il 20 settembre prossimo davanti il Tribunale di Vibo Valentia in composizione monocratica.