I torturatori dei migranti nel CARA di Isola Capo Rizzuto, fermato un 21enne

È accusato di essere uno dei torturatori di migranti reclusi nel cosiddetto ghetto libico. Il giovane è stato fermato nel Centro d’Accoglienza di Isola Capo Rizzuto.

 

CROTONE – La Polizia di Stato ha eseguito un fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura della Repubblica e dalla DDA di Palermo, a carico di Deji Gift, inteso “Sofi”, nigeriano di 21 anni, individuato e catturato presso il Centro di accoglienza Cara “S.Anna” di Isola di Capo Rizzuto. La misura restrittiva è stata eseguita dalla Squadra Mobile di Agrigento, e dalla Squadra Mobile di Crotone, coordinate dal Servizio Centrale Operativo di Roma. Deji Gift è sospettato di far parte di un’associazione per delinquere di carattere trasnazionale dedita a commettere più reati contro la persona – ed in particolare – tratta di persone, sequestro di persona, violenza sessuale, omicidio aggravato e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

dejiIn particolare, Deji Gift è stato riconosciuto come uno dei responsabili di torture e sevizie perpetrate in Libia all’interno della safe house di “Alì il Libico”, dove i migranti, nelle more di intraprendere la traversata in mare per le coste italiane, venivano privati della libertà personale e torturati per estorcere loro denaro.  Deji dapprima migrante, si sarebbe offerto di entrare a far parte del gruppo di criminali al fine di poter, in seguito, intraprendere gratuitamente la traversata verso l’Italia.

Il fermo di Deji Gift è frutto delle indagini della Mobile di Agrigento, volte a ricostruire la cellula di criminali e torturatori che operano in Libia all’interno del noto “Ghetto di Alì il Libico”. I primi utili risultati investigativi dell’odierna indagine si sono avuti con l’individuazione ed il fermo, emesso dalla DDA di Palermo, di Ackom Sam Eric, ghanese, primo soggetto della cellula criminale indicato dalle vittime come il responsabile di gravissimi atti di violenza perpetrati all’interno del Ghetto di Alì il Libico; Ackom fu tratto in arresto dalla Squadra Mobile di Agrigento lo scorso marzo. Poi in base ad altri elementi raccolti è stato fermato Ogais John detto “Rambo”, nigeriano, anch’egli 21enne individuato e catturato lo scorso giugno dalla Squadra Mobile di Agrigento, unitamente alla Squadra Mobile di Crotone presso il CDA-CARA di Capo Rizzuto.

Ogais fu individuato come uno dei complici di Ackom e fermato su ordine della DDA di Palermo; a suo carico sono state già confermate le accuse da parte delle vittime davanti al Giudice delle Indagini Preliminari nel corso di un drammatico incidente probatorio. Le vittime avrebbero raccontato gli atti di violenza subiti da Deji Gift: Rambo, si avvaleva della collaborazione di un altro mio connazionale chiamato con il nome di Sofi, attualmente ospite presso il CDA di Capo Rizzuto. Quest’ultimo, in cambio di ottenere il viaggio gratuito verso l’Italia, si prestava più volte a torturare i migranti presenti all’interno del ghetto. Le violenze perpetrate dal Sofi consistevano nel colpire in diverse parti del corpo i migranti tenuti in ostaggio, con molta violenza, mediante l’utilizzo di una cintura in cuoio e/o tubi di gomma. Oltre a questi oggetti, ho visto più volte Sofi utilizzare sui prigionieri due cavi eletrtici collegati alla corrente elettrica come strumento di tortura”.

 

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