Chiude la Fondazione ricerca e cura tumori ‘Campanella’, 245 nuovi disoccupati

CATANZARO – Duecentoquarantacinque persone senza lavoro e una Regione che perde un autorevole polo oncologico.

La Fondazione per la ricerca e la cura dei tumori “Tommaso Campanella” di Catanzaro chiude. A sancire la fine delle attività è stato il decreto con cui oggi il prefetto di Catanzaro, Angela Latella, ha dichiarato l’estinzione della Fondazione. Finisce così l’attività della Fondazione nata nel 2004 con l’obiettivo di diventare, entro 4 anni, un istituto di ricerca a carattere scientifico, e perdono il posto di lavoro 245 dipendenti, 127 per le unità non oncologiche ed il restante per le unità oncologiche.

 

Da oggi, dunque, verranno interrotte, le ricerche contro il cancro che l’ente stava portando avanti e i pazienti che fino a qualche giorno fa si curavano nella struttura, provenienti da tutta la Calabria, saranno dirottati, ove possibile, in altri ospedali. Nel decreto di estinzione si afferma che è stata “accertata l’impossibilità”, per la Fondazione, “di raggiungere lo scopo per il conseguimento del quale l’ente era stato costituito, causa di estinzione della personalità giuridica”. L’atto del Prefetto chiarisce anche che l’estinzione è dovuta alla mancata “consistenza patrimoniale”, che rappresenta “uno dei requisiti indispensabili per la vita dell’ente”. Il Prefetto di Catanzaro rileva poi che la Regione Calabria, socio fondatore, assieme all’Università “Magna Grecia” di Catanzaro, della Fondazione, non ha “pienamente adempiuto alle obbligazioni assunte” e che questo inadempimento “ha determinato il sorgere di gravi difficoltà economiche nella gestione dell’ente”.

 

Per questi motivi il presidente della Fondazione Paolo Falzea ha convocato più volte i soci fondatori perché si sancisse la liquidazione che non è mai avvenuta, spiega il decreto, perché “la Regione aveva espresso volontà negativa, assumendo l’impegno a sottoscrivere una transazione con la quale si impegnava a corrispondere in tre anni la somma complessiva di 29 milioni di euro”, somma che avrebbe consentito alla Campanella di pagare i debiti contratti negli anni con le case farmaceutiche. Il decreto fa anche riferimento ai numerosi incontri tra soci fondatori avvenuti nella stessa Prefettura durante i quali “sono stati assunti precisi impegni da parte della Regione Calabria” ma che “nessun atto concreto è stato conseguentemente assunto”, tanto che una consulenza tecnico-contabile “fa emergere una gravissima situazione di dissesto-insolvenza tale da da avere indotto la Procura della Repubblica a chiedere il fallimento”.