Appello a tutte le persone sfruttate e arrabbiate: “Venite a lottare con noi”

Attesa azione di sgombero da parte della polizia, ma gli abitanti della tendopoli non intendono arrendersi. 

 

SAN FERDINANDO (RC) – “Siamo gli abitanti e le abitanti della tendopoli di San Ferdinando (Reggio Calabria) e vogliamo lanciare un appello a tutta Italia. Questo è un grido di rabbia e dolore contro l’ennessima violenza dello Stato e delle istituzioni nei nostri confronti. Sono tanti anni – spiegano in una nota – che alziamo la testa per chiedere quello che ci spetta, come ognuno di voi fa ogni giorno. Ma l’unica risposta che abbiamo avuto fino ad oggi è stata violenza, controlli e l’isolamento dentro baracche e tende. Infatti qui a San Ferdinando lo Stato per la terza volta ha costruito una nuova tendopoli del costo (iniziale) di 625.000 euro. E prevede di spenderne altri 400.000 euro ogni anno per la gestione. Ma questi soldi potevano essere usati in modo diverso, per tutti quelli che vivono in questo territorio, italiani e immigrati. Invece lo Stato ha preferito destinarli tutti ad un unico scopo: rinchiudere 550 persone di una prigione.

 

Non vogliamo più vivere nelle tende, controllati dalle telecamere, con un sistema identificativo per entrare e per uscire e con orari di chiusura e apertura. Inoltre non possiamo neanche cucinare, né decidere quando, come e cosa mangiare, perché all’interno del campo ci sarà una mensa a pagamento, 1,50 euro per ogni pasto. Siamo stanchi e arrabbiati perchè non veniamo ascoltati e riceviamo solo violenza, razzismo e silenzio. Qui lo Stato il 9 giugno 2016 ha già ammazzato un nostro fratello, Sekine Traore, e adesso se non ce ne andiamo che faranno? Ci ammazzeranno perchè ci rifiutiamo di andare a vivere nell’ennesima prigione? Il 18 agosto inizierà lo sgombero della tendopoli dove viviamo, che sappiamo bene essere un posto orribile, e la conseguente deportazione nel nuovo campo. Ma finchè non ci saranno delle soluzioni reali e le nostre richieste non verranno ascoltate noi da qui non ce andiamo. Con questo appello vi chiediamo di raggiungerci qui a San Ferdinando, per sostenerci e resistere insieme”.