Sequestrato stabilimento dove morirono tre operai, arrestati 3 imprenditori

LAMEZIA TERME – Tre imprenditori di Latina, i fratelli Maurizio, Roberto e Salvatore Martena, titolari della società Ilsap di Velletri, sono stati arrestati dalla Guardia di finanza di Catanzaro.

L’accusa nei loro confronti è di truffa all’Unione europea e allo Stato, falsità ideologiche e abuso. Inoltre sono stati sottoposti all’obbligo di dimora un docente universitario di Napoli e un consulente della società e sequestrati conti correnti, quote societarie e un capannone a Lamezia Terme per un valore di 11 milioni di euro. I tre fratelli arrestati operano nel settore della produzione di carburanti. Il docente universitario di Napoli sottoposto all’obbligo di dimora è coinvolto nell’inchiesta in qualità di tecnico, nominato dal Ministero delle Attività produttive, per valutare la pratica relativa alla concessione dei fondi comunitari mentre il consulente tecnico, aveva il ruolo di intermediario tra la società e il Ministero che doveva erogare i contributi pubblici. Nello stabilimento industriale sequestrato a Lamezia Terme a settembre dello scorso anno morirono tre operai a causa dello scoppio di un silos: Enrico Amati, di 47 anni, di Sinalunga (Siena), Daniele Gasbarrone di Latina e Alessandro Panella di Velletri. Nell’inchiesta sulla truffa per i fondi europei i militari della Guardia di finanza hanno raccolto numerosi documenti tecnici e fotografici che sono confluiti in un’informativa depositata alla Procura della Repubblica di Velletri. Nell’inchiesta sono coinvolte complessivamente sei persone. Per ottenere i fondi sarebbero state usate anche fatture e documenti falsi per dimostrare spese e costi che in realtà non sono mai stati sostenuti.

 

Dalle carcasse di animali il carburante per gli aerei. La falsa impresa e i particolari delle indagini

Volevano produrre un innovativo carburante ‘bioavio’ per l’aeronautica civile attraverso la lavorazione degli scarti della macellazione, in particolare da carcasse di bovini. E per realizzare questo progetto la società Ilsap di Velletri ha ottenuto fondi europei e nazionali per 11 milioni di euro per la realizzazione di uno stabilimento a Lamezia Terme. La Guardia di finanza di Catanzaro, però, ha scoperto che il progetto era solamente una truffa per ottenere i fondi pubblici. Nel progetto era previsto anche l’utilizzo del carburante ‘bioavio’ per gli impianti di produzione di energia alimentati da turbine a gas. Il combustibile, secondo il progetto presentato al Ministero dello sviluppo economico per ottenere i finanziamenti, doveva servire anche per diluire il gasolio utilizzato nell’aviazione civile in modo da ridurre l’inquinamento e, in particolare, le emissioni di anidride carbonica.

 

I finanzieri di Catanzaro hanno però scoperto l’inconsistenza del progetto sin dalle prime fasi dell’indagine, quando i militari, accedendo all’interno dell’stabilimento di Lamezia Terme, si sono resi conto che non era stata avviata alcuna significativa attività di studio e ricerca. Nel corso delle indagini i finanzieri hanno compiuto anche numerose perquisizioni nel corso delle quali sono stati sequestrati i documenti relativi al progetto. Una volta accertata l’inconsistenza del progetto i finanzieri hanno provveduto a segnalare la vicenda al Ministero dello sviluppo economico, che ha bloccato l’erogazione dei finanziamenti. Il docente universitario di Napoli coinvolto nell’inchiesta, nominato dal Ministero dello Sviluppo economico quale esperto scientifico per la valutazione degli aspetti tecnici ed i contenuti innovativi del progetto, è accusato di avere promosso senza esitare l’assegnazione del finanziamento pubblico. Dalle indagini è emerso anche che il dipartimento universitario a cui il docente apparteneva ha effettuato, nei confronti della stessa Ilsap, alcune consulenze del valore complessivo di 660 mila euro. Il docente, inoltre, proprio in relazione al progetto della Ilsap, ha ricevuto, secondo i finanzieri di Catanzaro, somme in denaro confluite sui suoi conti personali.