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Pdl difende la Calabria e la politica del centrodestra

Premesso che: –  Quello attuale non è certo un momento semplice: non lo è per l’Europa di fronte ad una crisi economica che ha messo a nudo tutte le contraddizioni derivanti da un’unione monetaria priva della guida politica e debole per l’assenza di rapidi e condivisi meccanismi di decisione, non lo è per l’Italia alle prese con una difficile, complessa e lunga azione di risanamento del suo bilancio, stretta  dal peso delle mancate o incomplete riforme e incerta nel suo percorso futuro e non lo è soprattutto per tutti quei territori regionali che, al ritardo del Paese ed alle sue difficoltĂ , aggiungono delle specificitĂ  che rendono ancor piĂą complesso il momento attuale;  che, per le Istituzioni e la Politica, in ragione di una crescente sfiducia dei cittadini, viene ad essere alimentata una distanza per taluni comportamenti  privi di qualsiasi giustificazione ed il cui unico senso è quello di una inesistente moralitĂ   e correttezza nell’interpretare il ruolo di rappresentanti dei cittadini;
Considerato
–    che allo stesso tempo – tutte le difficoltĂ  rappresentano anche l’occasione per immaginare, programmare e definire concretamente un nuovo volto dell’Italia e delle singole regioni; va da sĂ© che quello attuale è anche il momento nel quale è possibile – ed è anche doveroso – definire un nuovo percorso dei partiti politici ridando senso, dignitĂ  e futuro al concetto della rappresentanza, anche se il rischio di questi momenti è che qualcuno li intenda non come una collettiva, doverosa e propizia  occasione di palingenesi ma come l’opportunitĂ  per percorsi politici personali o di parte.
Tutto ciò premesso e considerato
Il Gruppo consiliare regionale del PDL Calabria all’unanimitĂ , giudica come negativi, immotivati e privi di qualsiasi prospettiva istituzionale e politica  – in senso assoluto – i commenti, le opinioni ed i giudizi espressi – sulla Calabria, sul presidente Scopelliti, sul centrodestra calabrese – all’interno della Conferenza nazionale del Partito Democratico tenutasi sabato e domenica a Lamezia Terme; quella alla quale abbiamo assistito è stata un’occasione persa, non un’ampia e approfondita discussione sul Mezzogiorno ma solo un contesto – nemmeno troppo affollato – all’interno del quale il segretario del Pd Bersani ha lanciato la propria campagna elettorale e quella del PD calabrese.
Per farlo ha scelto  il modo peggiore e cioè riproponendo l’armamentario di uno scandaloso giustizialismo – tanto distante dal garantismo predicato e mai osservato – ed allo stesso tempo  auspicando provvedimenti traumatici che spettano solo  al Ministro degli Interni sulla base di evidenze documentali – che Bersani non può conoscere – e di certezze solide e comprovate.

Il tentativo di forzare la mano suggerendo – a voler usare un eufemismo – al Governo di procedere verso lo scioglimento del Comune di Reggio Calabria è qualcosa di autenticamente scandaloso; i messaggi subliminali lanciati dal segretario del Pd a Lamezia Terme sono  nei fatti  espressione di una volontĂ  sovversiva, non solo si dice al Governo cosa quest’ultimo deve fare ma soprattutto si oltraggia la volontĂ  popolare espressa dai cittadini.  
Senza trascurare la consueta doppiezza con la quale ci si erge a  censori degli altri – e lo si fa solo sulla base di convenienze di parte – dimenticandosi naturalmente di citare i numerosi episodi che vedono esponenti del Pd ed amministratori del centrosinistra coinvolti in procedimenti giudiziari.
Ma questa doppiezza raramente porta risultati positivi; noi  continuiamo a credere nella distinzione dei poteri ed in quel garantismo che esclude processi sommari e  che rifugge da una conveniente caccia alle streghe; ed invece che alimentare queste tendenze gli esponenti regionali del Pd farebbero bene a marcare una distinzione rispetto alle considerazioni di Bersani e D’Attorre, non solo perchĂ© evidentemente figlie di una logica e di una convenienza che nulla ha a che spartire con i destini regionali ma soprattutto perchĂ© pensare di sconfiggere gli avversari non con il consenso dei cittadini ma attraverso carte bollate non è nĂ© una vittoria, nĂ© una speranza di vittoria.
Perché non accadrà né l’una, né l’altra.
Il gruppo consiliare regionale del Pdl Calabria esprime, quindi, pieno e convinto sostegno  e vicinanza al Presidente Scopelliti ed  al Sindaco di Reggio Calabria, Arena; allo stesso tempo non può non qualificare come inquietanti, incaute e sovversive le parole del Segretario Bersani che prefigurano una vera e propria prevaricazione istituzionale; se Bersani crede di sapere o di poter dire ai calabresi quale debba essere il loro governo regionale, dipani prioritariamente la matassa di un Partito Democratico le cui divisioni e frammentazioni rendono evidenti non proposte o  impegni per la regione ma solo la coesistenza di gruppi  che non riescono nemmeno a scegliere un leader regionale.
Esprimiamo altresì vicinanza e sostegno all’intera città di Reggio Calabria che – in queste settimane – si cerca di far passare – da parte di qualche fustigatore giacobino – come un coacervo di interessi e disamministrazione, è un falso storico ed i reggini sanno bene che coloro i quali improvvisamente appaiono cosi preoccupati dei destini della loro città altro non sono che opportunisti del momento ed inconsapevoli del percorso fatto da Reggio Calabria nell’ultimo decennio.
Quanto al livello regionale, il centrodestra è impegnato in una profonda azione di rinnovamento e, coerentemente con la volontà della maggioranza dei cittadini calabresi, continuerà lungo il percorso tracciato; non ci intimidisce il tentativo di creare artificialmente un caso Calabria, sappiamo bene che l’unica cosa apprezzata dai cittadini è il rigore e l’efficacia delle scelte.
Infine, anche in considerazione di commenti recentemente espressi sulla stampa calabrese, la cui terzietà ed imparzialità – aldilà di alcune voci ben note – non può non essere apprezzata soprattutto nel momento storico che il Paese sta vivendo, prendiamo atto di quanto e come, attraverso il dinamismo del Presidente Scopelliti, la Calabria abbia una voce ascoltata e considerata fuori dai confini regionali; è qualcosa che non accadeva dai tempi della Prima Repubblica ed è stato possibile solo perché il Presidente Scopelliti sta interpretando, con rigore e serietà, il ruolo di Presidente della Giunta Regionale ed allo stesso tempo si è rivelato capace di essere protagonista all’interno di un dibattito nazionale sul futuro del Pdl.
Dell’una e dell’altra cosa siamo assolutamente soddisfatti e ribadiamo la nostra ferma e risoluta adesione ad un percorso il cui punto d’arrivo sarà solo uno, una Calabria più giusta, più equa, più moderna, più sviluppata.