Radioattività ambientale, al via il monitoraggio: censite circa 400 grotte Calabresi - QuiCosenza.it
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Calabria

Radioattività ambientale, al via il monitoraggio: censite circa 400 grotte Calabresi

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Siglato l’accordo tra Arpacal ed il Soccorso Alpino e Speleologico, per sviluppare insieme una ricerca sperimentale che misura la presenza di gas radon nelle grotte calabresi.

 

CATANZARO – Entra nella fase operativa, dopo l’opportuno training in aula e sul campo, l’accordo tra l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria (Arpacal) ed il Servizio Regionale del Soccorso Alpino e Speleologico della Calabria (SASC) che prevede il posizionamento degli esposimetri per la misurazione della presenza di gas radon nelle grotte calabresi. Sono circa quattrocento, infatti, le cavità censite dal Catasto Grotte della Calabria: alcune hanno uno sviluppo di poche decine di metri, mentre altre di diversi chilometri. Queste cavità naturali, dall’incommensurabile valore naturalistico-ambientale, rappresentano dal punto di vista scientifico un “laboratorio naturale” ideale per studiare alcune dinamiche che interessano la propagazione e l’accumulo del Radon, gas nobile radioattivo di origine naturale. I prodotti del decadimento di questo gas, detti tecnicamente “figli del Radon”, possono legarsi alle pareti, ai pavimenti, alle persone o alle particelle nell’aria ed essere inalate, aumentando conseguentemente il rischio dell’insorgenza di neoplasie polmonari.

ArpacalGrotte2

Dall’esigenza scientifica di Arpacal, e dalla necessità di salvaguardare anche la salute di chi opera a quelle profondità sotterranee, che è nato l’accordo tra Arpacal ed il Soccorso Speleologico del Servizio Regionale Calabrese per sviluppare insieme una ricerca sperimentale che studi le condizioni in cui si potrebbero accumulare sacche importanti di gas Radon nel sottosuolo. Così, nei giorni scorsi, per far il punto della situazione sull’accordo in corso, a due mesi dall’avvio dei primi posizionamenti degli esposimetri, una delegazione del Soccorso Speleologico del Servizio Regionale Calabrese, composta dal dr. Gianluca Robertelli, geologo e Responsabile della Stazione Speleo Calabria, dal dr. Pierpaolo Pasqua, componente della Stazione Speleo, ha incontrato il commissario dell’Arpacal, Avv. Maria Francesca Gatto.

Accordo2

“Una collaborazione che si rivela proficua già nei primi mesi di attività – ha avuto modo di commentare il Commissario Gatto, accompagnata dalla dr.ssa Silvana Naccarato e dal dirigente del Servizio Controllo di gestione e Performance, dott. Pietro De Sensi – con una Organizzazione che, mi piace ricordarlo, è tra le fondatrici del sistema nazionale di Protezione Civile e, per le sue peculiarità professionali, è una delle punte di diamante che vengono usate nelle situazioni più delicate”. “Avendo personale perfettamente formato, ma anche medici nei propri organici – ha dichiarato Gianluca Robertelli che ha portato i saluti anche del Presidente del Soccorso Alpino della Calabria, Avv. Luca Franzese – la nostra Organizzazione è in grado di prestare soccorso nei posti più impervi e, dettaglio di non poco conto, essere in grado di stabilizzare il ferito esattamente dove si trova. Da qui, oltre alla collaborazione con Arpacal nella ricerca scientifica, è nata la necessità di garantire la salute di chi, come i nostri speleologi, presta soccorso in profondità rocciose importanti in condizioni oggettivamente disagiate”.

Accordo

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Mancuso, garantire diritto salute calabresi: “Reclutamento medici cubani serve fronteggiare difficoltà”

“C’è da augurarsi che a quest’azione emergenziale, volta esclusivamente a dare risposte, nelle more dell’espletamento delle procedure concorsuali”

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REGGIO CALABRIA – “Rientra nell’obiettivo prioritario di questa Legislatura e del Commissario alla sanità che, dopo anni finalmente, coincide con il Presidente della Regione, mettere ordine nella sanità più disastrata d’Italia e fronteggiare le gravi difficoltà, specie la carenza di medici, con ogni mezzo e strumento necessari”. Lo afferma, in una nota, il presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso. “I circa 500 specialisti cubani delle varie branche mediche, affiancati ai medici calabresi che lavorano nelle strutture sanitarie, a cui si è fatto ricorso siglando il contratto con la società statale del Governo cubano che ha fornito i medici alla Lombardia e al Piemonte nella fase acuta della pandemia – prosegue Mancuso – testimoniano l’impegno assiduo e incalzante del presidente-commissario Occhiuto per garantire il diritto alla salute dei calabresi.

C’è da augurarsi che a quest’azione emergenziale, volta esclusivamente a dare risposte, nelle more dell’espletamento delle procedure concorsuali, alla difficoltà oggettiva di reclutamento di medici, si aggiunga la decisione di tanti medici calabresi che svolgono fuori regione la loro attività a rientrare per cooperare al rilancio efficiente del sistema sanitario regionale”.

“Ci aiuterebbe anche, al contempo – sostiene ancora il presidente del Consiglio regionale – intervenire sul numero chiuso degli iscritti alla facoltà di Medicina da ampliare e favorire il trasferimento dei nostri studenti iscritti all’estero. Tutti, a incominciare dall’Assemblea legislativa, al fine di avere in tempi ragionevoli una sanità in grado di erogare prestazioni tempestive e dignitose, siamo chiamati a dare l’apporto che occorre, ognuno per la propria responsabilità, percorrendo le usuali strade legislative e amministrative o sperimentandone di nuove”.

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Unindustria: “Intimidazione a Ionà episodio che offende la democrazia”

Il presidente Aldo Ferrara: “Ci fa riflettere, con grande preoccupazione, su questa terribile piaga che affligge la Calabria, impedendo crescita e sviluppo”

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CATANZARO – «È con profonda tristezza e preoccupazione che ho appreso del deprecabile atto intimidatorio ai danni della concessionaria Cupra», dichiara il Presidente di Unindustria Calabria, Aldo Ferrara.

«Un ignobile episodio che offende i valori di democrazia e ci fa riflettere, con grande preoccupazione, su questa terribile piaga che affligge la Calabria, impedendo la crescita e lo sviluppo di ogni territorio. Da parte mia e di tutti gli Organismi Direttivi di Unindustria Calabria», continua Ferrara, «rappresento alla famiglia Ionà, leader in Calabria dell’automotive, la nostra vicinanza ed ogni possibile sostegno, tanto doverosi, quanto sentiti verso chi, quotidianamente, è impegnato a portare avanti un percorso di crescita civile ed economica».

«Auspico che le Forze dell’Ordine e la Magistratura possano, in breve tempo, assicurare alla giustizia gli autori di questo ignobile ed ennesimo attentato verso la classe imprenditoriale», conclude il Presidente Ferrara, «e sono certo che non saranno questi vili gesti a fare gettare la spugna, ma anzi siano da sprone ed incoraggiamento per tutti coloro che continuano a credere e ad investire in questa Terra».

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Coltivazione e spaccio, 3 arresti e una denuncia. Sequestrati 700 kg di marijuana

Il bilancio di un’operazione di Polizia nelle Serre vibonesi che ha sgominato un importante giro di illecita coltivazione e detenzione di marijuana

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VIBO VALENTIA – Tre arresti e un denunciato per detenzione ai fini di spaccio, 700 kg di marijuana sequestrati. Questo il bilancio dell’operazione della polizia di Stato di Vibo Valentia che ha effettuato nelle ultime settimane serrati controlli in tutta la zona delle Serre vibonesi, sgominando un importante giro di illecita coltivazione e detenzione di marijuana. Gli arresti sono iniziati nel mese di giugno, con un cittadino italiano che aveva occultato 70 buste di droga nel sottotetto dell’abitazione per complessivi 51 kg di marijuana. Le indagini dei poliziotti della Squadra Mobile e del commissariato di Serra San Bruno, hanno consentito di scoprire un vero e proprio giro di illecite coltivazioni nelle vaste aree rurali delle Serre, dove la droga veniva coltivata, illecitamente imbustata e predisposta alla vendita al dettaglio.

Nel giro di poche settimane, è stato arrestato il secondo trafficante, al quale sono stati sequestrati 570 Kg di marijuana, suddivisi in gran parte all’interno di buste sottovuoto e al quale venivano anche ritirati in via cautelare due fucili regolarmente detenuti. Un terzo soggetto è stato arrestato per la detenzione di 42 kg di marijuana mentre un altro è stato denunciato perché deteneva 24 kg della medesima sostanza stupefacente. Sono stati sequestrati complessivamente circa 700 kg di marijuana che se immessi sul mercato della droga avrebbero consentito un profitto illecito di circa un milione di euro.

Nel fine settimana di Ferragosto, gli investigatori hanno rinvenuto, nella fitta vegetazione fra i boschi della frazione di Gerocarne, una piantagione non ancora raccolta, sequestrando circa 350 piante di canapa indica che all’esito dei processi di lavorazione avrebbe consentito di immettere sul mercato della droga, sostanza stupefacente per un valore complessivo di circa 220 mila euro.

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