‘Ndrangheta, Operazione “Jonny”: richieste le dimissioni di Alfano

Ministro Alfano incontrò Sacco nel 2011, imprenditore che gestiva oltre al centro più grande d’Europa a Isola Capo Rizzuto anche quello di Lampedusa.

 

ROMA – “Dopo i 68 arresti per ‘ndrangheta legati al business migranti nel centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto, ad Alfano non rimane che una sola cosa, rassegnare le dimissioni da ministro”. Lo dichiarano i capigruppo M5S di Camera e Senato Roberto Fico e Carlo Martelli insieme al senatore M5S della commissione antimafia Mario Michele Giarrusso. “Le stesse dimissioni – sottolineano – che chiedemmo lo scorso 13 febbraio, quando uscì un articolo del giornalista Tizian su L’Espresso che ricostruì come il ministro degli interni Alfano nulla si accorse sull’imprenditore Leonardo Sacco (arrestato nell’operazione odierna dei ROS), che già dal 2007 era sospettato dagli investigatori del ROS di essere vicino al clan della ‘ndrangheta degli Arena di Capo Rizzuto. Nonostante questi rapporti del ROS, il ministro Alfano incontrò Sacco nel 2011, parliamo di un imprenditore che gestiva oltre al centro più grande d’Europa a Isola Capo Rizzuto anche quello di Lampedusa” concludono gli esponenti M5S.

Meloni, Alfano riferisca su rapporti con ‘Misericordia’ 

“Basta con questo schifo! Mandiamo a casa questo Governo complice degli scafisti e di chi lucra sui disperati. Chiediamo al ministro Alfano di riferire immediatamente sui suoi rapporti con uno degli arrestati, vicepresidente della ‘Misericordia’, che gestiva milioni di euro destinati all’accoglienza, presente al congresso del suo partito quando lui era ministro dell’Interno”. Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni commentando la notizia sulla cosca della ‘ndrangheta smantellata nell’operazione di stamane che “faceva affari sull’accoglienza dei profughi“. Meloni sottolinea infatti, come “Insieme ai mafiosi è stato arrestato un manager della ‘Misericordia’, struttura vicina ai partiti di Governo. C’è altro da dire? Gli sbarchi servono solo ai mafiosi, ai ladri, ai truffatori per rubare con il benestare dei partiti della maggioranza”.

Scotto (Mdp), mafie fanno affari su migranti non le ong

“L’inchiesta di Catanzaro conferma che sono le mafie a fare affari con i migranti e non le ong che salvano le vite. Qualcuno chieda scusa”: così su twitter il deputato di Movimento democratico e progressista Arturo Scotto.

Commissariata Misericordia Isola Capo Rizzuto e della Federazione Regionale Calabrese

“Abbiamo appreso con forte preoccupazione del fermo di Don Edoardo Scordio e di Leonardo Sacco, rispettivamente Correttore e Governatore della Misericordia di Isola Capo Rizzuto. Otto secoli di storia non vengono cancellati da fatti, seppure presunti, così gravi e pesanti. Continueremo a dare le risposte ai cittadini ed alla popolazione più debole, dando continuità ai servizi svolti dalla Misericordia non facendo mancare la risposta ai bisogni di assistenza e di carita’”. Così, in una nota, la Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia – che ha la sua sede a Firenze – interviene sull’inchiesta giudiziaria che coinvolge la Confraternita di Isola Capo Rizzuto per collusioni con la ‘ndrangheta negli appalti del Centro di accoglienza dei richiedenti asilo. “Confermiamo la nostra totale fiducia nell’operato dell’Autorità Giudiziaria – aggiunge la nota – auspicando una rapida conclusione delle indagini. Annunciamo già da adesso il commissariamento della Misericordia di Isola Capo Rizzuto e della Federazione Regionale Calabrese. Peraltro la gestione del centro di Isola Capo Rizzuto è da tempo affidata al consorzio “Opere di Misericordia”, con sede a Firenze, che continuerà i propri compiti nell’interesse degli ospiti secondo i principi che ci contraddistinguono”. Dal pomeriggio di oggi il consigliere nazionale della Confederazione, Alberto Corsinovi, sarà ad Isola Capo Rizzuto per seguire personalmente gli sviluppi della vicenda.

Ferrara (M5S), accoglienza a Crotone mai stata trasparente

“Dalla mia visita ispettiva del 2014 subito dopo l’insediamento al Parlamento europeo, emersero tutte le criticità e le anomalie rispetto al modus operandi dell’ente gestore, le Misericordie del Governatore Leonardo Sacco. Nessun tipo di trasparenza sui contratti e le convenzioni, difficili da reperire anche dopo espresse richieste alla Prefettura“. Così l’europarlamentare 5stelle Laura Ferrara, che già tre anni fa ispezionò il Cara di Isola Capo Rizzuto oggi al centro della cronaca per gli arresti di stamattina. “Questa situazione – prosegue Ferrara – e le condizioni miserabili in cui vivevano gli oltre 1500 ospiti, mi spinsero a presentare un esposto alla Procura di Catanzaro oltre ad essere oggetto di diverse inchieste giornalistiche. Nonostante tutto c’era chi diceva che andava tutto bene, fra questi Matteo Salvini che dopo la sua visita al Sant’Anna si complimentò proprio con Sacco, con tanto di foto ricordo, per il buon lavoro svolto. L’inchiesta Johnny è il frutto di questo ‘buon lavoro’. I clan si erano impossessati del centro, per anni migliaia di richiedenti asilo hanno vissuto in condizioni disumane e nello stesso tempo i portafogli dei soliti si sono ampiamente ingrossati. Nel frattempo i nostri politici hanno continuato a fare orecchie da mercante e relegare la questione accoglienza a sterili e ipocriti dibattiti nei comodi salotti televisivi”.

Bindi, contro clan Arena importante operazione

“L’imponente operazione contro il clan Arena, coordinata dalla DDA di Catanzaro, è un importante risultato nella lotta contro la ‘ndrangheta e le infiltrazioni mafiose nella gestione dei migranti”. Lo ha dichiarato l’on. Rosy Bindi, Presidente Commissione Antimafia. “Il Cara di Isola Capo Rizzuto, era diventato una miniera di denaro per la cosca, che grazie alla complicità del responsabile dell’ente che gestiva il centro, già vicepresidente delle Misericordie, controllava – continua la Bindi -appalti e forniture dirottando nelle casse della famiglia i fondi comunitari destinati ai profughi. Sull’opacità della gestione del Cara in provincia di Crotone, aveva aperto un’inchiesta anche la nostra Commissione. Questa vicenda conferma la capacità delle mafie di sfruttare le debolezze e le fragilità del nostro tempo con un approccio predatorio e parassitario. La tragedia dei migranti è anche un vergognoso volano di corruzione, come già rivelato da Mafia Capitale, che va perseguita e stroncata con estremo determinazione. Gli arresti di oggi sono – ha concluso – il coronamento di un’accurata indagine dei Ros, che ha permesso di ricostruire i molteplici affari della famiglia e il ruolo di cerniera con la pubblica amministrazione svolto dal responsabile del centro. Ringrazio il Procuratore Nicola Gratteri e gli uomini dei Carabinieri della Polizia e della Guardia di Finanza di Catanzaro e Crotone che condotto l’operazione e sequestrato beni e società riconducibili agi Arena”.

Fonte foto L’Espresso

 

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