Depuratori malfunzionanti in 82 Comuni calabresi, scaduto il termine dei lavori

L’Unione Europea ha stanziato per la Calabria otto milioni di euro per lavori urgenti di cui la maggior parte pare non siano mai iniziati.

 

COSENZA – “Dopo quasi 2 anni e ben 5 proroghe è scaduto ieri (31 marzo) il termine per la realizzazione dei lavori del Programma di efficientamento e rifunzionalizzazione del sistema depurativo dei comuni costieri calabresi». Laura Ferrara, eurodeputata cinquestelle, ritorna sul tema della (mala)depurazione che attanaglia la Calabria ed in particolare riporta l’attenzione sulla convenzione del giugno 2015 tra Regione e Comuni costieri, in cui si mettevano a disposizione oltre 8 milioni di euro per “lavori urgenti ed indifferibili – afferma la Ferrara – ma che sono stati rimandati e ritardati. Sarebbe ora il caso di verificare se alla data di scadenza tutti gli enti comunali beneficiari dei fondi, ottantadue per la precisione, abbiano o meno migliorato le condizioni dei propri impianti depurativi. Tempi biblici quelli concessi dalla Regione ai Comuni, non si sono individuate le responsabilità dei gravi ritardi e se questo è l’approccio per la risoluzione della crisi del sistema depurativo calabrese, nutro forti dubbi che si possa trovare una soluzione”.

 
 

Nonostante l’ininterrotto flusso di denaro pubblico messo a disposizione della Regione Calabria negli ultimi 15 anni, il sistema depurativo regionale risulta tra i più disastrosi dell’intero panorama nazionale. I Portavoce del Movimento 5 Stelle, sia a livello nazionale che nell’istituzione europea si sono interessati al tema, attraverso interrogazioni parlamentari, denunce, progetti, proposte ed iniziative. L’europarlamentare calabrese nei giorni scorsi ha inviato una pec a circa 400 comuni calabresi richiedendo copia del regolamento di gestione dei servizi idrici e/o fognari e le copie delle analisi degli ultimi cinque anni fatte sulle acque di scarico (a monte e a valle dell’impianto di depurazione). “Confidando nella trasparenza che dovrebbe contraddistinguere la pubblica amministrazione aspetto fiduciosa le risposte a quanto chiesto, così da tracciare un quadro quanto più preciso possibile circa l’efficienza del sistema depurativo e la corretta regolamentazione dei sistemi idrici/fognari dei comuni calabresi. Un accesso agli atti dovuto, soprattutto ai cittadini calabresi perché la loro salute passa dalla buona gestione degli impianti idrici”.