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Giornata mondiale dell’acqua: Calabria ‘vince’ per maladepurazione e spreco

Oggi Giornata mondiale dell’acqua, per sensibilizzare la tutela delle risorse idriche. In Calabria situazione critica: maladepurazione e spreco.

 

CALABRIA – Oggi ricorre la giornata mondiale dell’Acqua, giunta quest’anno alla 25esima edizione; ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite nel 1992, con l’obiettivo di sensibilizzare e promuovere azioni concrete per la tutela delle risorse idriche. Il tema proposto dall’ONU per questo anno è waste water: tecnicamente, con tale termine si indicano i reflui che vengono scaricati nei corsi d’acqua dagli impianti di depurazione civili e industriali; in senso più ampio, invece, ci si riferisce a tutte le acque inquinate che raggiungono quelle superficiali. Oggi, la stragrande maggioranza di tutte le acque reflue delle nostre case, città, industrie e colture rifluisce nella natura senza essere trattata o riutilizzata, inquinando l’ambiente. L’obiettivo è, quindi, duplice: da un lato c’è la necessità di ridurre la quantità e lo spreco di acque reflue, dall’altro è fondamentale investire sempre di più su riciclo e riutilizzo sicuro dell’acqua. 

CascataSi stima che sul nostro pianeta siano presenti circa 1,4 miliardi di chilometri cubi d’acqua. Di questi il 97,5% è composto da acqua salata. Di quel che ne resta, il 70% circa si trova allo stato solido e costituisce i ghiacci polari. Quello che rimane sono, all’incirca, 10 milioni di chilometri cubi di acqua dolce presenti nelle falde sotterranee di tutto il mondo. Potrebbero sembrare tanti, non è così: ad oggi gli sprechi sono molti e non si hanno ancora, nella maggior parte dei casi, le infrastrutture atte e adatte al recupero e riuso delle acque di scarico. E indovinate un pò chi è la Regione con una situazione critica sul fronte depurazione e quindi spreco di acqua? Ovviamente la Calabria.

In Italia la “maladepurazione” ci costa 62,69 milioni di euro di multa Ue e 374mila euro al giorno per ogni ulteriore giorno di ritardo. Lo segnala Legambiente che ha presentato alcuni dati in occasione della Conferenza sull’Acqua. “In Italia – spiega l’associazione – il 25% della popolazione non è servita da un adeguato servizio di depurazione, sono 104 gli agglomerati urbani coinvolti da provvedimenti di condanna della Corte di Giustizia europea (2012), 14 le regioni interessate (Abruzzo, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Puglia, Sicilia, Lazio, Lombardia, Marche, Sardegna, Valle D’Aosta, Veneto e Piemonte). Poco rassicuranti anche le analisi sulle acque, nel 2016 su 265 campioni di acqua analizzati da Goletta Verde di Legambiente, il 52% è risultato con cariche batteriche, elevate specialmente in prossimità di foci, fossi e canali, per mancanza di depurazione e scarichi illegali”.

SprecoAcquaLe situazioni più critiche, spiega ancora Legambiente, “sono state riscontrate in Calabria, nelle Marche e in Abruzzo, regioni penalizzate anche dall’elevato numero di corsi d’acqua, canali e fossi che sfociano in mare. Ai ritardi e ai casi di maladepurazione, si aggiungono le altre “bacchettate” dell’Unione Europea: oltre alla sentenza di condanna del 2012, c’è quella del 2014, una terza procedura di infrazione europea ancora in corso per il mancato rispetto della direttiva 91/271 sulla depurazione degli scarichi civili. Ci sono poi 62,69 milioni di euro di multa comminata dalla Commissione Ue all’Italia e i 347mila euro per ogni ulteriore giorno di ritardo. Si arriverebbe così a pagare oltre 185 milioni di euro solo nel primo anno, oltre ovviamente al costo degli interventi”. Legambiente torna quindi a ribadire l’urgenza di intervenire al più presto sul problema della maladepurazione.

Nella giornata mondiale dell’acqua, l’associazione ambientalista ricorda infine che depurare in maniera corretta fa bene bene all’ambiente e all’economia. Lo dimostrano le buone esperienze di depuratori che oggi garantiscono il riutilizzo delle acque reflue o il recupero dei fanghi. Questo è ciò che avviene, per esempio, presso il depuratore di Noci (Ba), impianto a membrane microporose dall’elevata capacità depurativa. Altro tema importante sono le campagne di sensibilizzazione contro lo spreco idrico. Tra queste c’è anche #giuilrubinetto, la nuova campagna no profit sullo spreco dell’acqua, sviluppata da Ogilvy Change in collaborazione con Legambiente, rivolta ai bambini delle scuole elementari con l’obiettivo di far abbandonare loro l’abitudine di lasciare scorrere l’acqua mentre si lavano i denti (in media, lavarsi i denti due volte al giorno, per due minuti, comporta uno spreco di 32 litri d’acqua potabile al giorno).