Sette ore d’interrogatorio per Scajola, dichiarazioni secretate

ROMA – Nel carcere di Regina Coeli l’ex ministro Claudio Scajola arrestato per aver favorito la latitanza dell’onorevole-imprenditore reggino Matacena, è stato ascoltato dagli inquirenti per ben sette ore.

Scajola pare abbia risposto alle contestazioni che gli sono state addebitate anche se gli atti relativi alle sue dichiarazioni sono stati immediatamente secretati. Si è trattato di un interrogatorio molto sereno, secondo quanto dichiarato dal legale dell’ex ministro che dice di ritenersi soddisfatto del confronto con i magistrati. “Scajola ci teneva a chiarire e spiegare tutti i fatti – ha detto l’avvocato Busuito – aspettava con ansia di poterlo fare e ci è riuscito”. Intanto gli atti relativi alle sue dichiarazioni sono stati resi inaccessibili dopo il colloquio avuto tra Scajola, il sostituto della Direzione Nazionale Antimafia Francesco Curcio e dal pubblico ministero dell’antimafia di Reggio Calabria Giuseppe Lombardo. L‘ex ministro Claudio Scajola ha quindi deciso di non avvalersi più della facoltà di non rispondere chiarendo gli aspetti relativi ai collegamenti con il latitante Amedeo Matacena (ricercato in quanto condannato per associazione mafiosa nell’ambito di un’inchiesta che ne deleineava la continuità con la cosca Rosmini di Reggio) e sua moglie Claudia Rizzo.