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Sequestrato il cantiere di un villaggio turistico a Capo Colonna, troppo vicino all’area archeologica

A rendere nota la notizia del sequestro è l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus che ha espresso soddisfazione per il provvedimento di sequestro preventivo adottato ieri

CROTONE – La magistratura crotonese ha sequestrato ieri, il cantiere dei lavori in corso di realizzazione del Marine Park Village, sulla costa di Capo Colonna – Punta Scifo, nel Comune di Crotone, a breve distanza dalla nota area archeologica nazionale di Capo Colonna. L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus lo scorso 16 gennaio aveva inoltrato una specifica richiesta di informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti riguardo i lavori in corso di realizzazione del Marine Park Village, sulla costa di Capo Colonna – Punta Scifo, nel Comune di Crotone, a breve distanza dalla nota area archeologica nazionale di Capo Colonna.

La struttura, definita “turistica alberghiera – agrituristica” nel relativo permesso di costruire emanato con atto Comune di Crotone – Settore 4 n. 162/NC del 20 dicembre 2011, prevede 79 bungalows in legno (3 posti letto ciascuno), piscine, servizi turistici, su una superficie complessiva dell’azienda agricola di riferimento di piĂą di 7 ettari, a due passi dal mare.  In molti hanno definito la realizzazione del villaggio turistico come “devastazione di un gioiello della natura”. Un progetto che ha avuto un iter procedimentale molto complesso, contraddittorio e travagliato, a voler usare degli eufemismi, con vari interventi da parte delle Amministrazioni pubbliche competenti e procedimenti penali aperti dalla competente Procura della Repubblica, su forte e ammirevole impulso di associazioni e comitati locali.

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“Un punto, però, è finora rimasto in ombra rispetto al groviglio di autorizzazioni piĂą o meno disinvolte: non risulta svolto e concluso positivamente – è scritto nella nota dell’Associazione – il procedimento di verifica di assoggettabilitĂ  a valutazione di impatto ambientale (V.I.A.). Infatti, l’Azienda agricola a cui – per legge – non possono non fare riferimento le attivitĂ  ricettive agrituristiche è estesa piĂą di 7 ettari, e i “villaggi turistici di superficie superiore a 5 ettari” di qualsiasi natura (albergo, residence, agriturismo, case per vacanza, ecc.) devono essere assoggettati al vincolante e preventivo procedimento di verifica di assoggettabilitĂ  a V.I.A. (art. 20 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i., allegato IV alla parte II, punto 8, lettera a).

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha, quindi chiesto alle varie Amministrazioni pubbliche coinvolte (Ministero dell’Ambiente, Ministero per i Beni e Attività Culturali, Regione Calabria, Comune di Crotone) l’adozione degli opportuni provvedimenti di sospensione dei lavori e di annullamento in via di autotutela delle autorizzazioni emanate. Alle Istituzioni europee è stata chiesta la verifica sul rispetto della normativa comunitaria in materia di valutazioni di impatto ambientale, mentre è stata, nel contempo, informata la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone. In seguito all’istanza ecologista, la Regione Calabria – Dipartimento Ambiente e Territorio ha chiesto (nota prot. n. 31107 del 2 febbraio 2017) al Comune di Crotone – Settore 4 Pianificazione e Gestione del Territorio una “dettagliata relazione con la qualificazione tecnico-giuridica dell’intervento assentito”, mentre il Ministero dell’Ambiente – Direzione generale Protezione natura ha attivato (nota prot. n. 2642 del 7 febbraio 2017) le proprie verifiche coinvolgendo anche la Direzione generale Valutazioni ambientali e la Regione Calabria. Per ora, è arrivata prima la magistratura crotonese.