Piattaforma “Sismi.ca” il solito flop della Regione? Architetti e Ingegneri sul piede di guerra

Il nuovo sistema Sismi.ca, piattaforma telematica per la presentazione di richiesta di autorizzazioni regionali ai fini antisismici, si sta rivelando del tutto fallimentare: presenta una serie di criticità che allarmano esperti del settore e cittadini.

 

CALABRIA – Il tema del rischio sismico, a causa dei tragici eventi che, negli ultimi tempi, hanno provocato catastrofi ed ingentissimi danni nel nostro territorio; ha assunto in Calabria i massimi livelli di attenzione e la prevenzione dei rischi diviene, perciò, obiettivo primario. Proprio per questo, il 1 gennaio 2017 è nato il nuovo sistema informativo SISMI.CA, in sostituzione del vecchio sistema SIERC, come piattaforma telematica per la presentazione di richiesta di autorizzazioni regionali ai fini antisismici. Ad oggi, tuttavia (com’è solito della nostra Regione), si constata che tale sistema trovi difficile applicazione e non solo non aiuti la prevenzione, ma addirittura ne sia di ostacolo, provocando l’esasperazione dei professionisti del settore.

Gli Ordini degli Ingegneri e degli Architetti calabresi, infatti, più volte hanno denunciato le problematiche (relative al sistema) nelle quali si stanno imbattendo e ne chiedono, con forza, la sospensione. Ma le loro denunce restano inascoltate, anzi – a detta dell’Assessore alle Infrastrutture della Regione Calabria, Roberto Musmanno – il problema non esiste, tutto funziona per il meglio. Nella realtà concreta dei fatti, ovviamente, non è così. Partiamo dal principio: la nuova piattaforma Sismi.ca, avrebbe sismadovuto rappresentare un passo avanti rispetto alle difficoltà della precedente piattaforma Sierc, sviluppata da Eucentre Pavia; invece presenta criticità uguali, se non peggiori, al precedente sistema appena tramontato. Un sistema durato appena quattro anni, per cui sono stati spesi un milione e 200mila euro, a cui si aggiungono le spese personali di ciascun professionista. Quattro anni di soldi buttati, si potrebbe dire, in software; personale; formazione ecc. che certamente nessuno vedrà mai rimborsati. A tutto ciò doveva subentrare – come appena detto – in termini migliorativi di efficacia ed efficienza il nuovo Sismi.ca che, al contrario, si sta rivelando un vero e proprio flop. Ora tutti si domandano: come mai è stato depennato il Sierc, forse non funzionava adeguatamente? E come mai è stato sostituito con uno peggiore, che magari, fra altrettanti altri 4 anni (se non prima date le criticità che presenta dopo appena un mese di vita) dovrà essere cambiato?

ImmagineIl problema fondamentale è che la nuova piattaforma, nata proprio per prevenire e garantire la massima sicurezza in tema di interventi antisismici, ha efficacia zero; perchè non controlla fino in fondo le opere complesse. Nel linguaggio semplice, le opere strategiche, le strutture importanti ai fini della protezione civile (ad esempio ospedali, scuole, gallerie, dighe, serbatoi acque ecc.), poichè architettonicamente elaborate, non vengono controllate adeguatamente dal sistema. Un vero e proprio paradosso: le opere a maggior rischio sismico “subiscono” un controllo superficiale, le opere semplici invece richiedono un controllo approfondito. Esempio pratico lo ritroviamo nel manuale a pag.87/88, dove vi sono elencati 28 punti di esclusione per il controllo dettagliato (ne citiamo uno, tipo le travi a ginocchio). Da ciò si evince l’esclusione di alcune opere, ma in una struttura ad alto rischio sismico, non possiamo ritrovare tali travi? Sono tantissime le opere (e ovviamente gli esperti del settore ne sapranno dare conferma), che utilizzano travi a ginocchio o tanti degli altri punti esclusi dal controllo. Se – appunto – dal sistema vengono escluse, allora il Sismi.ca cosa è in grado di controllare? Cucce per cani?

Sismi.ca, come già prima Sierc, non è finalizzato alla validazione dei calcoli, ma supporta l’istruttoria del funzionario regionale, il quale deve verificare che il calcolo sia stato effettuato nel rispetto della normativa. L’obbligatorietà di tale controllo è stabilita da norma statale. Il software Sismi.ca richiede di introdurre alcuni dati non sempre presenti e non facilmente desumibili dalle relazioni di calcolo. Alcune volte il sistema di calcolo è incompatibile con la procedura di controllo, che risultato si ha dunque? Il Dirigente di turno, si troverà ad autorizzare pratiche di cui non ha la minima cognizione. Per non parlare dei tempi. La risposta dell’assessore MusmannoMusmanno a tale quesito è che “proprio per evitare che questa situazione allunghi i tempi di completamento delle pratiche (anche a discapito dei professionisti) è necessario fornire un supporto più efficiente ai funzionari regionali”. Come se non bastasse, dunque, l’assessore chiede in forma velata agli ingegneri ed architetti di dare una mano ai funzionari regionali, che non hanno nessuna prontezza e nessuna conoscenza di tutto ciò. Per snellire il lavoro alla Regione si carica di mole superiore una categoria già abbastanza penalizzata dal nuovo sistema, ma in tutto ciò, il lavoro in più chi lo retribuisce?

Senza dimenticare che la Regione aveva garantito “la piena operatività dei professionisti nell’utilizzo della nuova piattaforma”, nel periodo compreso tra la pubblicazione e l’effettiva entrata in vigore della legge. Ovvero i tecnici, prima di utilizzare la nuova piattaforma, dovevano essere formati con corsi su tutto il territorio regionale. Cosa che, ovviamente, date le difficoltà immani che si stanno riscontrando, non è accaduta. L’assessore Musmanno in questo caso ha risposto: “presto sarà pubblicato un videocorso sull’utilizzo del sistema“. Quindi l’assessore conferma che i tecnici non sono stati adeguatamente formati e che le difficoltà che si stanno riscontrando, sono tali da dover indurre la Regione a realizzare un videocorso sull’utilizzo? Che senso ha lanciare un sistema che non funziona bene e di cui gli stessi esperti non sono stati messi nella condizione di poterlo gestire in piena scienza e coscienza? E soprattutto, i cittadini, si domandano: la nostra sicurezza in mano a chi la consegneremo?

Ovviamente anche per tale sistema sono stati spesi non certo pochi soldini, circa un milione di euro; ciò dovrebbe garantirne la massima funzionalità. In più il tutto nasce proprio per una dematerializzazione, eliminando le tre copie cartacee; ma un altro problema che si pone è che il controllo di un pdf da visionare avverrà su uno schermo di 14 pollici di un’opera estremamente più ampia, ne consegue che non può essere visionata bene. Saremmo curiosi di sapere, ad oggi, quante sono le pratiche acquisite ed approvate dal nuovo sistema, senza che siano state ereditate dal vecchio sistema. Giusto per capire la realtà in cui versano i professionisti calabresi.

architetti-ingegneri-Riassumendo la situazione, per rendersi conto delle complicazioni del Sismi.ca, ecco ciò che avviene:

_Si parte dal fare il calcolo, con tutte le difficoltà oggettive del caso;

_Bisogna capire la logica di controllo del calcolo che, ad oggi, si presenta alquanto approssimata;

_ Intuita la loro contorta logica (per la quale in alcuni punti non vi è normativa di riferimento), bisogna estrapolare dati, difformi dal calcolo di partenza;

_Infine sperare in un riscontro dei risultati: qual è la probabilità che i due sistemi possano convergere? Qual è il più esatto tra i due? Chi fa testo, il collaudatore del sistema?

La Regione si ostina a dichiarare che la nuova piattaforma Sismi.ca funzioni alla perfezione; non è dato sapere (data la realtà appena descritta) perchè questa ostinazione, anche se è facilmente intuibile. Non è sicuramente la prima volta che i flop della Regione ricadano interamente sulla pelle dei cittadini e lavoratori. Ci auguriamo che a cadere, dato il nuovo sistema Sismi.ca, non siano i tetti.