Massoneria e cosche, Gran maestro audito in Antimafia: “Non possiamo consegnare gli elenchi”

In Calabria quasi 3mila iscritti al Grande Oriente d’Italia. Con la carica di Primo Gran Sorvegliante un cosentino. Appartenenti al Goi, anche, consulenti del caso Cucchi. Uno ex cognato del Gran maestro. 

 

ROMA – E’ appena terminata in Commissione Antimafia l’audizione a testimonianza, del Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Stefano Bisi. Sostanzialmente si tratta di una testimonianza simile a quella che avviene in qualsiasi processo nel corso della quale c’è l’obbligo di rispondere in maniera sincera su tutti i fatti di cui si è a conoscenza e su cui si viene interpellati. Nel caso specifico viene richiesto a Stefano Bisi la consegna degli elenchi di tutti gli iscritti al Grande Oriente d’Italia, con particolare riferimento agli iscritti della Calabria e Sicilia che appaiono, in numero abnorme, rispetto le altre regioni.

massoneria_grande_oriente_d_italia_Stefano Bisi, giornalista 59enne di Siena, è Gran Maestro del Goi, il Grande Oriente d’Italia, la più numerosa obbedienza massonica italiana, dal 2014. Da tempo il Gran maestro resta fermo sulle sue posizioni: “fornire gli elenchi degli iscritti al Grande Oriente d’Italia alla commissione parlamentare Antimafia? Che senso avrebbe? Quello di innescare una caccia alle streghe inutile”. Più volte, infatti ha spiegato: “Non vogliamo alimentare uno scontro istituzionale, tanto che io stesso, appena il presidente della commissione Rosi Bindi ha chiesto di poter sentire i gran maestri delle logge regolari mi sono fatto subito avanti, ma questa non è trasparenza.” Anche oggi, nel corso dell’audizione non cambia idea e continua a sostenere la sua versione di riservatezza non fornendo alcun nome. Una posizione non condivisa dalla commissione che dichiara: “Giuridicamente infondate le motivazioni per non fornire i nomi. “

Partiamo dall’inizio dell’audizione. A porre le domande, portavoce anche di tutti i Senatori e Onorevoli, il Senatore Giuseppe Lumia al quale subito Bisi richiede la seduta segreta. Richiesta accolta di volta in volta (solo alcune parti saranno secretate). Il Gran maestro arriva in aula con un volume sulla massoneria e da qui la domanda sorge spontanea: “Sulla consegna degli elenchi?”

Bisi: “Ritengo che consegnando gli elenchi dei 23.052 fratelli iscritti al Grande Oriente d’Italia, divisi in 850 logge (da dieci a trenta membri), si compirebbe un reato contro la tutela di riservatezza dati sensibili. Elenchi segreti. Il Parlamento nel 2003 ha approvato una legge che tutela i dati sensibili e quindi anche l’appartenenza ad una comunione massonica. I dati sono sensibili. Nessuno ha l’obbligo di dire a chi appartiene?”

Lumia:” Qualcuno teme che vengano passati ai giornali? In una intercettazione dell’agosto scorso, Giulio Occhionero dice che teme che gli elenchi escano sui giornali e la Bindi potrebbe farli uscire sui giornali. Occhionero si dichiara preoccupato, grave pregiudizio. Che provvedimenti state eseguendo nei suoi confronti?”

Bisi: “E’ stato sospeso dal Goi.”

cyberspionaggioPer tutti coloro che disconoscono la storia, molti massoni e personaggi pubblici venivano “controllati” da Giulio Occhionero, arrestato per cyberspionaggio. Sul computer dell’ingegnere nucleare impegnato nei dossieraggi, nella cartella “Bros” (diminutivo dell’inglese “brothers”, ossia fratelli), finivano le email hackerate di Bisi e di altri massoni, tra cui – si legge nell’ordinanza di custodia cautelare del giudice, – Franco Conforti (presidente del Collegio dei Maestri Venerabili del Lazio), Luigi Sessa (Gran Maestro Onorario Goi), Gianfranco De Santis (ex Primo Gran Sorvegliante Goi), Kristian Cosmi (amico e avvocato di Occhionero e membro della sua loggia), Massimo Manzo (amico di Occhionero e membro della sua loggia), Giacomo Manzo(membro Goi), Antonio Fava (candidato a presidente del collegio delle logge del Lazio) e Gregorio Silvaggio (ufficiale della Guardia di Finanza ed ex presidente del collegio delle logge del Lazio, ora «in sonno»).

Tutti questi nomi sono stati ripetuti oggi al Gran maestro Bisi che ne ha confermato la conoscenza, meno che di uno Cosmi. Ma sulla motivazione del perchè Occhionero spiasse le persone, Bisi non sa rispondere: “Noi siamo vittime, perchè sono circa 300 i fratelli spiati e non riesco a dare una ragione del perchè li spiava e se spiava”. Su tale episodio conferma di collaborare pienamente con autorità giudiziaria. Collaborazione che il Gran maestro dice di star effettuando, anche, per un altro caso importantissimo, quello di Cucchi. In particolare si parla di due persone (e forse ce ne sarebbe anche una terza), appartenenti al Goi: due consulenti, medici legali; uno dei quali sarebbe l’ex cognato di Bisi. Rivelazioni scottanti per cui, subito, la seduta è stata secretata.

Antonio-SeminarioTra gli appartenente al Goi, facente parte proprio della Giunte dell’ordine, con la carica di Primo Gran Sorvegliante, ritroviamo un calabrese del territorio cosentino: Antonio Seminario, di Crosia, in provincia di Cosenza, che ha iniziato i suoi passi nella Loggia Luigi Minnicelli di Rossano, raggiungendo il grado di Maestro nel 1988. Appartiene alla Loggia Francesco Galasso (1269), sempre di Rossano, della quale è uno dei fondatori ed è stato maestro venerabile. Ha ricoperto la carica di Grande Ufficiale del Grande Oriente d’Italia ed è stato Presidente del Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili della Calabria. 

Ma quanti iscritti ci sono in Calabria? “Fino al 31 dicembre 2015 – dichiara Bisi – in Calabria ci sono 2.634; la prima loggia è stata a Girifalco (Catanzaro) e sono fratelli che si attaccano e sono affezionati al Goi.” Anche qui sulla richiesta precisa del senatore di fornire i nomi della Calabria e Sicilia (dove appare una grossa sproporzionalità tra residenti e iscritti) il Gran maestro si rifiuta: “Non posso andare contro la legge sulla privacy. Mi rifiuto di commettere un reato.”

Lumia: “Quando l’ultimo controllo in Calabria?”

Bisi:”Sono costanti”.

Lumia: “dall’82 a oggi quanti espulsi o colonne abbattute?”

massoneria-ndranghetaBisi: “Ora non so a memoria. Mi pare 3 logge abolite a Reggio Calabria e 1 in Lazio (questa per mancato raggiungimento degli iscritti). Non avevano condotta regolare rispetto a regolamenti e antichi doveri. Abbiamo trovato un fratello del Goi in un’indagine dell’inchiesta calabrese massoneria-‘ndrangheta (su 5 filoni d’inchiesta, 72 persone hanno ricevuto avviso d’indagine) uno di questi appartenenti al Goi è stato immediatamente sospeso.”

Lumia: “Ha mai sentito parlare della Santa? Esiste tale struttura e una lista dei santisti?”.

Bisi: “Assolutamente no, non risulta tale struttura. Il grado santista non riguarda il Goi”.

Si passa poi a parlare di Trapani e le logge massoniche e l’indagine Mammasantissima, dove su quest’ultima Bisi afferma “non risultano iscritti al Goi coinvolti”. Ma la seduta passa poi in segreta.

Durante l’audizione, inoltre, escono fuori un po’ di “conti”: la tassa di iscrizione è di 180 euro a persona per la struttura centrale e poi dipende dalle logge. Di media il costo annuo di ogni fratello, la capitazione, ammonta ai 400/500 euro. 50 case massoniche. Il bilancio? Basta fare 180 euro per 22mila iscritti circa (fanno circa 4 milioni, ndr). I dipendenti sono 14.

Infine alla domanda: “Esistono logge coperte in quelle ufficiali?” Bisi risponde: “non esistono logge o fratelli segreti.

Secondo il Gran maestro tutto viene fatto alla luce del sole, tutto è trasparente, tutto è in regola, non esistono infiltrazioni di ‘ndrangheta nei suoi iscritti al Goi, si collabora con la giustizia per garantire il bene pubblico e nazionale…eppure gli elenchi continuano a restare un mistero. Nessuno può avere accesso ai nomi, neanche l’Antimafia. E’ questione di privacy…la trasparenza forse si è trasformata in invisibilità; ci domandiamo come mai gli appartenenti ad un Ordine di cui si fa tanto vanto e tanto elogio, preferiscono restare invisibili?