La storia del ristoratore calabrese che si è dato fuoco a Monza

MONZA – “E’ la mia famiglia ad avermi aiutato fino ad ora”. E la sua famiglia è a Briatico, nel Vibonese, anche se lui si è trasferito da quasi vent’anni a Monza.

Stiamo parlando di Carlo De Gaetano, barista di 52 anni, protagonista di una protesta che poteva trasformarsi in tragedia. L’uomo infatti si è dato fuoco davanti alla sua attività, il bar Raffaello al civico 260 in viale Lombardia a Monza, dopo aver denunciato per diverso tempo i danni d’immagine ed economici legati alla realizzazione di una barriera antirumore ad opera dell’Anas, proprio davanti alla sua attività. E dopo aver minacciato per diverso tempo di compiere un gesto estremo, lunedì sera lo ha messo in atto. Ha dato fuoco ad una coperta intrisa di benzina e si è buttato sopra. Una scena che ha fatto il giro della rete; nel video infatti, circolato sul web, si vede l’intervento di due poliziotti che tentano di fermarlo e rimangono coinvolti nel rogo. Il comandante della Polizia Stradale di Seregno e’ rimasto ustionato su tutto il corpo e si trova ricoverato all’ospedale Niguarda di Milano. Assieme a lui, anche un altro agente ha tentato di fermare l’uomo. Il ristoratore, rimasto ustionato, è stato per due giorni ricoverato all’ospedale San Gerardo di Monza, ma ora è tornato a casa. Una protesta che poteva trasformarsi in tragedia ma che certamente era annunciata, in quanto Carlo De Gaetano, protestava con altri commercianti già da alcune settimane. L’uomo ha raccontato di aver investito tutti i suoi soldi in quel bar tavola calda, che a causa della crisi e della costruzione di un tunnel urbano sul tratto di viale Lombardia, si trovava in seria difficoltà. La sua, come le altre attività della zona, sarebbero state gravemente danneggiate dalle opere dell’Anas. Per il Codacons ”i negozianti e gli imprenditori avrebbero diritto ad un maxi risarcimento e a finanziamenti seri per favorire il loro eventuale trasferimento in altra zona”. Il ristoratore originario di Briatico, era emigrato al Nord per avviare un’attività, e in questi ultimi anni di crisi, sarebbe andato avanti anche con l’aiuto dei suoi fratelli e dei familiari.

 

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