In Calabria si stenta a sopravvivere: 2017 anno di svolta, altrimenti mobilitazione generale

Cgil, Cisl e Uil Calabria chiedono “risposte concrete già nei primi mesi del 2017, da parte dei governi nazionale e regionale, altrimenti le tante vertenze sfoceranno in mobilitazione generale”

 

CATANZARO – “Non si può continuare con la politica degli annunci, che provengono da più parti, alla Calabria servono investimenti pubblici immediati per creare sviluppo, crescita, lavoro, per fermare la fuga dei giovani e di intere famiglie”. E’ quanto dichiarato da Cgil, Cisl e Uil Calabria, a conclusione dell’anno 2016. I sindacati “esprimono seria preoccupazione per le condizioni attuali della sanità regionale, caratterizzata da tagli dei livelli essenziali di assistenza, migrazione sanitaria e depauperamento della rete ospedaliera regionale e della medicina del territorio. Sul corretto utilizzo delle risorse economiche previste nel Patto per la Calabria, poi, si gioca buona parte del futuro produttivo di questa terra. Per questo, quindi, riteniamo che sia auspicabile e non più rinviabile un’azione di trasparenza sulle opere che dovrebbero essere cantierizzate nel 2017.

 

Non si può continuare a fare spesa con interventi parcellizzati che rischiano di favorire solo clientele e non apportare i miglioramenti sperati. Oggi più che mai, occorre una visione su grandi progetti, un piano regionale per il lavoro a favore dei giovani, donne, precari e disoccupati, così come stiamo sostenendo da tempo. Un piano che non dimentichi le sorti di Gioia Tauro, della sua area industriale e delle maestranze che stanno soffrendo per la crisi prolungata del settore. In questo contesto non può bastare la nascita dell’Agenzia per il lavoro portuale, il Governo nazionale deve dire con chiarezza cosa vuole fare del Porto di Gioia Tauro, della zona economica speciale e dell’area retroportuale. Occorrono, poi, nuove politiche attive per il lavoro e una rinnovata attenzione a quelle misure di contrasto alla povertà che sono utili a ridurre il divario sempre più grande che sta segnando la popolazione calabrese.

 

L’elenco delle urgenze rischia di diventare sempre più lungo, mentre sempre più complesse rischiano di diventare le azioni da porre in essere per invertire la rotta”. Cgil, Cisl e Uil attendono “risposte concrete già nei primi mesi del 2017, da parte dei governi nazionale e regionale. La base della discussione non può che essere quella fissata al termine degli attivi unitari dello scorso mese di ottobre. Se così non fosse, se il confronto fra le parti non dovesse portare a qualcosa di concreto, il sindacato è pronto a rinserrare le fila e inevitabilmente le tante vertenze aperte non potranno che sfociare in una mobilitazione generale che riporti al centro dell’agenda della politica, nazionale e regionale, le aspettative della Calabria e dei calabresi”.