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L’inaugurazione della A3 Salerno-Reggio Calabria. Beh, insomma… quasi

Diciamo che ci siamo tolti un pensiero. “Ce la troviamo fatta”, come si dice, l’inaugurazione.

 

REGGIO CALABRIA – Perchè di questo si è trattato: siccome c’era una promessa, fatta in diretta tv da Renzi, davanti alla stampa internazionale, tanto ingombrante che quasi quasi era più imponente della stessa autostrada, ora qualcosa bisognava pur fare. E sennò, sai che figuraccia “mondiale”! Ma sicuro che la figuraccia, adesso, non arrivi lo stesso? Perchè a vedere la A3 dalla Campania, forse, tutto sembra più o meno a posto: tre corsie “vere”, che attraversano i centri più popolosi della regione.

 

A vederla dalla Basilicata, già qualche dubbio ti assale: le corsie si stringono un po’. La terza diventa una “corsietta” di emergenza. Ma ancora è tutto a posto. Non vogliamo mica la luna, noi! Abituati, come siamo, a vivere di stenti, di ristrettezze, di “arrangiamenti” continui. Ma poi, chi glielo aveva chiesto, a Renzi, di annunciare una inaugurazione? Non ci pensava proprio nessuno. Ma il milione di posti di lavoro e il ponte sullo Stretto erano già stati usati. Restava questa, di eterna e mitica chimera. La Salerno-Reggio Calabria.

 

Che, a guardarla dalla Calabria, ci fa piangere! Venendo dal nord, la terza “corsietta” si perde dopo il Pollino. Poi comincia la vecchia A3. Alla quale siamo affezionati. Asfalto grigio, consumato. Rattoppato qua e là. A volte con cemento a coprire le buche provocate dall’acqua che ghiaccia. Ci passi sopra già a cento all’ora ed è tutto un ballo. Ti mantiene sveglio e allegro, certo. Strisce… un po’… mica sempre… a volte si vedono appena. Passaci con la nebbia. Poi mi dici se le vedi. I guardrail sono, per decine di chilometri, quelli “vintage”. Degli anni ’70. Bassi. Li chiamano “killer”, i motociclisti. Che se cadi, ti ci infili sotto e rimani incastrato. Stritolato. E’ capitato spesso, purtroppo. Più avanti, prima di Cosenza, ritorna la terza “corsietta”. Qui i lavori sono stati fatti. Ma appena superi la città bruzia, ripiombi nel baratro degli anni ’70. Qui nessun lavoro. O meglio, asfaltano a pezzi, in continuazione. Infatti è sempre tutto un cantiere. Ma la strada è quella di 40 anni fa.

Ora dicono che faranno una sorta di bretella per consentire ai camion di passare alla loro (bassa) velocità, a parte, senza ingolfare il traffico. Dopo il Savuto, di nuovo la terza “corsietta”. Ma dopo Lamezia Terme, riecco il vecchio tracciato. E via così, fino a Reggio Calabria. Un pezzetto ben fatto, un altro da cancellare. Uno anche recentemente sequestrato perchè sarebbe stato fatto male. E avrebbe provocato, appunto, una serie di incidenti mortali. Ma oggi si inaugura. E basta. Poi ci metteremo il wi-fi e questa diventerà un’autostrada sperimentale. Smart! Fatta perfino per la guida automatica. Che se un’auto riesce ad autoguidarsi qui, credetemi, può davvero autoguidarsi dappertutto. La Parigi-Dakar… oh, pardon, la Salerno-Reggio Calabria (che adesso si chiamerà A2, promossa in corsa…) vi aspetta. Infiocchettata. Di neve, magari. Portate gli sci. Caso mai restaste bloccati. Purtroppo capita.