“Le Iene” tornano sulle spiagge catanzaresi. Prefettura “nessuna rischio per la salute”

Dopo l’allarme lanciato dal servizio ‘Le Iene’ e i controlli di carabinieri e vigili del fuoco arriva una nota della Prefettura che rassicura: “Non sono stati evidenziati parametri al di fuori della norma”. Il fisico dell’Arpacal Salvatore Procopio: “quel contatore geiger usato da Golia è un giocattolo assolutamente inaffidabile” 

 

 

CATANZARO – Dopo il servizio trasmesso dal programma nazionale “Le Iene”, curato da Giulio Golia, che ha messo in correlazione la possibile presenza di fusti nel mar Ionio ad alti livelli di radioattività riscontrati sulle spiagge del catanzarese, è scattato l’allarme. Ora tutti ne parlano, tutti si mobilitano e assicurano verifiche e se necessari futuri interventi di bonifica. Finora nessuno se ne era mai preoccupato. Eppure la problematica non è, certamente, una novità. Da anni e anni, alcuni cittadini, soprattutto pescatori della zona lamentano le anomali dovute alla possibile presenza di scorie radioattive. A partire da quelle  “palle di fango anomale”, spesso riscontrate sulle spiagge, alla moria di pesci che s’incontra alcune volte sulle rive e ad altri fattori, segnalati diverse volte dai pescatori catanzaresi.

Serviva un servizio nazionale per svegliare le coscienze? Ma, comunque, ben venga se ha fatto sì che tutte lo autorità competenti si siano mosse per tutelare la salute dei cittadini. Ieri, infatti, i carabinieri del Nucleo operativo ecologico, della Compagnia di Soverato e personale del reparto Nbcr (Nucleare, batteriologico, chimico, radiologico) dei vigili del fuoco hanno effettuato un accurato sopralluogo sulla spiaggia di Montauro, precisamente in località “Calalunga”. Obiettivo dei controlli è individuare eventuali tracce di scorie radioattive. Stamattina  le squadre di carabinieri e vigili del fuoco hanno continuato i controlli, effettuando analisi, prelievi e carotaggi lungo tutto il tratto di costa. Con apposite apparecchiature è stata misurata la radioattività delle sponde del torrente Franco.

I primi rilievi, secondo quanto trapelato, avrebbero mostrato dati nella norma. Gli esami comunque proseguiranno in laboratorio. I risultati verranno poi inseriti in una relazione che gli specialisti dei vigili del fuoco invieranno all’autorità giudiziaria. La tematica sarà trattata anche in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

 

 

Anche l’Arpacal (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria) si è attivata, rendendosi disponibile al supporto tecnico-scientifico nel campionamento dei luoghi nonchè misurazioni in campo. “Pur trattandosi di fatti dei primi anni Novanta, quando l’Arpacal non esisteva, il Laboratorio fisico “E. Majorana” del Dipartimento di Catanzaro dell’Arpacal – spiega una nota – è stato prontamente allertato dal Commissario dell’Arpacal, Maria Francesca Gatto, che ha chiesto ai tecnici dell’agenzia ambientale di coordinarsi con le strutture competenti, Forze dell’Ordine ed eventualmente Autorità Giudiziaria, per fornire il nostro consueto supporto tecnico-scientifico nel campionamento dei luoghi nonché misurazioni in campo.” L’indagine dei Carabinieri di Soverato, coordinata dalla Procura del capoluogo dovrà verificare la presenza di fattori di inquinamento dannosi per la salute dei cittadini.  Nel pomeriggio una nota dei Carabinieri ha confermato che “sono state eseguite misurazioni radiometriche”  e che “la tematica sarà trattata in sede di comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica“.

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Inquinamento radioattivo sulle nostre spiagge? meritiamo la verità! Questo il messaggio pubblicato dall’associazione fondata da Daniele Rossi #calabriacherema “Ieri sera ero nella mia stanza d’albergo a Roma. Quando Le Iene hanno mandato in onda il servizio di Giulio Golia con le prime immagini di Copanello sono rimasto di sasso. Poi Calalunga, poi Montepaone. Il mondo mi è caduto addosso. Non immaginavo minimamente che sulle nostre spiagge fosse così alto il rischio di inquinamento radioattivo. Subito dopo la messa in onda del servizio il mio telefono è impazzito: telefonate, SMS, messaggi Whatsapp, Facebook, Instagram. Ovunque non si parlava d’altro. Ci ho messo un po’ ad addormentarmi. Con gli amici de #lacalabriacherema abbiamo iniziato subito a pensare al da farsi. Senza perdere tempo. Stamattina abbiamo inviato una nota formale all’ARPACAL (in foto) e per conoscenza alla Procura della Repubblica di Catanzaro e alla Prefettura di Catanzaro, per chiedere che l’agenzia regionale diffonda, qualora ne sia in possesso, i dati sulla radioattività dei luoghi indicati dal servizio e di tutta la Calabria. Qualora i dati non fossero presenti nella banca dati dell’Arpacal, con la stessa nota abbiamo chiesto l’immediata effettuazione di nuove analisi. Non accetteremo risposte poco chiare o tempi troppo lunghi per l’espletamento di quanto chiesto e siamo disponibili anche all’eventuale compartecipazione economica per la copertura delle spese pur di arrivare alla verità.”

Perché meritiamo la verità. Subito
Per il bene nostro e dei nostri figli

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La troupe delle “Iene” nuovamente sulle spiagge di Calalunga a Montauro

“Le iene” sono tornata sulla spiaggia di Calalunga a Montauro nel catanzarese a distanza di pochi giorni della messa in onda del servizio sul presunto inquinamento radioattivo di alcuni tratti della costa ionica e che ha suscitato notevole clamore mediatico e preoccupazione sulla paventata ipotesi che nel mare Jonio possano esserci numerosi fusti di scorie radioattive smaltiti illecitamente negli ultimi venti anni. L’inviato Giulio Golia è tornare sul posto per verificare eventuali aggiornamenti su quanto da lui denunciato nel programma di Italia 1, hanno detto la loro anche Daniele Rossi, presidente di Confindustria Catanzaro e del’associazione #calabriacherema e il consigliere comunale e provinciale Marco Polimeni consigliere provinciale dell’Ncd che avevano già espresso la propria preoccupazione in merito alla vicenda. Sul posto numerosi residenti e anche alcuni operatori turistici della zona. Giulio Golia ha riportato con sé il suo personale e famoso contatore “Geiger” acquistato su Internet e definito un giocattolo assolutamente inaffidabile dal fisico dell’Arpacal Salvatore Procopio che ha dichiarato: un allarme ingiustificato, gli studi non hanno mai dimostrato presenza di radioattività che, comunque, è presente anche nel giardino di casa nostra in forma naturale”. E andiamo dietro alle Iene su! Il giornalismo serio è un’altra cosa ragazzi”.

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Prefetto Latella: “Nessuna situazione di rischio per la salute pubblica”

E’ quanto si afferma in un comunicato della Prefettura di Catanzaro in cui si riferiscono gli esiti di una riunione, convocata dal prefetto, Luisa Latella, del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica per l’esame della problematica emersa a seguito della trasmissione televisiva ‘Le Iene’ sulla possibile presenza di sostanze pericolose in alcune aree dello Ionio catanzarese, e
segnatamente sulla spiaggia di Calalunga di Montauro. “Il Comandante provinciale dei vigili del fuoco – si legge nella nota – ha riferito che dagli accertamenti effettuati non sono stati evidenziati parametri al di fuori della norma, mentre il Commissario dell’Arpacal ha fatto presente che la vicenda riportata dalla trasmissione televisiva era stata oggetto di diverse verifiche nel corso degli anni 1995, 1996 e 2002Le analisi condotte sulle spiagge, sulle acque costiere e sui sedimenti, nonché’ su alcuni campioni del pescato, non hanno mai rilevato la presenza di radionuclidi di origine antropica nell’ambiente costiero catanzarese . Il Direttore generale dell’Azienda sanitaria ha sottolineato che ai dati contenuti nel Registro tumori non emergono situazioni di allerta“. “L’incontro – conclude la nota – non ha fatto emergere situazioni di rischio per la salute pubblica. Si e’ tuttavia concordato di proseguire nelle verifiche, che saranno effettuate congiuntamente da Arpacal, Asp, vigili del fuoco e carabinieri del Noe e riguarderanno un’ampia fascia della zona ionica catanzarese. Gli esiti delle ulteriori verifiche saranno immediatamente resi pubblici“.