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Giovani sul tetto della Cittadella della Regione Calabria minacciano di lanciarsi nel vuoto

Dopo giorni e notti di proteste, mentre la Regione continua ad ignorarli, esasperati minacciano il suicidio.


CATANZARO – Chiedono il pagamento dei sussidi che gli spettano per legge. Ma in Calabria, si sa, anche i diritti più elementari sono garantiti solo a seguito di ‘favori’ o estenuanti lotte. Due giovani percettori della mobilità in deroga sono saliti sul tetto del palazzo che ospita gli uffici della Regione Calabria a Germaneto di Catanzaro. Gli ‘ex lavoratori’ minacciano di lanciarsi nel vuoto se non otterranno risposte concrete sulla loro condizione di precarietà. La protesta circa cinquanta disoccupati under 36 percettori della mobilità in deroga procede ormai da alcuni giorni, con una presenza fissa di manifestanti anche durante le ore notturne. Nello specifico si continua a sollecitare il pagamento delle spettanze arretrate, ferme a luglio 2014. Il presidio sul tetto, e quello nel piazzale degli uffici della cittadella, proseguirà anche nella notte dal momento che l’incontro chiesto con il presidente della Regione, Mario Oliverio, è stato fissato per domani.

 

Alcuni dei manifestanti, una ventina quelli che stanno dormendo davanti alla regione, hanno evidenziato di essere “in attesa anche delle decisioni del Consiglio regionale dove – hanno dichiarato – e’ previsto un tavolo tra Regione e sindacati per risolvere la situazione”. Inutili i tentativi attuati sino ad ora di fare desistere i manifestanti dall’azione di protesta. Sul posto sono presenti le forze dell’ordine per il servizio di sicurezza. Per raggiungere il tetto i due giovani manifestanti hanno utilizzato le scale antincendio. “Roccisano, la bugia a portata di mano”, “Disabili a piedi e mobilitati in mezzo a una strada, grazie Federica Roccisano”, “Sindacati collusi con la politica” sono alcune delle frasi che i manifestanti in presidio hanno riportato sugli striscioni. La problematica riguarda circa 10mila calabresi che aspettano il pagamento dei sussidi da oltre due anni.

Foto Zoom 24