Prostituzione minorile: 50 euro per 'stare con un ragazzino', in manette anche un sacerdote - QuiCosenza.it
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Prostituzione minorile: 50 euro per ‘stare con un ragazzino’, in manette anche un sacerdote

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La squallida vicenda è stata scoperta grazie ad alcune intercettazioni relativa ad un indagine per omicidio.
VIBO VALENTIA – Tre persone, tra cui un sacerdote di 35 anni, don Felice La Rosa, sono state arrestate dalla Squadra mobile di Vibo Valentia perché ritenuti responsabili a vario titolo di prostituzione minorile e corruzione di minorenne. I tre, oltre al prete, ex parroco di Zungri, sono un cittadino bulgaro, M.I., e un pensionato, F.A.P.. Le indagini a carico dei tre sono partite dalle investigazioni avviate dopo un omicidio avvenuto nel dicembre scorso a Vibo Valentia.

Nel corso di alcune intercettazioni telefoniche avviate nei confronti di persone ritenute vicine alla vittima sono emersi elementi di responsabilità a loro carico. In particolare il bulgaro avrebbe proposto agli altri prestazioni sessuali da parte di un quindicenne straniero chiedendo in cambio del denaro. Dalle intercettazioni è emerso che i due hanno accettato la proposta pagando, a fronte delle prestazioni, 50 euro.

L’operazione è stata denominata “Settimo cerchio”. Le indagini, eseguite con il coordinamento della Procura Distrettuale della Repubblica di Catanzaro, competente per il reato di prostituzione minorile, e nello specifico del Procuratore capo, Nicola Gratteri, del Procuratore aggiunto, Vincenzo Luberto e del sostituto Procuratore Debora Rizza, hanno permesso di accertare che il cittadino bulgaro, non esitava a coinvolgere negli incontri sessuali anche altri minori,
allorquando gli si presentava l’occasione. I fatti si sarebbero svolti tra Vibo Valentia, Mileto e Briatico.

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Smantellata rete di spaccio, 2 arresti e 9 indagati. Sequestrati 10 chili di ‘marijuana’

I provvedimenti sono un prosieguo dell’inchiesta “Ligea”, condotta tra il maggio 2017 e l’agosto 2019, tra il catanzarese e il vibonese

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MAIDA (CZ) – Associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti nel basso comprensorio lametino. Con queste accuse i carabinieri della Compagnia di Girifalco, supportati da una squadra operativa e una unità cinofila dello squadrone eliportato cacciatori Calabria di Vibo Valentia, hanno posto agli arresti domiciliari un trentenne ed un trentatreenne di Maida ai quali hanno notificato un’ordinanza di applicazione di misura cautelare, emessa dal Tribunale di Catanzaro, su richiesta della locale Procura della Repubblica Dda.

Alti 9 indagati nell’inchiesta ‘Ligea’

Nell’ambito della stessa inchiesta, i carabinieri, hanno anche notificato avvisi di garanzia nei confronti di altre nove persone, considerate a vario titolo responsabili, anche in concorso, di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti del tipo marijuana, cocaina e hashish, tra i comuni di Maida, San Pietro a Maida, Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro, e Filadelfia, nel Vibonese. I provvedimenti sono un prosieguo dell’inchiesta “Ligea”, condotta tra il maggio 2017 e l’agosto 2019 dal Norm – aliquota operativa della Compagnia di Girifalco e coordinata dalle Procure della Repubblica di Lamezia Terme e Catanzaro – Dda.

Le indagini, svolte con attività tecniche e tradizionali, hanno permesso di smantellare una rete di spaccio di stupefacenti tra la Piana di Lamezia e i comuni sulle colline a ridosso delle Preserre, con l’arresto di 10 persone ed il sequestro di circa 10 chili di marijuana.

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Rubano, provocano incidente nella fuga e picchiano poliziotti. Inseguiti e arrestati

3 gli agenti feriti, tra cui anche i due arrestati, e una persona rimasta coinvolta nello scontro: è il bilancio della fuga rocambolesca avvenuta a Catanzaro

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CATANZARO – Furto, resistenza a pubblici ufficiali, fuga in caso di incidente con danni alle persone, omissione di soccorso e possesso ingiustificato di chiavi e grimaldelli. Queste le accuse con cui la squadra volante della Polizia di Stato di Catanzaro ha arrestato e posto ai domiciliari F.B., 38 anni, e S.B. (35) al termine di un inseguimento. Inoltre, S.B, sarà anche denunciato perché trovato alla guida di veicolo privo di copertura assicurativa e senza patente di guida, mai conseguita.

La segnalazione del furto e l’inseguimento

Nel pomeriggio di ieri, una persona ha segnalato che due rom avevano sottratto dal suo furgone aziendale numerosi attrezzi da lavoro, fuggendo a bordo di un’auto. Intercettati da un equipaggio della Volante, ne è scaturito un inseguimento che si è concluso nel momento in cui l’auto ha imboccato contromano la rotatoria su viale Magna Grecia, andando a scontrarsi frontalmente contro un’altra auto e coinvolgendo anche il mezzo della Polizia. Raggiunti a piedi e bloccati entrambi, i due hanno iniziato a colpire con calci e pugni gli agenti, nel tentativo di potersi divincolare.

La refurtiva, quattro valigette contenenti attrezzature professionali del valore di circa mille euro, è stata recuperata e restituita al legittimo proprietario. Tre poliziotti hanno riportato lesioni giudicate guaribili in 15 giorni ciascuno. Feriti anche i due arrestati e l’altra persona coinvolta nello scontro.

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Rubano vestiti e li nascondono sotto quelli che indossano, denunciati 5 minorenni

Oltre agli indumenti rubati i carabinieri hanno rinvenuto anche tenaglie e varie armi in possesso ai ragazzi

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GIOIA TAURO (RC) – A Gioia Tauro, nei giorni scorsi, i carabinieri hanno denunciato cinque ragazzi, minorenni, per furto aggravato in concorso. Il tutto è avvenuto all’interno di un noto esercizio commerciale di Gioia Tauro, dove personale addetto alla vigilanza, aveva notato i giovani intenti a sottrarre alcuni capi di abbigliamento e costumi da bagno per un valore totale di alcune decine di euro.

A quel punto, sono stati allertati i carabinieri che, non appena giunti sul posto, hanno perquisito i minori e rinvenuto indosso la refurtiva asportata, cui era stata appositamente rimosso il dispositivo anti-taccheggio per evitare che lo stesso suonasse alle casse. Dopo aver esteso i controlli anche ai ciclomotori in uso ai ragazzi, i militari hanno trovato ulteriori indumenti oggetto di furto ed alcune tenaglie nella disponibilità di uno dei cinque soggetti, che è stato denunciato anche per il reato di porto di armi od oggetti atti ad offendere. I giovani sono poi stati riaffidati ai loro genitori.

Altro analogo episodio si è verificato sempre nello stesso esercizio commerciale, dove un uomo è stato colto mentre era intento ad appropriarsi di alcuni ami da pesca: subito scoperto dal personale addetto alla vigilanza, è stato poi identificato e denunciato dai Carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro

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