Fondi per disabili dirottati

Scopelliti dirotta sui precari i fondi per i disabili.

Gaspare è un disabile di 31 anni. È affetto da una malattia degenerativa che lo costringe a vivere su una sedia a rotelle. Abita al primo piano di un appartamento a Montalto Uffugo, nel cosentino, assieme alla madre e alla sorella. Anche quest’ultima, più piccola, combatte con lo stesso male del fratello. Da sei mesi hanno chiesto all’Asl di sostituire il montascale che consente a lui e alla sorella di accedere alla propria abitazione. “Manca il certificato dell’assistente sociale” gli hanno detto all’Azienda ospedaliera di Cosenza. Perchè un ragazzo disabile, ridotto su una carrozzella, ha la necessità di dimostrare che non cammina, con tanto di certificato, per avere diritto a un montascale nuovo. E intanto si arrangia con quello vecchio datogli quasi 10 anni fa. E poco importa se, per legge, lui e la sorella avrebbero diritto anche a un accompagnatore, mai avuto, e a tutta una serie di ausili che migliorino la loro mobilità come quelli per accedere al bagno. “Manca il certificato” e presto mancheranno anche i soldi destinati al fondo per le politiche sociali. La settimana scorsa, la Regione Calabria ha provveduto ai pagamenti di due stipendi dei 5mila precari lsu-lpu che, per un’intera giornata, hanno minacciato di occupare il palazzo del Consiglio regionale. Una variazione di bilancio e la Giunta guidata dal governatore Giuseppe Scopelliti ha risolto il problema. Cinque milioni e mezzo di euro spostati da un capitolo all’altro della spesa della Regione. I fondi per i precari miracolosamente sono stati trovati. Il problema è che sono gli stessi che la legge 19 del 2 maggio 2013 destinava ai disabili e alle fasce deboli. In sostanza, è stato svuotato il fondo per le politiche sociali per sedare la protesta legittima dei lavoratori precari che rischiava di paralizzare gli enti locali calabresi. Una variazione di bilancio che ha il sapore di una guerra tra poveri. Una coperta troppo corta che, però, non mette mai a rischio i benefici della casta politica. E Gaspare lo sa benissimo: “Non mi sembra giusto privare i cittadini che hanno bisogno di aiuto e che quei fondi vengano spesi per risolvere altri problemi altrettanto importanti. Sia chiaro con questo non voglio minimizzare il dramma che stanno vivendo i precari calabresi ma ritengo importante che la Regione risolva il loro problema non a discapito delle fasce più deboli”