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Professionisti e imprenditori collusi con la ‘ndrangheta, 47 arresti

REGGIO CALABRIA – L’operazione denominata “Araba Fenice” ha interessato diverse regioni italiane.

I carabinieri di Reggio Calabria e la Guardia di finanza di Roma hanno eseguito 47 ordinanze di custodia cautelare, sequestrato 14 società ed un consistente quantitativo di beni per un valore di oltre 90 milioni di euro. Le società ed i beni sequestrati appartengono agli imprenditori ed ai professionisti arrestati, ai quali viene contestata l’associazione per delinquere di tipo mafioso ed i reati di trasferimento fraudolento di valori, abusiva attività finanziaria, utilizzo ed emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, favoreggiamento, peculato, corruzione, illecita concorrenza ed estorsione, tutti aggravati dalle ”modalità mafiose”. Le indagini, riferiscono gli investigatori, hanno accertato l’esistenza di un vero e proprio cartello criminale di tipo mafioso, operante nel territorio di Reggio Calabria, in grado di condizionare la realizzazione di complessi residenziali privati e di eseguire tutti i relativi e connessi lavori di completamento, con la conseguente, illecita percezione di profitti. Le perquisizioni hanno interessato non solo la Calabria ma anche Piemonte, Veneto, Lombardia e Puglia.

 

Tra gli arrestati c’è anche una commercialista, Francesca Marcello, che, nominata dal Tribunale di Reggio Calabria amministratore giudiziario dei beni confiscati ad un affiliato alla ‘ndrangheta, Giuseppe Stefano Tito Liuzzo, coinvolto anch’egli nell’operazione, ha svolto il proprio mandato, hanno riferito gli investigatori, in una posizione di sottomissione rispetto allo stesso Liuzzo. In particolare, la commercialista, anche con la connivenza di un impiegato di banca, Giulio Lugarà, posto agli arresti domiciliari, avrebbe consentito a Liuzzo, in merito alle operazioni sul conto corrente bancario della società Euroedil, già confiscata in passato, di continuare liberamente nella gestione della stessa società. Francesca Marcello, secondo l’accusa, come corrispettivo della sua condotta omissiva, avrebbe anche tratto vantaggi personali, come nel caso dei lavori che Liuzzo ha effettuato o fatto effettuare nella sua abitazione. Oltre a Francesca Marcello, altri due commercialisti, Carmelo Quattrone, indicato dagli investigatori come ”dottore e commendatore”, e Francesco Creaco. Quattrone, unitamente a Creaco, nell’ambito del suo rapporto professionale con Liuzzo, non si sarebbe limitato a svolgere la sua attività di consulente, hanno riferito gli investigatori, ma si poneva come vero e proprio consigliere del pregiudicato. Quattrone, tra l’altro, avrebbe indotto Liuzzo ad effettuare una rivisitazione della socità Euroedil in modo da evitare eventuali provvedimenti di sequestro. L’apporto di Quattrone, hanno detto investigatori e inquirenti, è stato costante e decisivo, tanto da influenzare e plasmare le decisioni che Liuzzo ha assunto per mettere in pratica il suo disegno criminoso. Nel corso delle conversazioni intercettate il professionista reggino teneva aggiornato un altro degli arrestati, Natale Assumma, “factotum” e cognato di Liuzzo, sulle vicende societarie riguardanti le principali persone giuridiche appartenenti al cosiddetto “Gruppo Liuzzo”.

 

Il Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho ha dichiarato: ”E’ un’operazione di grande significato perché colpisce le principali cosche reggine della ‘ndrangheta nella loro presenza esponenziale attraverso la imprese che operano nell’edilizia residenziale e che si avvalgono di commercialisti ed accoliti per imporre a tutti nel territorio reggino in cui operano la realizzazione di opere edilizie solo con le imprese di loro pertinenza o ad essi ricondicibili”. ”L’operazione – ha aggiunto Cafiero – assume, inoltre, particolare significato perché va a colpire il livello superiore della ‘ndrangheta, che delinea lo scenario di un’organizzazione criminale che si è sempre più mimetizzata nel mondo dell’economia e delle professioni e si impone a danno dell’economia legale”.