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Rimborsopoli, tre milioni da recuperare e Oliverio chiede ai consiglieri di restituire i soldi

Con una lettera firmata, il governatore Mario Oliverio e il segretario generale della giunta Ennio Apicella, chiedono il conto ai politici calabresi coinvolti nell’inchiesta “Rimborsopoli” chiamandoli a restiture le somme destinate ai gruppi in consiglio regionale che sarebbero state utilizzate in maniera illegittima.

CATANZARO – Nel mirino ci sono trentasei tra ex e attuali consiglieri calabresi che, dopo le sollecitazioni della Corte dei conti, dovranno restituire quasi 3 milioni di euro. La presidenza della Regione dunque batte cassa contro gli attuali o ex consiglieri regionali coinvolti nell’inchiesta condotta dalla Procura di Reggio Calabria. Nella missiva inviata, Oliverio fa riferimento alla richiesta arrivata dalla Procura regionale della Corte dei conti in cui si sollecita il recupero delle somme contestate: “La richiesta di intimazione di pagamento – è scritto nella lettera – si riferisce non solo agli importi contestati uti singulo, ma anche a quelli imputati ai consiglieri regionali facenti parte del gruppo di appartenenza”.

E’ evidente che proprio questo passaggio ha fatto scattare l’allerta fra i politici calabresi coinvolti. Perché in caso di mancato rispetto dell’invito a restituire i fondi ricevuti negli anni 2010-2011-2012, tutti gli appartenenti allo stesso gruppo politico saranno chiamati a risponderne. Il problema è che molti gruppi e sodalizi della scorsa legislatura non esistono più per i diversi cambi di casacca degli stessi protagonisti. La ‘messa in mora’ riguarda 36 rappresentanti (più un collaboratore amministrativo).

Ovviamente tale sollecitazione ha messo in allarme le ‘tasche’ dei politici calabresi coinvolti tra i quali spiccano Luigi Fedele del centrodestra (oltre 442 mila euro) e Nino De Gaetano (Pd, 424 mila euro), finiti agli arresti domiciliari lo scorso giugno e in attesa che si concluda il processo. Coinvolti anche il senatore del Ncd, Giovanni Bilardi (oltre 357 mila euro), per cui solo nei mesi scorsi la Cassazione ha annullato le esigenze di custodia cautelare ai domiciliari, e l’ex consigliere del Pd, Nicola Adamo (308 mila euro). Cifre decisamente minori quelle che invece sono chiamati a restituire altri 32 politici. L’inchiesta che riguarda il periodo compreso tra il 2010 e il 2012, riguarda i fondi destinati all’attività dei gruppi consiliari che  secondo la Procura reggina, sarebbero stati utilizzati per viaggi all’estero, set di valigie, consumazioni al bar o cene, telefoni cellulari, tablet, e addirittura gite alle terme e soggiorni in albergo di persone estranee al consiglio regionale.