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Aspromonte, scoperta foresta post-glaciale nel Parco

REGGIO CALABRIA – Una scoperta di rilevante interesse naturalistico arricchisce la conoscenza della biodiversita’ del Parco d’Aspromonte.

Nel corso di alcuni studi condotti nell’area protetta, infatti, sono emersi elementi attestanti che un numero consistente di esemplari di rovere meridionale (Quercus petraea ssp. austrotyrrhenica) siano il frutto di un processo evolutivo iniziato in era post-glaciale e che ha conferito caratteristiche di unicita’ alle formazioni riscontrate nel Parco Nazionale. Gli studi promossi dall’Ente Parco per la salvaguardia della biodiversità contribuiscono a costruire una identita’ certa del patrimonio naturale dell’area protetta attraverso una profonda conoscenza delle peculiari caratteristiche del territorio. Ancora una volta l’ area protetta aspromontana non ha tradito le aspettative: i professori Giovanni Spampinato (Dipartimento di Agraria dell’universita’ Mediterranea) e Salvador Rivas – Martinez (Universita’ di Madrid, Spagna), unitamente ai tecnici del Parco, hanno riscontrato, nella zona montana di Samo, la presenza di alberi secolari di rovere che, a seguito di analisi dendrocronologiche e morfologiche, hanno evidenziato caratteri associati a particolari adattamenti fisiologici in risposta a vicissitudini climatiche avvenute nel corso dei millenni (a partire dal periodo glaciale pleistocenico wurmiano – 120-70.000 anni fa). L’Aspromonte pare abbia rappresentato, per tali formazioni, un’area rifugio e di isolamento che ha favorito la differenziazione di particolari meccanismi morfologici di adattamento nei confronti del clima in continua evoluzione. Tale scoperta, che suscita un enorme interesse da parte degli studiosi, rappresenta per il Parco il punto di partenza verso l’avvio di piu’ specifiche indagini, anche di tipo genetico utili alla programmazione di idonee strategie di conservazione e valorizzazione. “Il territorio dell’Aspromonte conserva caratteristiche uniche, sia dal punto di vista biologico che geomorfologico, – commenta il Direttore Tommaso Tedesco – ed e’ nostro compito salvaguardare questo inestimabile “tesoro” di biodiversita’ che rappresenta un patrimonio non solo del nostro territorio, ma dell’intero pianeta”. “Siamo persuasi che occorra promuovere la nostra area protetta; – afferma il presidente Giuseppe Bombino – solo se impareremo a tradurre in termini reddituali i valori della conoscenza, della protezione e della promozione delle nostre risorse naturali potremo dire d’aver avviato processi di sviluppo in armonia con le popolazioni locali. Ciò richiede un approccio strategico alla sostenibilita’ – conclude Bombino – attraverso la programmazione, la partecipazione e il coinvolgimento di tutte le intelligenze nei processi di sostegno alla crescita territoriale e locale”.