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Rende, sfugge al controllo della polizia e finisce contro un marciapiede

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La Polizia Stradale di Cosenza Nord ha arrestato l’uomo, di 68 anni, dopo una rocambolesca fuga

 

RENDE – Risultava essere sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di dimora presso il proprio domicilio dalle 20 alle 8 ma la Polizia lo ha fermato per un controllo alla rotonda stradale dello svincolo dell’A2 di Rende-Cosenza Nord. Si tratta di C.V.L., 68 anni domiciliato a Rende, che da accertamenti dal personale della Polizia Stradale è stato notato alla guida di una Fiat Panda nel mentre percorreva a forte velocità la rotonda stradale nei pressi dello svincolo dell’A2 di Cosenza Nord.

Immediatamente inseguito per i dovuti controlli, il 68enne ha cercato di seminare i poliziotti imboccando prima contromano la rampa di uscita della 107 Silana-Crotonese per poi entrare in una strada limitrofa dove ha perso il controllo del mezzo impattando contro un marciapiede. L’uomo è stato soccorso e non ha riportato lesioni ma è stato accompagnato negli uffici della Polizia Stradale di Cosenza Nord. Qui gli agenti hanno constatato che il 68enne aveva trasgredito all’obbligo di dimora impostogli dall’Autorità giudiziaria in più occasioni.

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Politiche 2022. De Luca (Unical): “Cresce l’astensione per mancanza di fiducia nella politica”

Si è svolto il consueto seminario, organizzato all’Unical, dove sono stati analizzati i comportamenti elettorali dei calabresi e le prospettive politiche che il risultato prefigura

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RENDE – In questa ultima tornata elettorale in Calabria, al di la dell’affermazione preventivata della coalizione del centrodestra,  il Movimento 5 Stelle si è affermato come prima forza politica ma rispetto alle politiche del 2018 ha dimezzato il suo consenso. E’ una delle considerazioni emerse dal consueto seminario organizzato all’Unical dall’Osservatorio Politico-Istituzionale del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, dove vengono analizzati i comportamenti elettorali dei calabresi. Di voto volatile ha parlato il professore Roberto De Luca. “L’elettore – ha spiegato – decide di votare all’ultimo minuto e molti, in questa tornata elettorale, rispetto alla precedente, hanno addirittura deciso di non andare a votare, determinando una percentuale di astensionismo più alta”. Per quanto riguarda l’ampio consenso che il Movimento 5 Stelle ha riportato nelle regioni del Sud, per il professor De Luca non è legato al solo Reddito di Cittadinanza, ma alla mancanza del Partito Democratico che “non è riuscito a rapportarsi anche nei messaggi, non ha parlato alla pancia degli elettori. Fattori che hanno comportato un ripiego verso il Movimento 5 Stelle di tanti elettori che evidentemente fino all’ultimo, erano indecisi”. L’ulteriore incremento delle percentuale degli astensionisti poi è la conferma di una sempre maggiore sfiducia nei confronti della politica. Per quanto riguarda la coalizione del centrodestra, invece, sempre secondo il professore De Luca,  aumenta sì in percentuale ma solo perché gli elettori del centrodestra sono andati a votare, determinando la vittoria di un altro partito sempre della coalizione rispetto alle scorse elezioni,  al contrario degli elettori del centrosinistra che si sono astenuti.

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Rende. I 50 anni dell’Università della Calabria, il rettore: “Modello di avanguardia”

Con i suoi oltre centomila studenti laureati, l’Unical ha svolto uno straordinario compito nel corso di questi anni nel formare le classi dirigenti calabresi

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RENDE – E’ stato l’inno nazionale di Mameli, eseguito dal quartetto ad archi del Conservatorio di Cosenza, ad aprire la cerimonia in occasione dei 50 anni dell’Università della Calabria che ha visto la partecipazione oltre che di numerose autorità civili, militari, e del mondo produttivo anche quella dei rettori delle università del centrosud. “Esattamente cinquant’anni fa, – ha commentato il rettore dell’Unical, Nicola Leonei primi 600 studenti animarono l’Università della Calabria, fino ad arrivare ai 25000 di quest’anno. Con i suoi oltre centomila studenti laureati, l’Unical ha svolto uno straordinario compito nel corso di questi anni nel formare le classi dirigenti calabresi. Ospita, insieme ad aule e a 120 laboratori, oltre 2.500 posti letto, 5 mense, due teatri, due cinema, due anfiteatri, il sistema bibliotecario più grande del Sud Italia, l’orto botanico e i musei, un Centro sportivo, il Centro sanitario, un polo d’infanzia, un incubatore di startup innovative, un Polo tecnologico che si sviluppa intorno a una innovativa sorgente a raggi X.

“È un ateneo moderno – ha poi aggiunto il rettore Leone – che tiene forte il legame alle sue radici, si rivolge alle classi più deboli garantendo la copertura del cento per cento delle borse di studi, ma che si apre anche all’Italia e all’estero. Solo quest’anno abbiamo ben dieci lauree magistrali internazionali che hanno ricevuto più di cinquemila domande. Realizzando, così, un altro sogno di Andreatta che voleva che l’Unical diventasse un punto di riferimento per la Calabria ma anche per studenti di tutto il mondo è in particolare del bacino del Mediterraneo“. Tra gli ospiti della giornata anche la presidente del CNR Maria Chiara Carrozza. “Sono qui – ha detto – per ribadire la forte alleanza tra il CNR e l’Unical che vanta diversi progetti, tra cui intelligenza artificiale e dissesto idrogeologico. E sono qui per dire che nel piano di rilancio del CNR c’è una massima integrazione con l’università”. Nel corso della cerimonia è stato osservato un minuto di silenzio in ricordo di mons. Francesco Nolè, l’arcivescovo di Cosenza morto la settimana scorsa.

“Un modello di grande avanguardia ha rappresentato la nascita dell’ateneo calabrese,- ha spiegato ancora Leone –  perché fu il primo ad istituire i dipartimenti come modello di collaborazione scientifica”. Assente per motivi di salute il professor Giorgio Parisi, insignito nel 2021 del premio Nobel per la Fisica che ha tenuto in differita la prevista lectio magistralis. “Un ateneo di eccellenza – ha commentato il presidente dell’Anvur, Antonio Uricchio–  che anche nella valutazioni che l’Agenzia nazionale per la valutazione dell’università e della ricerca ha condotto, ha conseguito risultati particolarmente soddisfacenti ed apprezzabili . Una risorsa per il territorio da valorizzare e promuovere . E questa è anche la ragione per cui il cinquantennale non è solo una ricorrenza ma è motivo di orgoglio e di stimolo per le istituzioni territoriali, per il mondo produttivo, perché possa attraverso l’Università della Calabria contribuire in modo determinante allo sviluppo di una meravigliosa terra”.

 

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Rende, Principe boccia il bilancio della giunta Manna: “Nessuna visione di futuro”

Agenda urbana, Governance della Rende Servizi, riscossione dei tributi, mancato sostegno ad aziende in difficoltà: l’ex sindaco è tranchant

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RENDE – “Un bilancio inguardabile che conferma l’assoluta mancanza di visione e di progettualità dell’amministrazione Manna”. Così Sandro Principe del gruppo consiliare Federazione Riformista, che denuncia l’incapacità dell’amministrazione comunale di recuperare i crediti da imposte e tasse. “Tale recupero – continua – per quanto riguarda l’IMU raggiunge appena il 10%, che si fa passare per un successo. Mentre circa 6 milioni di euro, di cui 3,3 circa per imposte e tasse e 2,7 circa di crediti da Acque Potabili, vengono inseriti nel capitolo relativo ai crediti di dubbia esigibilità. Ove risultassero inesigibili, per come è molto probabile, ciò determinerebbe un disavanzo di gestione di pari importo. Inoltre, incominciano a venire a galla gli errori che da più anni si commettono nel calcolare i costi di trattamento e conferimento dei rifiuti, che determina la necessità di pagare rilevanti conguagli per gli anni dal 2016 al 2018. A voler tacere di ciò che succederà per le annualità 2019, 2020, 2021 e 2022 per le quali tutto fa pensare a conguagli ancora più importanti, atteso l’avvenuto conferimento dei rifiuti in altre regioni ed all’estero, causato dall’incapacità dell’ATO, guidato da Manna, di realizzare l’eco distretto pur avendo a disposizione circa 50 milioni di euro. Questa amministrazione, inoltre, non si impegna per favorire l’incremento delle entrate dell’Ente, per come dimostra lo scandaloso utilizzo di importanti beni pubblici, dati in concessione per moltissimi anni ad imprenditori privati, con ricavi irrisori per il Comune, a livello di vere e proprie mance, aspetto che potrebbe suscitare l’interesse degli organi di controllo.

Nel settore delle opere pubbliche, il piano degli investimenti annuali e triennali ci presenta un lungo elenco di opere, che conferma l’assenza di visione sul futuro della città della giunta Manna, in quanto dette opere non si presentano come tasselli di un mosaico, ma come una occasionale risposta ad isolate necessità. Ma cosa ancora più grave, fermandoci al 2022, è che non è dato sapere lo stato di avanzamento dei lavori di ogni singola opera, pur essendo trascorsi i 3/4 della presente annualità. Questo aspetto preoccupa moltissimo con riferimento all’Agenda Urbana, in quanto la stessa afferisce al POR 2013/2020 e, dopo nove anni, si è ancora alla fase degli incarichi di progettazione, il che evidenzia un ritardo imperdonabile. La predetta incapacità realizzatrice dell’amministrazione Manna non fa sperare in nulla di buono, con riferimento al PNRR che, per come noto, deve essere attuato in tempi rapidissimi. Per intanto, facciamo notare che il predetto PNRR viene sfruttato in gran parte per lavori di manutenzione straordinaria. Nell’elenco delle opere, a riprova dei limiti di visione della governance, si registrano doppioni, come la previsione dell’ampliamento del vecchio cimitero e la realizzazione del nuovo, ovvero come la costruzione di un teatro della musica in un’area già servita da tre teatri, da un palazzetto dello sport utile per eventi e dalla sala convegni del Parco Acquatico “Santa Chiara”.

Nessuna previsione di investimento si registra nel progetto di bilancio, invece, per mitigare l’emergenza energetica e per governare la prevedibile emergenza idrica, con riferimento alla quale l’avv. Manna, presidente AIC, si è reso protagonista della perdita per la Regione di ben 104 milioni di euro. Nemmeno un euro, inoltre, è previsto nel bilancio per aiuti alle aziende esistenti in difficoltà e per stimolare la nascita di nuove imprese, niente a sostegno delle giovani coppie per incrementare le nascite per contrastare la crisi demografica, così come niente si è pensato di investire per favorire l’occupazione dei giovani e delle donne. Eppure – conclude Sandro Principe – il PNRR è stato pensato e programmato principalmente per contribuire ad affrontare e risolvere queste emergenze e non certo per fare manutenzioni, spesso neanche straordinarie.
Infine, “ciliegina sulla torta”, per far quadrare i conti si è ridotto di ben 400 mila euro il budget della Rende Servizi, con ripercussioni negative prevedibili sui salari dei dipendenti e per l’acquisto di beni e servizi. Se i 400mila euro sono necessari per far quadrare i conti, si reperiscano altrove, in particolare tra le spese per sostenere il pletorico entourage del sindaco, ricco di segretarie, consulenti, in specie legali, e di quotidiani tediosi comunicatori.
È del tutto evidente, che un documento finanziario siffatto non merita, nel modo più assoluto, il nostro sostegno”.

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