Rende, Lucia positiva al Covid: "la mia esperienza tra la paura e l'incubo del silenzio" - QuiCosenza.it
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Rende, Lucia positiva al Covid: “la mia esperienza tra la paura e l’incubo del silenzio”

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“Dall’isolamento domiciliare all’abbandono”. Lucia Pesiri racconta in una lettera inviata alla nostra redazione la sua personale esperienza dopo aver scoperto di essere positiva al coronavirus

 

RENDE – “Il 17 novembre un test rapido, effettuato a seguito di perdita di gusto ed olfatto, apre le porte principali nella mia vita, al Covid-19. L’ASP due giorni dopo conferma il tutto, attraverso un tampone molecolare con esito comunicato il 23 Novembre (5 giorni dopo) e con programmazione prossimo tampone per l’1 dicembre. L’esito del secondo tampone avuto tramite telefonata allo 0984-835583, domenica 6, dopo svariate volte che il suono di un errore di chiamata, si trasformava in orrore. Quindi, correva il giorno 6 dicembre e da quella data, dopo mio sollecito l’ASP di Cosenza, ero negativa al virus. Nessuno però ha fatto nulla, affinché io potessi tornare a poter mettere fuori il naso”.

La paura dei sintomi

“La prassi è, per chi non sapesse in che guaio oltre alla malattia ci catapulta il virus: Positiva – Notifica Isolamento; Negativa – comunicazione Asp al Comune di guarigione – Notifica fine isolamento. Anche se, semplicemente, dovessero essere finiti i 21 giorni di isolamento previsto, la prassi non cambierebbe. Un soggetto infetto, in piena solitudine, in una casa, oppure in una stanza e, se gli va bene ha qualcuno dall’altra parte della porta, o da un’altra abitazione, che si prenda cura di lui, vive in silenzio questa situazione ed inizia a chiedersi se il giorno dopo arriverà la tosse, inizia a misurare con il saturimetro ogni affanno, i movimenti per portare il termometro al corpo e sapere la temperatura diventano quasi un tic nervoso, inizia a credere che tutto sia un sintomo, che gli aprirà le porte di in un ospedale al collasso, non ultimo, in termini di importanza, si chiede se le persone che l’hanno incontrato, anche in una vita precedente, siano stati infettati, sentendosi untore del mondo per un attimo, proprio lui, ad un certo, dopo questo trascorso, esce dall’incubo appena riassunto e viene catapultato in un altro: non ha il pass per tornare ad esistere”.

“Ma non è solo l’isolamento – scrive Lucia – quella notifica che il tuo incubo è finito serve psicologicamente a non farti sentire un pericolo per gli altri, a prendere consapevolezza che non si è più, i pericolosi da evitare. Quando una persona entra in un sistema del genere, inizia a girare su una giostra che si chiama paura, che scacci con i pensieri razionali, con tutta la forza che hai, con tutta la positività che hai dentro, oltre ad un tampone, tiri fuori tanta lucidità, inizi a convincerti che non è una colpa essere lì, in quella situazione, ma una mattina, una qualsiasi mattina di questi giorni infiniti, semplicemente molli tu e mollano le persone a te vicine”.

“Il pass che attendo da giorni, non è per andare a fare uno sfrenato shopping natalizio (nulla in contrario, ognuno ha una sua visione del problema anche se spero solo che ci si ricordi del rispetto delle regole), ma serve a me, per sentirmi libera di respirare la stessa aria di qualcuno, senza, per questo, pensare di infettarlo. Sta tutta lì dentro, la vera paura di questi mesi, secondo me. Questo è l’incubo del silenzio“.

Nessuno risponde. Non risponde l’ASP. Non risponde il Comune di Rende, nel mio caso. Non si risponde ad una mail e poi, qualcuno, come sempre nella nostra terra, ti fa la classica domanda: ‘ma non conosci nessuno?’. Vi sembrerà strano ma sì, conosco un sacco di gente, ma sono stanca, di chiedere per vie traverse di fare andare avanti un sistema, sono stanca di chiedere un referto negativo per mari e mondi, per far tornare a scuola la figlia di una mia amica. Sono stanca di chiedere, a tutti, come fare anche a donare il plasma, belle tutte le sensibilizzazioni che vedo sul tema della donazione, ma non rispondono neanche lì”.

“Sotto un mio commento ad una di queste notizie divulgate sui numeri da utilizzare per il discorso, una persona, gentilissima, mi ha dato un altro numero, non presente tra quelli che squillano a vuoto nella provincia di Cosenza ed, anche lì, nessuna risposta. Siamo arrivati ad oggi, 9 dicembre, a chiedere quanto male abbia fatto, oltre alle vittime reali, questa pandemia, nella nostra città: ha sicuramente aperto gli occhi a tutti, e spero anche le coscienze, su quanto nessuno di noi, amicizia o no, abbia vinto nella regione in cui vive, che ogni giorno ci fa sentire abbandonati”.

“Il dott. Milito mi ha aiutata e lo ringrazio”

“Ringrazio il dott. Sisto Milito, per avermi aiutata ed aver ascoltato il mio grido, in una situazione complessa, ma la stima e la volontà di uno, non salvano il territorio ed anche lui, potrebbe avere tolto tempo ad altro, per me. Comprendo che non è così che si sorregge un sistema. Ora concludo, spiegando che, la mia missiva non è un attacco ma vuole essere una sensibilizzazione ed una speranza, in questa seconda ondata, tanto prevista ed obiettivamente sottovalutata, che si possa provare anche da oggi a cambiare qualcosa.
Tali parole spero possano farci sentire capaci di non voltarci dall’altra parte, anche quando le cose non ci riguardano, dobbiamo imparare ad aprire gli occhi, non dimentichiamo questa realtà. Il fatto che la sanità Calabrese sia un male incurabile da anni e non da adesso, non vuol dire che da domani non si possa fare qualcosa, affinché, i prossimi positivi al Covid nella mia condizione, possano avere la possibilità di vivere questo incubo, meglio di me. L’esperienza insegna e noi, confermiamo ancora oggi, di essere un popolo senza memoria e, pertanto, senza futuro. Lo disse Pertini, molti anni fa e lo confermano i fatti. Impariamo a ricordare”.

Lucia Pesiri

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Unical, domani la ministra Messa inaugura l’anno accademico di Medicina e Tecnologie digitali

La cerimonia inizierà alle ore 10.30 in aula magna. Saranno presenti anche il rettore dell’Unical Nicola Leone e Giovambattista De Sarro rettore dell’Università Magna Graecia di Catanzaro

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RENDE – Sarà la ministra dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa a inaugurare, domani, il primo anno accademico del corso di laurea in Medicina e chirurgia e tecnologie digitali dell’Università della Calabria in sinergia con la Magna Graecia di Catanzaro. Il nuovo percorso di studi articolato in sei anni è orientato a formare la generazione dei futuri medici. In Italia si contano soltanto due esperienze analoghe, quella della Medtec School dell’Humanitas e del Politecnico di Milano e la Medicina HT dell’Università Sapienza di Roma. Al compimento degli studi si ottiene un duplice titolo: la laurea magistrale in Medicina e Chirurgia e la laurea triennale in Ingegneria Informatica, curriculum bioinformatico.

L’innovativo corso di studi prevede, oltre alle competenze tipiche della formazione di un medico, anche l’acquisizione delle conoscenze utili per padroneggiare le nuove tecnologie e applicarle in ambito sanitario e l’apprendimento di metodi e tecniche proprie dell’Intelligenza artificiale e della Bio-informatica, necessari per ideare e sviluppare nuove applicazioni per i settori della medicina di precisione, della telemedicina, della medicina personalizzata, della chirurgia robotica.

Grazie a queste competenze aggiuntive, certificate dal conseguimento del doppio titolo (laurea magistrale in Medicina e Chirurgia e laurea triennale in Ingegneria Informatica, curriculum bioinformatico), i laureati saranno dunque professionisti formati per affrontare le sfide presenti e future in campo sanitario, capaci di gestire l’innovazione e di contribuire all’innovazione stessa.

La cerimonia inizierà alle ore 10.30 in aula magna. Saranno presenti anche il rettore dell’Unical Nicola Leone e Giovambattista De Sarro rettore dell’Università Magna Graecia di Catanzaro

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Rende si candida a diventare Città Europea dello Sport 2023

Il sindaco di Rende Marcello Manna ha annunciato la conferenza stampa di presentazione alla città della candidatura in programma domani

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RENDE – “Siamo lieti di presentare, in occasione della visita dei commissari Aces, la candidatura di Rende quale Città Europea dello Sport 2023, frutti di un percorso amministrativo che in questi anni ha valorizzato tale settore attraverso impegno, scelte politiche precise e costanza”. Così il primo cittadino Manna annuncia la candidatura “che investe non solo Rende, ma l’intera area urbana e la nostra provincia, rappresentando un’occasione di valorizzazione delle nostre eccellenze”.

Domani venerdì 10 settembre alle 11,30 nella sala conferenze del Parco Acquatico di Santa Chiara Marcello Manna, insieme al delegato del Rettore allo sport per l’Università della Calabria Giuseppe Pellegrino, Vincenzo Lupattelli, Presidente Aces Italia, oltre a Maurizio Condipodero,Presidente Coni Calabria e Francesco Democrito, Presidente MSP Calabria illustrerà alla stampa i dettagli della candidatura di Rende quale Città Europea dello Sport per l’anno 2023.

Per l’occasione interverranno Giovanni Gagliardi, consigliere con delega allo sport del comune dell’oltre Camapagnano, Luca Parmigiani, segretario Aces Italia, Marcello Fiore, Presidente CUS Unical e Antonino Scagliola, presidente del CIP Calabria. Modera l’incontro la giornalista Simona De Maria.
“Lo sport a Rende è sinonimo di eccellenze, qualità e varietà delle strutture, oltre ad intersecarsi con la sostenibilità degli ampi spazi verdi fruibili e l’attenzione al sociale che rendono tale settore davvero accessibile a tutti.

La presenza, poi, dell’Università della Calabria all’interno del territorio insieme ai tanti progetti in cantiere portano ulteriore forza e innovazione alla candidatura della città”, ha spiegato Giovanni Gagliardi.
In occasione della visita da parte di Aces Italia, il primo cittadino, affiancato dal consigliere di maggioranza, accompagnerà il primo presidente e il segretario dell’organizzazione a visitare le strutture sportive presenti sul territorio rendese: “L’incontro sarà occasione per mostrare alla commissione quando la nostra città abbia investito in questo settore: riteniamo lo sport un bene pubblico da perseguire ed implementare in ogni sua attività. Sarà un anno un anno ricco di eventi sportivi che animeranno la città e saranno una leva importante per conoscere le eccellenze sportive, paesaggistiche e creare una vetrina a livello nazionale: Rende ha un capitolo importante da scrivere per tracciare il proprio futuro”, ha concluso Manna.

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Rende, Riformisti sul bilancio: “incapacità su sociale, infrastrutture e rifiuti”

“La manovra economico-finanziaria, approvata dalla maggioranza eterogenea che governa il Comune di Rende, si segnala per la sua povertà in termini di visione della città e per la sua inutilità giuridica”

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RENDE – Riformisti di Rende all’attacco del bilancio: “la manovra dovrà tornare al vaglio del Consiglio, in quanto il piano delle alienazioni e delle valorizzazioni del patrimonio immobiliare, palesemente illegittimo, costringerà la giunta Manna a rimodulare il predetto piano e, conseguentemente, a ripetere il procedimento per avere il DUP ed il bilancio 2021/23 conforme a legge”.

“Il progetto di bilancio – scrive la Federazione Riformista di Rende – conferma l’asfissia amministrativa del governo Manna e la sua incapacità ad affrontare i problemi sociali, di manutenzioni, infrastrutturali e di erogazione dei servizi, sempre più inefficienti e costosi per i cittadini. Basti dire che il bilancio riporta un costo del servizio rifiuti fermo al 2019 che, se per l’anno 2021 trova una giustificazione formale, non è concepibile in termini previsionali per il 2022 e per il 2023; ed, invero, il conferimento dei rifiuti in altre regioni ed all’estero comporterà un aumento esponenziale del costo del servizio, causato dall’incapacità dell’ATO di Manna di realizzare l’ecodistretto. Insomma la città non è pulita ma i cittadini pagheranno di più”.

“In compenso, continua la privatizzazione selvaggia di strutture e servizi pubblici, poiché, nelle intenzioni di Manna, questa sciagurata politica dovrebbe interessare il palazzetto dello sport ed, addirittura, il cimitero. Si insiste, inoltre, nell’assurda idea di cambiare la destinazione d’uso dell’area ove insiste lo Stadio “Marco Lorenzon”, causando al comune un danno di 7/8 mln di euro. Per il rilancio del centro storico neanche un’idea, oltre all’insano proposito di svendere il patrimonio pubblico; in compenso, la giunta Manna – concludono i Riformisti – si rifiuta di ristorare i danni causati ai cittadini dall’incendio del 1° agosto scorso, bocciando un emendamento presentato dall’opposizione al riguardo. Tutto ciò, nonostante con impegno, durante il dibattito sulla manovra di bilancio, abbiamo inutilmente segnalato alla maggioranza gli errori in cui stava incorrendo. Naturalmente, proseguiremo questa battaglia nel prossimo consiglio comunale, in attesa del risveglio del Popolo Sovrano. Stando così le cose, è veramente incomprensibile, il trionfalismo con cui la giunta Manna ha annunciato l’inutile approvazione della manovra”.

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