Sila: lupi impiccati e sparati, l'accanimento dei calabresi - QuiCosenza.it
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Sila: lupi impiccati e sparati, l’accanimento dei calabresi

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COSENZA – A Lorica la forestale rinviene una carcassa di lupo adulto.

La morte dell’esemplare avvenuta nei primi giorni di luglio ha sollecitato una riflessione sulla presenza dei canidi in via d’estinzione tra i boschi silani. Purtroppo sulle cause del decesso del lupo ritrovato in località Montenero, nonostante l’Istituto Zooprofilattico di Cosenza abbia eseguito gli accertamenti medico-scientifici sull’esito delle analisi non è dato sapere. La reticenza della dottoressa Barca dirigente dell’istituto a rilasciare fornire informazioni sui rilievi fatti la dice lunga sull’effettiva efficienza dell’ente deputato a monitorare le morti sospette che avvengono tra i monti della Sila. Morti che influiscono sull’intero ecosistema boschivo essendo il lupo, come noto, all’apice della catena alimentare della fauna silana. A fare il punto della situazione è il presidente del Cras (Centro Recupero Animali Selvatici) di Montalto Mauro Tripeti che con passione da diversi lustri viaggia lungo la Calabria per prelevare ed indagare sui corpi privi di vita dei lupi della Sila. “Il lupo – spiega Tripeti – si avvicina al centro abitato proprio nel periodo estivo per cercare del cibo. A testimoniarlo è uno degli ultimi ritrovamenti avvenuto a Sibari ben lontano dai monti della Sila. Attualmente la situazione demografica dei lupi non è drammatica, anzi. E’ in corso un processo di espansione della specie fortemente contrastato da cittadini, allevatori ed agricoltori. Continuiamo a registrare infatti numerosi episodi in cui recuperiamo carcasse di lupi morti perché colpiti da arma da fuoco, avvelati o impiccati come è avvenuto poco tempo fa nelle campagne di Grimaldi. C’è un violento accanimento contro questa specie. L’ultimo censimento eseguito sul Pollino ha individuato la presenza nell’area di almeno cinque nuclei riproduttivi: cinque coppie che guidano cinque piccoli branchi composti da tre o quattro lupi. La loro presenza, purtroppo, è certificata da questi episodi infausti causati da mano umana. Eppure i lupi dovrebbero essere il nostro orgoglio. Sono predatori e la loro presenza è indica il tasso d’inquinamento di un territorio. Meno lupi ci sono, più alto è la contaminazione da agenti tossici. Sono come un termometro dopo la loro estinzione, c’è la nostra. Non è da sottovalutare”.

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Cosenza e Paganese ci provano fino alla fine, ma a Pagani finisce senza reti. Rossoblu spreconi nel primo tempo

Marco Garofalo

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