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Uccise la madre del prete, in manette il genero della vicina

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COSENZA – A cinque mesi dall’omicidio spunta il volto del presunto autore del delitto Nocito.

Uccisa il quattro gennaio scorso a Belvedere Marittimo, Iolanda, madre del sacerdote Don Marcello Riente, fu ritrovata legata ed imbavagliata. Oggi i carabinieri del comando provinciale di Cosenza hanno fermato il primo indiziato dell’omicidio. Si tratta di Filippo D’Aprile un 52enne con piccoli precedenti penali titolare di un distributore di benzina nei pressi di Belvedere. L’uomo coniugato con la figlia della vicina di casa di Iolanda Nocito avrebbe usufruito delle confidenze fatte dalla donna alla suocera sui suoi averi e sulla presenza di una cassaforte contenente circa 40mila euro in contanti per mettere a segno una rapina mai andata a buon fine. In realtà si sarebbe trattato del secondo tentativo di rapina ai danni dell’appartamento in cui vivevano il parroco con l’anziana madre. Il primo culminato in un pestaggio ai danni del prete, il secondo sfociato in tragedia con la morte della donna. Già il 26 ottobre scorso infatti D’Aprile coperto da un passamontagna, avrebbe tentato di introdursi nell’abitazione dei due per svaligiare la famigerata cassaforte di cui l’uomo conosceva esattamente l’ubicazione. Conscio delle abitudini di madre e figlio l’uomo avrebbe pianificato la rapina nell’orario in cui il sacerdote sarebbe dovuto uscire per andare in chiesa. Un ritardo di quindici minuti però avrebbe mandato a monte i progetti di D’Aprile che scontrandosi nell’adrone dello stabile con il parroco avrebbe tentato di sottrargli invano la borsa, non riuscendoci avrebbe così pestato a sangue il clericale per poi darsi alla fuga. Il secondo tentativo invece avrebbe portato alla morte dell’anziana, che sorpresa nel momento in cui nel paese il figlio era impegnato nel celebrare i funerali di un noto carabiniere deceduto tragicamente in un incidente stradale, sarebbe stata legata e torturata al fine di indurla a confessare il luogo in cui erano conservate le chiavi della cassaforte. Tagliuzzata e brutalizzata l’ottantenne non avrebbe rivelato il ‘posto segreto’ pagando con la vita la difesa dei propri risparmi. Proprio le ferite inferte sul corpo della donna hanno destato sospetti negli inquirenti che ipotizzano la presenza di un complice nel drammatico tentativo di rapina. L’identificazione del responsabile dell’omicidio è stata resa possibile dall’intervento del RIS di Messina che dopo aver confrontato un campione di saliva prelevato da una tazza di caffè bevuta da D’Aprile con il DNA presente nei capelli ritrovati sul passamontagna e nelle tracce di sangue rivenute nell’appartamento ha ritenuto che a compiere l’efferato delitto sia stato proprio il genero della donna con la quale Iolanda da decenni conviveva nello stesso palazzo. Attualmente si esclude la complicità della suocera di D’Aprile nei tentativi di rapina in quanto durante i due episodi la donna pare fosse fuori casa da giorni. L’uomo è stato arrestato per lesioni, tentata rapina, omicidio premeditato aggravato dalle sevizie inferte sul corpo dell’anziana. L’arresto riporta la serenità nella tranquilla cittadina dell’Alto Tirreno cosentino.

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