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Stop alla campagna elettorale. I partiti in lizza in Calabria

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COSENZA – Fine dei comizi, fine dei proclama.

Si chiude alla mezzanotte di oggi la campagna elettorale 2013. Gli italiani sono chiamati alle urne per eleggere chi governerà il Paese per i prossimi cinque anni. Ai calabresi, in base ai dati demografici emersi dall’ultimo censimento, toccherà scegliere 20 deputati e 10 senatori che rappresenteranno e porteranno all’attenzione del Parlamento le istanze del territorio. Chi saranno i prescelti? 

 

Amnistia Giustizia e Libertà  

Il partito di Pannella da tempo guida una mobilitazione permanente contro l’esplosiva situazione delle carceri italiane. Purtroppo proprio a Cosenza nelle ultime settimane a finire in manette è stato un giovane candidato dei radicali: Emilio Quintieri. Il giovane ambientalista di Cetraro trovato in possesso di alcuni grammi di marijuana è stato sottoposto a misura di custodia cautelare infangando  la campagna elettorale del partito, che, poi in fondo, dell’antiproibizionismo e della legalizzazione delle droghe leggere ha da diversi lustri costruito il proprio cavallo di battaglia.

 

Casa Pound 

Si definiscono ‘fascisti del nuovo millennio’ e vogliono entrare in Parlamento. Il mutuo sociale e le campagne per i sussidi alla maternità sono stati al centro della loro campagna elettorale. Nonostante le polemiche che da tempo ruotano intorno al partito di militanti di estrema destra per la discussa violazione della legge per apologia del fascismo Casa Puond scende in campo. A scuotere la campagna elettorale del gruppo le indagini della Procura di Napoli che hanno tramite intercettazioni telefoniche portato alla luce le presunte intenzioni del gruppo partenopeo di attuare uno stupro ai danni di una giovane studentessa ebrea.

 

Con Monti per l’Italia 

La coalizione del premier ‘tecnico’ Mario Monti che vede alleati un UDC anomala che mentre in Calabria appoggia il governo pidiellino di Scopelliti a livello nazionale insieme a FLI e Scelta Civica per l’Italia con Monti si scontra con il partito di Silvio Berlusconi. Una situazione che potrebbe essere alla base delle invettive di Monti che ieri ha dichiarato che i politici calabresi sono ‘inadeguati’ per l’amministrazione della cosa pubblica. I calabresi che potrebbero verosimilmente accaparrarsi un seggio sono Roberto Occhiuto, Beniamino Quintieri, Michele Trematerra  e Sergio Nucci.

 

Fare per Fermare il Declino

Il partito è stato travolto in questi giorni dal turbinio di polemiche legato al falso master a Chicago millantato dal leader Oscar Giannino. Il giornalista ha rassegnato le dimissioni e nella corsa al Governo è stata nominata la nuova presidente, la giovane avvocatessa Silvia Enrico. La diffidenza nella politica al Sud per il giornalista economico Giannino a comprensibile soprattutto alla luce di sprechi e difetti di cui egli da anni scrive. La sua ricetta? “Diventare internazionali, rilanciare il territorio guardando oltre i confini del BelPaese”. 

 

Fiamma Tricolore 

Il Movimento Sociale – Fiamma Tricolore legato ad Alessandra Mussolini in Calabria punta il dito, quindi la propaganda, su sanità e trasporti. Due evergreen della malagestione della cosa pubblica calabrese. E proprio sulle Ferrovie della Calabria i missini hanno chiuso la propria campagna elettorale affermando nell’ultimo comizio reggino che la crisi dell’ente data da una “cattiva gestione manageriale” ha portato ad un “aumento, nonostante la riduzione del personale, del numero dei cosidetti “vagabondi”; alla sospensione di tutte le garanzie sindacali lasciando inapplicate tante delle norme sulla sicurezza sul lavoro; mentre continuano le spese assolutamente inutili e la riorganizzazione del sistema di bigliettazione collassa ogni giorno di più”.

 

Forza Nuova 

Il partito volto della nuova destra militante. Quello in Calabria per il leader Fiore è stato un giro elettorale molto intenso, quattrocento chilometri in un’unica giornata. Le città sono state descritte in una nota come realtà afflitte da problemi diversi: Reggio Calabria, commissariata in un contesto di criminalità e speranze, ‘ndrangheta e coscienza civile; Lamezia Terme, che rappresenta il motore economico della Calabria, con il suo aeroporto; Corigliano, che deve chiudere una parentesi di dominio delle cosche e proiettarsi in uno scenario di legalità e possibilità, per cui è impegnato il candidato sindaco di Forza Nuova, Maria Filomena Russo; Strongoli, che riassume storia, cultura, bellezze naturalistiche e capacità produttiva, con il freno dell’emigrazione e di un circondario senza uno Stato forte, in grado di dare risposte immediate ai cittadini”. 

 

Io Amo L’Italia 

L’ex musulmano convertitosi al cristianesimo Magdi Allam anche in Calabria in lizza per il Parlamento. Dopo una prima esclusione dalla tornata elettorale la lista è stata riammessa in Calabria dalla Corte di Appello di Catanzaro a seguito del ricorso presentato dal partito. In Calabria è capeggiata dal sociologo Antonio Marziale distintosi in campagna elettorale per aver portato alla ribalta l’annosa questione dello sfruttamento della prostituzione sulla statale che costeggia la sibaritide. Presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori e consulente della Commissione parlamentare per l’Infanzia Marziale ha inoltre mostrato attenzione e denunciato diverse vicende legate a situazioni di degrado sociale che vedono come protagonisti bambini ed adolescenti. 

 

Italia. Bene Comune 

A ribaltare la campagna elettorale del PD calabrese gli ultimi arresti per contiguità con gli ambienti della criminalità organizzata. L’ultimo, in ordine cronologico, a finire in manette è stato il sindaco di Melito Porto Salvo. Poi il sequestro dei beni, nell’ambito dell’inchiesta ‘Eolo’, del marito della candidata cosentina alla Camera Enza Bruno Bossio. Sul partito pesa inoltre la scelta di promuovere in tutta Italia l’utilizzo degli inceneritori per lo smaltimento rifiuti. In Calabria il PD si presenta agli elettori non solo insieme a Sinistra Ecologia e Libertà di Vendola con la Catizone e il Centro Democratico di Fuda, ma con il valore aggiunto di un forte alleato: il Partito Socialista Italiano che vede come capolista al Senato il noto politico cosentino Luigi Incarnato.

  

Movimento Cinque Stelle 

Lo ‘tsunami’ di Grillo terrorizza il resto dei partiti. Tra banchetti informativi e piazze gremite di cittadini i grillini si sono imposti nella scena politica calabrese ignorando le polemiche legate alla presunta mancanza di democrazia all’interno del partito. La proposta dei 5 Stelle per rilanciare la Calabria “è semplice. Sicuramente prioritaria è la sanità. Due – ha dichiarato Barbanti – sono i nostri punti cardine: reddito minimo di cittadinanza e banca pubblica d’investimento. Con il reddito minimo garantiamo ai cittadini disoccupati un’indennità di 800 euro mensili per tutto il periodo in cui rimangono senza lavoro. Con il credito alle imprese rilanciamo l’economia. I soldi per farlo ci sono, se tagliamo i costi inutili dello Stato”.

 

Partito Liberale Italiano 

Si dichiarano più liberali dei liberali. Dei paladini della proprietà privata e del libero mercato. “L’Italia – dichiara il presidente Palumbo – ha estremo bisogno di recuperare la più autentica tradizione liberale per uscire dalla crisi economica e sociale, aggravata da un anno di governo tecnico, che conducendo la tassazione a livelli assurdi, ha decretato la chiusura di migliaia di attività produttive. La migliore cura per l’Italia è rappresentata da una robusta iniezione di idee liberali, prima tra tutte il concetto che lo Stato non debba intervenire in prima persona nel momento economico, proprio perché da questo si sono originati solo scandali, corruzione, clientelismo e spreco di enormi risorse pubbliche.”

  

 

Popolo delle Libertà

Silvio Berlusconi torna in campo dopo la caduta del Governo. Nonostante siano passati quasi vent’anni dalla sua prima campagna elettorale l’ex premier sa ancora stupire gli italiani garantendo la restituzione dell’Imu e un condono definito  da egli stesso ‘tombale’. In Calabria il partito ha dovuto incassare pochi mesi fa lo scioglimento del Comune di Reggio Calabria per infiltrazioni mafiose, ma il sindaco rimosso Demetrio Arena viene riproposto come candidato godendo della piena fiducia del partito. Alla corsa ai seggi e ai ministeri con il PDL anche il partito Fratelli D’Italia di La Russa e Meloni, il movimento Intesa Popolare, La Destra di Storace, i Moderati Italiani in Rivoluzione di Samorì, il Grande Sud e la Lega Nord.

 

Partito Comunista dei Lavoratori

Il lavoro innanzitutto. Questa la linea del partito di Ferrando, ultimo baluardo del marxismo in Calabria. Falce, martello e nessuna alleanza. “Nazionalizzazione delle banche e delle industrie in crisi con esproprio sotto il controllo operaio per garantire lavoro e accesso al credito”. Questa la soluzione alla crisi per il PCL “La rappresentanza parlamentare è uno strumento come un altro, – affermano i militanti – ma non escludiamo alcuna forma di lotta. E’ in atto un attacco feroce alla classe lavoratrice dal patto di stabilità che mina i servizi al cittadino alla riforma del lavoro che strizza l’occhio al precariato. Bisogna difendersi. I sindacati non esprimono più il conflitto di classe, anzi, lavorano per mantenere la pax sociale. La tutela del diritto al lavoro è la nostra priorità”.

 

Riformisti Italiani

Il partito di Stefania Craxi, figlia di Bettino. Orgogliosamente craxiani i riformisti difendono la linea del più noto e criticato politico italiano. Perchè? “Perchè per restituire senso, identità e  valore al riformismo italiano è  necessario andare indietro nel tempo e riallacciarsi a quel filone del pensiero e della storia socialista che prevaleva nelle organizzazioni sindacali ma ha sempre avuto scarsa fortuna nel partito”. Ed entrando nel merito Craxi, Stefania, spiega “Turati era per la lotta di  classe, il collettivismo, la proprietà pubblica dei mezzi di produzione, posizioni comuni a tutto il partito, ma aggiungeva altri canoni  irrinunciabili: il rifiuto della violenza, il gradualismo nell’azione sociale, il rispetto delle istituzioni democratiche che non sono da abbattere ma da rafforzare”.

 

Rivoluzione Civile

Il movimento politico capeggiato dal magistrato Ingroia scende in campo appoggiato dal Partito della Rifondazione Comunista, Verdi, Italia dei Valori, PDCI e il blocco arancione. Non da tutti. Sei consiglieri ‘fedelissimi’ al presidente della Provincia di Cosenza Oliverio pur rimanendo tra le fila dei partiti di appartenenza hanno boicottato il voto ad Ingroia dichiarando di votare il PD. Intanto ai danni del partito sono stati registrati episodi di intimidazione l’ultimo con minacce di morte al leader Ingroia: “ritirati o ti facciamo fare la fine di Falcone e Borsellino. 1000 kg di Tnt-T4 sono pronti…”. Una missiva che pare non aver preoccupato il magistrato palermitano. Dai dissidenti cosentini non è pervenuto nessun comunicato di solidarietà.

 

Unione Popolare

Un partito nuovo, poco visibile in campagna elettorale, ma attivo nelle campagne referendarie contro gli stipendi faraonici e i benefit dei parlamentari. Il suo parte dall’idea del rilanciare l’economia partendo “dal mondo agricolo, dalla piccola e media impresa, dal turismo, dall’energia, dall’ambiente, dal patrimonio storico e artistico, dalle abilità individuali, dalle eccellenze”. Un programma che, come emerge dalle comunicazioni ufficiali, “vuole dire no alla globalizzazione selvaggia, al saccheggio da parte delle multinazionali che, grazie ai loro gruppi di pressione, riescono ad aggiudicarsi partite legislative a loro esclusivo vantaggio”. Come? “Candidando alla guida dei comuni, delle regioni, e del parlamento rappresentanti eletti dai cittadini e non nominati dai poteri forti”.

 

 

 

 

 

 

 

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