Un ingegnere ambientale svela i retroscena del piano rifiuti di Oliverio: 'Un regalo per i soliti noti' - QuiCosenza.it
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Un ingegnere ambientale svela i retroscena del piano rifiuti di Oliverio: ‘Un regalo per i soliti noti’

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Il professionista ha inteso rilasciare le dichiarazioni in anonimato per salvaguardare il proprio posto di lavoro.

 

COSENZA – La strategia di Oliverio per risolvere l’emergenza rifiuti consisterebbe nella creazione di tre impianti (Sibari, Catanzaro, Reggio Calabria) che permetterebbero di utilizzare la spazzatura calabrese per produrre energia. Una soluzione ecosostenibile secondo il neogovernatore. Una condanna a morte dei territori per gli ambientalisti. Un ingegnere ambientale specializzato in materia, spiega nel dettaglio la reale portata della soluzione profilata nel piano rifiuti stilato da Oliverio (l’assessore all’ambiente della Regione Calabria non è ancora stato nominato) e i suoi effetti.

 

“Il modello che il governatore della Regione Calabria vorrebbe imitare – spiega il tecnico – è quello di Salerno. Si tratta di utilizzare un impianto di gestione anaerobica per smaltire i rifiuti. Un impianto che sicuramente non è virtuoso visto che si tratta di una struttura per la selezione dei rifiuti secco – umido un terzo dei quali finisce in discarica. Ho personalmente analizzato il piano territoriale dei rifiuti di Salerno e si parla di 485 tonnellate di spazzatura di cui 227 vengono compattate in ecoballe e poi bruciate per alimentare gli inceneritori e 161 finiscono, come già detto, in discarica. Quindi per far funzionare questo tipo di impianto sono necessari sia inceneritori sia discariche. In più servono discariche di rifiuti speciali per smaltire il residuo degli inceneritori perchè ricordo, ogni tonnellata di rifiuti inceneriti produce 300 chilogrammi di scorie e ceneri tossiche che vanno adeguamente smaltite così come i filtri che intercettano i gas nocivi più le polveri che vanno raccolte e poste in appositi siti.
Non è vero – continua l’ingegnere – come sta sbandierando Oliverio che adottando il modello Salerno verranno chiuse tutte le discariche. Anzi. Si riempiranno quelle vecchie e dovranno costruirne di nuove. Inoltre questo impianto di gestione anaerobica per il trattamento dei rifiuti organici che a Salerno è gestito dalla Daneco. E guarda caso la Daneco è l’azienda che gestisce la discarica più grande della Calabria, quella di Pianopoli. Dovrà quindi ancora essere un privato Daneco, Ecologia Oggi, Calabra Maceri o Sovreco dei Vrenna ad aggiudicarsi l’appalto e fare business con la nostra spazzatura. Sono loro i signori che gestiscono il ciclo dei rifiuti in Calabria ed Oliverio su questo punto è stato abbastanza chiaro dicendo che la gestione dei rifiuti non sarà pubblica, ma affidata all’imprenditoria calabrese che già conosciamo.

 

L’incenerimento continuerà ad esserci. L’impianto di Gioia Tauro resterà ancora attivo anche se attualmente è sottoutilizzato in quanto non riceve abbastanza rifiuti da bruciare per produrre l’energia per cui è stato progettato. Ricordo inoltre che sia gli inceneritori sia i gestori anaerobici che producono corrente elettrica attraverso il trattamento della frazione organica sono tutti incentivati dallo Stato con delle quote che troviamo direttamente sulle nostre bollette, i CIP 6. Senza tali finanziamenti gli inceneritori sarebbero in deficit perchè producono meno energia di quanta ne consumino per bruciare i rifiuti e trasformarli in elettricità.

 

Non c’è molta differenza dal piano rifiuti stilato da Pugliano con Scopelliti. Le soluzioni studiate – afferma l’ingegnere con rammarico – sono alquanto mediocri e non si risolve il problema rifiuti. In più il tutto viene dettato da una casta di burocrati che decidono le sorti della salute pubblica calabrese e muovono in tale direzione forse perchè hanno delle amicizie imprenditoriali particolarmente forti. Non ci sono altre spiegazioni. Anche perchè Capannori uno dei Comuni che raggiungerà nel 2020 l’obiettivo rifiuti zero in Italia è amministrato dal PD e sarebbe facilmente imitabile. La strategia dei rifiuti zero, però, implica scelte politiche diverse ovvero investire su informazione e differenziata porta a porta senza spendere cifre esorbitanti per nuovi impianti.

 

L’ex giunta Scopelliti per risolvere l’emergenza rifiuti ha ricevuto dalla Comunità Europea 200 milioni di euro e ne ha spesi solo 12 e solo per costruire nuove discariche.  Oggi – conclude lo specialista – il tavolo tecnico sui rifiuti promesso in campagna elettorale non è stato mai convocato nonostante lui abbia già presentato il suo piano rifiuti. Quello che sfugge però è che il piano dovrà essere sottoposto a VAS Valutazione Ambientale Strategica in cui, suo malgrado, dovranno essere presenti e associazioni e liberi cittadini che possono intervenire e modificare il piano entro sessanta giorni dalla sua presentazione”.

 

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