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Cosenza: va in Questura per una notifica, schiaffeggiato da un poliziotto

I fatti risalgono a ieri mattina quando il giovane si è recato in Questura per la notifica di un atto. Spaventato racconta di essere stato schiaffeggiato

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COSENZA – Si è recato nella sede della Questura di Cosenza per ricevere la notifica di un atto da parte dell’ex moglie, ma è stato aggredito e colpito da un poliziotto. E’ quanto accaduto ieri mattina ad un giovane 33enne cosentino. Secondo quanto ricostruito nella denuncia presentata da M.A., nella mattinata di ieri, il giovane ha fatto ingresso negli uffici di via Furgiuele, per ricevere l’ennesimo atto di querela sporto dall’ex moglie ma, durante le attività di prassi, è nato un battibecco con un agente di polizia.

La discussione, dapprima solo verbale, è poi degenerata con l’aggressione fisica da parte del poliziotto che – racconta il 33enne – gli ha sferrato uno schiaffo in pieno volto. Conclusa la diatriba, avvenuta anche davanti ad altri poliziotti, M.A. ha ritirato il documento e, spaventato e dolorante, si è recato da un medico per farsi visitare. Nei suoi confronti è stata formulata una prognosi di 20 giorni per “trauma regione cranica e cervicale”.

Il ragazzo ha successivamente contattato i propri legali per sporgere formale denuncia perchè “sono un cittadino onesto – racconta alla redazione di Quicosenza – un giovane laureato, un professionista che paga le tasse e non un delinquente, quindi non capisco come sia possibile essere aggredito così, da un uomo dello Stato. Avere una discussione, anche con toni forse accesi può capitare, ma non è normale che si arrivi all’aggressione fisica all’interno di un posto di Polizia”. Da fonti della Questura si è appreso che immediatamente il fatto, la stessa Polizia ha provveduto ad inoltrare un’informativa alla Procura.

 

 

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Cosenza: donna trovata senza vita in via Sybaris, mistero sulla sua morte

Il corpo senza vita è stato rinvenuto nel pomeriggio di oggi in via Sybaris. Sul posto i carabinieri di Cosenza, ambulanze del 118 e i vigili del fuoco

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COSENZA – Una donna di 68 anni, Mirella Spadafora, è stata trovata senza vita questo pomeriggio in un appartamento di via Sybaris, nei pressi di via degli Stadi a Cosenza. Sul posto i carabinieri, i sanitari del 118 e i vigili del fuoco. L’allarme è stato lanciato dai familiari, in quanto la donna non rispondeva alle loro chiamate da diversi giorni. Sul posto è successivamente intervenuta anche la scientifica per i rilievi del caso e per accertare se si tratti di omicidio. L’appartamento è stato trovato a soqquadro, anche se dai primi riscontri non mancherebbe nulla e non è stato rilevato nessun segno di effrazione. Il corpo della donna, che viveva da sola, è stato rinvenuto seminudo, ma non presenta evidenti segni di violenza. Dunque a causare la morte potrebbe essere stato anche un malore. I carabinieri hanno sentito i vicini di casa e i familiari per ricostruire le ultime ore di vita della vittima, e nessuno ha riferito di aver visto o sentito qualcosa di strano nelle ultime ore, che potrebbe far ricondurre a un furto finito male. Adesso sarà l’autopsia a determinare l’esatta causa della morte.

Foto di Francesco Greco

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Cgil, Cisl e Uil chiedono di modificare l’Atto aziendale dell’ASP di Cosenza

Le sigle sindacali hanno inviato un articolato documento unitario contenente le richieste di modifica all’Atto aziendale dell’ASP cosentina

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COSENZA – I segretari generali di Cgil Cosenza Umberto Calabrone, Cgil Pollino-Sibaritide-Tirreno Giuseppe Guido, Cisl Cosenza Giuseppe Lavia, Uil Cosenza Roberto Castagna hanno inviato al commissario dell’ASP di Cosenza  Vincenzo La Regina e, per conoscenza, al commissario ad acta Guido Longo, un articolato documento unitario contenente le richieste di modifica all’Atto aziendale dell’ASP cosentina. Nel testo si evidenzia che «pur nella consapevolezza dell’insediamento recente del Commissario, della gravità del contesto pandemico e della complessa gestione della campagna di vaccinazione, delle tempistiche per l’approvazione dell’atto aziendale fissate dai decreti di nomina del Commissario» per le tre OO.SS. «la rapidità che ha caratterizzato la stesura dell’Atto aziendale non giustifica la sua genericità e le sue carenze, quasi che l’adozione dell’Atto sia il tentativo di assolvere ad un obbligo formale, più che definire un preciso progetto, realmente adeguato ai bisogni e alle necessità di cittadini e comunità. Tanto più alla luce del contesto pandemico, della caduta verticale sui LEA e della drastica riduzione delle prestazioni erogate».

«Le “Linee guida Regionali per l’adozione degli atti aziendali” – scrivono ancora Cgil, Cisl e Uil – si caratterizzano per la presenza di carenze e criticità, riproponendo sostanzialmente modelli organizzativi del passato, evidenziando l’assoluta assenza di una visione e la mancanza di un nuovo assetto organizzativo, capace di superare le criticità che la gestione del Covid-19 ha evidenziato in maniera drammatica».
Inoltre, le tre OO.SS. «ritengono che le stesse linee guida siano da rivedere anche alla luce della approvazione da parte del Parlamento del PNRR che con la missione n.6 “mira a potenziare e riorientare il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) per migliorarne l’efficacia nel rispondere ai bisogni di cura delle persone, anche alla luce delle criticità emerse nel corso dell’emergenza pandemica”».
Nello specifico, nel documento dei sindacalisti si legge che «l’Atto aziendale dell’ASP di Cosenza depaupera ulteriormente l’assistenza territoriale, assegnando 15 strutture complesse in meno a quest’area, rispetto a quanto previsto dallo stesso DCA 31/2021 ed in concomitanza, peraltro, della riduzione di un Distretto Sanitario rispetto a quanto previsto dall’Atto aziendale approvato con DCA 117/2017». «Non si riesce a comprendere – si legge più avanti – quali siano le sinergie messe in campo da ASP e AO, nella stesura dei rispettivi Atti aziendali, rispetto ai quali, invece, sarebbe auspicabile una maggiore e reale integrazione capace di rafforzare l’offerta di servizi sanitari. Viceversa, non si riscontrano riferimenti puntuali e scelte conseguenti all’integrazione dell’organizzazione sanitaria che, per le scriventi, è invece priorità strategica».

Non è, inoltre, «ulteriormente rinviabile una riorganizzazione ispirata a criteri di efficienza, merito e trasparenza e, soprattutto, riveste assoluta urgenza un piano straordinario di assunzioni, in considerazione dei tanti collocamenti in quiescenza nell’ambito dell’ASP, con sostituzioni parziali, per cui il contrasto al Covid nonché l’ordinarietà sono stati garantiti attraverso lo sforzo straordinario del personale sanitario, che ha operato e continua ad operare in condizioni proibitive. Per Cgil, Cisl e Uil senza personale non c’è sanità».
I tre sindacati «ritengono che le previsioni dell’Atto aziendale non consentano di risolvere adeguatamente le problematiche evidenziate e che gli obiettivi di de-ospedalizzazione, continuità assistenziale e potenziamento della sanità territoriale, anche alla luce della fase emergenziale pandemica, non possano essere efficacemente perseguiti». Nell’Atto aziendale, «la mancanza di dati sul personale e sulla dotazione organica dei servizi e presidi non consente di individuare la capacità di funzionamento degli stessi e lascia senza risposta una domanda fondamentale, ovvero come realmente sono resi operativi i posti letto per acuti e sub acuti di cui al decreto 70/2015. In base ai nostri calcoli mancano, fra acuti e sub acuti, centinaia di posti letto e tanti altri, per carenza di personale, resteranno virtuali».

«L’Atto aziendale dell’ASP – scrivono Calabrone, Guido, Lavia e Castagna – avrebbe dovuto dare priorità, nella pianificazione, alle criticità riscontrate sui LEA, il cui mancato raggiungimento non solo nega il diritto alla salute, ma pone problematiche significative sul versante finanziario, dal blocco del 3% del Fondo alle addizionali IRPEF e alimenta il fenomeno dell’emigrazione sanitaria extra territoriale».
Il documento di Cgil, Cisl e Uil propone al Commissario dell’ASP di Cosenza La Regina e al Commissario ad acta Longo ulteriori osservazioni relative alla rete ospedaliera, alla rete dell’emergenza-urgenza, alla riorganizzazione dei distretti sanitari e della rete delle cure primarie, alle case della salute, alla riorganizzazione dei dipartimenti. I tre sindacati, ancora, «considerano l’offerta sanitaria privata di integrazione all’offerta pubblica e non sostituiva, in un quadro trasparente di acquisto necessario delle prestazioni e di puntuale verifica dei requisiti di accreditamento». «Nel ribadire, in conclusione, che le previsioni dell’Atto aziendale, resterebbero in gran parte non attuate senza un contestuale piano straordinario di assunzioni di personale sanitario», Cgil, Cisl e Uil «chiedono, in forza delle osservazioni sopra formulate, la rettifica dell’Atto aziendale dell’ASP di Cosenza».

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Cosenza, la chirurgia toracica dell’Annunziata è all’avanguardia

Il reparto cosentino annoverato tra le chirurgie d’Italia che eseguono interventi con tecnica mini-invasiva e video assistita, per l’asportazione di lobo polmonare in presenza di tumore

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COSENZA – La Chirurgia toracica dell’Annunziata di Cosenza è iscritta al Registro Italiano Lobectomie in video (VATS Group: Video Assisted Thoracic Surgery), elenco che dal 2014 annovera le chirurgie d’Italia che eseguono interventi con tecnica mini-invasiva e video assistita, per l’asportazione di lobo polmonare in presenza di tumore. Sono stati eseguiti – comunica la direzione aziendale – già diversi interventi con risultati eccellenti e un decorso post operatorio meno invasivo, sia per quanto riguarda i tempi di permanenza in ospedale, del paziente, sia per gli effetti post operatori: dolore toracico più contenuto, assenza di cicatrici.

“E’ un intervento video assistito – ha spiegato il direttore della UOC Chirurgia Toracica Andrea Denegri – Attraverso un accesso toracoscopico di 2 cm avviene l’estrazione del lobo affetto da neoplasia. L’intervento di VATS lobectomia garantisce la stessa sicurezza in termini di radicalità dell’intervento a campo aperto, con enormi vantaggi per i pazienti che saranno in grado di alzarsi già il giorno successivo all’intervento e verranno dimessi dopo solo 4/5 giorni”. “La VATS è possibile in sale operatorie ad alta tecnologia multimediale – ha aggiunto il dr Denegri che è stato per due anni nel Comitato Scientifico del VATS Group – come quelle allestite all’ Annunziata di Cosenza, che, confesso, sono state per me una sorpresa positiva; una strumentazione tecnologica avanzata di cui pochi altri centri dispongono”
E un nuovo corso si inaugura anche per quanto riguarda la presa ih carico dei pazienti affetti da patologie polmonari: attivato il D.M.T. (Disease Management Team) un approccio multidisciplinare con l’identificazione dei ruoli e delle responsabilità dei diversi professionisti coinvolti che consente di contenere l’intervallo di tempo dalla diagnosi alla cura in massimo 30 giorni.

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