Covid a Cosenza, positivi 'imboscati' e attività aperte nonostante i contagi - QuiCosenza.it
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Covid a Cosenza, positivi ‘imboscati’ e attività aperte nonostante i contagi

Sarebbero numerosi i casi di positività al Coronavirus taciuti nell’area urbana. Alcuni anche in attività commerciali aperte al pubblico

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COSENZA – Dopo il caso dei positivi al Covid 19 in una palestra di Rende, aperta come previsto dal DPCM dell’ottobre scorso che consente agli atleti agonisti di allenarsi (chiusa da qualche giorno ndr.), tante sono state le segnalazioni giunte in redazione di casi ‘nascosti‘ e attività aperte nonostante la positività dei titolari.

I primi a contattare la redazione di Quicosenza sono stati proprio alcuni frequentatori della palestra che raccontano di aver scoperto, dopo il nostro articolo, che i titolari erano a conoscenza di casi positivi tra gli atleti e nonostante ciò, hanno continuato a tenere aperta l’attività.

“Sono sicura di aver preso il virus in palestra e come me anche altre persone, ma questa non è una colpa. Grave è che mi sia stato chiesto di tacere la positività e gli eventuali contatti in palestra”. Questa è una delle più frequenti testimonianze ricevute. Dunque, pare siano diverse le richieste di ‘tacere’ ai frequentatori della struttura sportiva giustificate dall’alibi di ‘tutelare la privacy’ di tutti.

Certo è che se la palestra avesse chiuso, così come la legge prevede, al primo caso di positività appreso e avesse sanificato gli ambienti, forse si sarebbero evitati ulteriori contagi. Una prassi, quella di tenere nascosta la positività, che sarebbe diffusa anche in altre attività commerciali. Le segnalazioni giunte in redazione parlano di supermercati della città piuttosto che di pizzerie aperte al pubblico, seppure in modalità da asporto, nelle quali sono stati riscontrati casi di contagio tra il personale e i dipendenti.

Ci preme ricordare che tacere la positività e violare la quarantena, non solo è eticamente scorretto ma è soprattutto un reato, in quanto nella consapevolezza della contagiosità della patologia di cui si è portatori, e quindi con intenzione (dolo diretto),  non si adottano le necessarie cautele per evitare il contagio. Chi è consapevole di avere il coronavirus ma non lo dichiara, contravvenendo alle regole di isolamento domiciliare e quarantena, oltre all’imputazione ex art. 650 c.p. (Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità), rischia l’imputazione di lesioni personali e di omicidio volontario, anche solo nella forma tentata. E c’è di più: chi dolosamente viene in contatto con altri soggetti, e a causa di tale condotta dovesse provocarne la morte, rischia pene fino a 21 anni di reclusione per omicidio volontario.

 

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Contagi in aumento, a Cosenza tornano i vigili urbani con il megafono

Scene che nessuno avrebbe voluto rivedere ad un anno dall’inizio della pandemia, con i vigili urbani per strada che invitano le persone, a non assembrarsi e ad utilizzare la mascherina

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Foto e video - Francesco Greco

COSENZA – L’auto dei vigili urbani per le strade della città, e la voce dal megafono che rompe il silenzio e ci riporta indietro di un anno, quando tutta Italia ha iniziato a conoscere il Coronavirus. “Per la tutela della salute di tutti si invitano i cittadini ad evitare gli assembramenti e ad utilizzare la mascherina”.

Il messaggio è diventato come un mantra in una città che non riesce più a rispettare le regole e nella quale i contagi aumentano di giorno in giorno. Una situazione così grave che, in una Calabria ‘arancione‘, vede la città di Cosenza sempre più vicina alla zona rossa. Il particolare momento è reso più difficile dai troppi accessi in ospedale, tanto da aver portato i reparti alla saturazione.

 

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Unità di crisi, Iacucci: “vergognoso che siano esclusi gli enti locali”

Il presidente della Provincia di Cosenza Franco Iacucci interviene sulla mancata convocazione da parte della Regione degli Enti locali al tavolo dell’unità di crisi che si riunirà a breve in Cittadella

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COSENZA – È a dir poco vergognoso, tra qualche ora si riunirà un’Unità di crisi alla Cittadella regionale per discutere della forte emergenza Covid in provincia di Cosenza e a questa riunione non è stato invitato alcun rappresentante degli Enti locali. A dirlo è il presidente della Provincia di Cosenza Franco Iacucci, che ritiene sconcertante la mancata convocazione da parte della Regione degli Enti locali alla riunione indetta in Cittadella, dove si discuterà anche della preoccupante evoluzione epidemiologica sul territorio provinciale nelle ultime ore.

“Sono ormai mesi  – dichiara Iacucci – che continuo a ripetere che manca un coordinamento con la Regione Calabria. Dalla scuola ai trasporti, all’aumento dei contagi sui territori: siamo l’unica regione a non avere attuato un tavolo tecnico-istituzionale per far fronte alla pandemia. Serve concertazione, senza un dialogo, un confronto, un lavoro comune non andiamo da nessuna parte. Ognuno di noi è chiamato alle proprie responsabilità, ma agire in autonomia serve a poco. Così continuiamo solo a inseguire l’emergenza e non a combatterla. Non è possibile convocare l’Unità di crisi senza coinvolgere i sindaci, coloro che conoscono i territori, sono esposti in prima persona e continuano ad essere lasciati soli a combattere a mani nude la pandemia, nonostante sia passato più di un anno. È finito il tempo dei proclami, stiamo pagando amaramente una serie di decisioni improvvisate. Si annuncia la realizzazione di 100 posti letto Covid con l’adeguamento di “Villa Bianca”, l’assunzione di medici, infermieri e oss, ma nulla è accaduto, si decide di rafforzare la capacità di testing e in tutta la provincia di Cosenza non viene accreditato un laboratorio all’esecuzione dei test molecolari facendo gravare tutto il peso sul laboratorio dell’Annunziata e quello di Corigliano Rossano che non lavora a pieno regime, per quanto riguarda le scuole si scaricano le responsabilità su sindaci, dirigenti scolastici e famiglie, ma non ci si confronta prima con le istituzioni locali e non si lavora in sinergia per un Piano trasporti ad hoc per organizzare la ripartenza delle attività scolastiche in sicurezza. Per ultimo – conclude il presidente Iacucci – si riunisce l’Unità di crisi ma gli Enti locali, o almeno il Comitato della conferenza dei sindaci, vengono esclusi. Non è più tollerabile questa situazione, bisogna continuare ad essere vigili e non possiamo più accettare che i sindaci restino inascoltati e fuori dalla filiera delle responsabilità”.

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Provincia di Cosenza, attivati 100 posti letto. Domani unità di crisi in Regione

Al vaglio per misure più restrittive ci sono anche le città di Cosenza e Rende. Intanto l’Asp ha attivato 100 posti letto

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COSENZA – La riunione d’urgenza che si è tenuta questo pomeriggio nella sede della Provincia in Piazza XV Marzo è servita a far emergere l’apertura di nuovi posti letto nelle strutture ospedaliere del Cosentino. Presenti alla riunione il Presidente della Conferenza dei Sindaci Flavio Stasi, i primi cittadini di Cosenza e Rende, Mario Occhiuto e Marcello Manna, il presidente della provincia Francesco Iacucci, il commissario dell’Asp di Cosenza, La Regina, il commissario dell’AO Mastrobuono e il delegato della Prefettura. Stasi ha sottolineato l’esigenza di “non lasciare i sindaci da soli come fatto finora. Se i dati inoltre sono quelli che sono, sono necessarie misure restrittive e apertura posti letto dato che molti previsti non sono stati proprio realizzati. Il problema gravissimo è quello dei Pronto Soccorso”.

“Stamattina abbiamo lavorato a Rossano – ha dichiarato il commissario dell’Asp di Cosenza, La Regina – per aprire 50 posti Covid compresi quelli esistenti, e siamo arrivati a 38 più 12 mentre i 4 posti di terapia intensiva della struttura rossanese diventano posti Covid, così da trattare i pazienti gravi in nosocomio anzichè trasferirli all’Annunziata”.

La Regina ha anche ribadito l’apertura di altri 18 posti letto ad Acri e 32 a Cetraro. Persiste però, il problema del personale da impiegare”. Per quanto concerne la richiesta di riattivare l’ospedale da campo per accogliere pazienti Covid, il commissario dell’Asp ha precisato: “Con la Mastrobuono abbiamo individuato un altro stabile per definire anche lì altri posti Covid. Sull’ospedale da campo discuteremo domani all’Unità di crisi ma con le perplessità che la d.ssa Mastrobuono ha rilevato ovvero la mancanza di personale”.

La Regina ha anche risposto sulla situazione dei conti “abbiamo fatto una relazione trasmessa al tavolo Adduce perchè non potevo fare i bilanci 2018 e 2019 atteso che i consuntivi 2015, 2016 e 2017 sono al vaglio della Magistratura. Vanno valutati i contenziosi per poi ripartire con un bilancio tecnico. Ci stiamo lavorando ma attendo il personale da selezionare all’ufficio economico finanziario visto che i due dirigenti sono stati interdetti”.

La polemica tra Iacucci e Mastrobuono

A margine della riunione si è registrato un battibecco tra il presidente Iacucci e la commissaria dell’Azienda Ospedaliera Mastrobuono, la quale ha esternato il suo disappunto in merito alle critiche rivoltele per la sua assenza durante il fine settimana. Iacucci di contro, la accusa di polemiche sterili sostenendo che, considerata la grave situazione in cui versa l’Annunziata, la sua presenza è quantomai necessaria.

 

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