Asp Cosenza, al via i vaccini per i 49mila over 80. Proposti cinema e ospedale da campo - QuiCosenza.it
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Asp Cosenza, al via i vaccini per i 49mila over 80. Proposti cinema e ospedale da campo

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Un lunga riunione operativa nella direzione generale dell’Azienda sanitaria per il via libera alla campagna di vaccinazione agli ultra ottantenni della provincia di Cosenza che dovrebbe completarsi in una decina di giorni. I medici di base faranno da collegamento tra i cittadini e l’Asp. Tra i punti di somministrazione proposti anche i cinema e la riconversione dell’ospedale da campo

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COSENZA – Si è conclusa la riunione operativa all’interno della direzione generale dell’Azienda sanitaria di Cosenza per pianificare e dare ufficialmente il via alla campagna di vaccinazione contro il Covid per gli over 80 della provincia. Alla riunione, presieduta dal commissario Vincenzo La Regina, erano presenti, tra gli altri, il direttore sanitario Martino Rizzo, il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, Antonio D’Ingianna, segretario provinciale di Cosenza dei medici di famiglia, i direttore dei distretti territoriali Asp della provincia. Il sindaco di Cosenza, nel corso della riunione, ha proposto come sedi cittadine per le vaccinazioni l’ampliamento della sede Usca di via degli Stadi, il possibile utilizzo del cinema teatro Italia e la conversione dell’ospedale campale dell’Esercito italiano in centro esclusivo per la vaccinazione.

Video Francesco Greco

Nel corso della riunione, in particolare, si è convenuto nel portare a completamento la vaccinazione agli operatori sanitari e degli operatori ospiti nelle strutture socio-sanitarie e già in fase avanzata e nel dare subito il via alla vaccinazione agli over 80. Il Commissario La  Regina, ha chiesto di procedere al più presto alla organizzazione della vaccinazione dei soggetti particolarmente a rischio e pertanto più vulnerabili, (pazienti dializzati ed affetti da patologie neoplastiche), da parte dei centri specialistici che li hanno in carica.

“C’è una grande sinergia – ha spiegato Antonio D’Ingianna segretario provinciale FIMMG – e inizieremo nei prossimi giorni a vaccinare. Circa il novanta per cento dei medici di base ha aderito alla campagna e saranno loro a fare da collegamento tra i cittadini e l’Asp. Stiamo lavorando e recupereremo il tempo”. Sono circa 49mila gli ultra ottantenni della provincia di Cosenza e in un massimo di dieci giorni sarà terminata questa seconda fase. “Abbiamo la disponibilità dei vaccini e ora tutto dipenderà dall’adesione alla campagna vaccinale – ha spiegato il direttore sanitario Martino Rizzo – e in questo sarà fondamentale il ruolo dei medico di base. La nostra è una provincia vasta e anche il supporto delle farmacie sarà importante“. Intanto, secondo quanto si è appreso già questa mattina, 92 anziani over ottantenni sono stati sottoposti alla prima dose del comune di San Fili, nel cosentino, grazie a una sinergia tra la locale amministrazione, l’Asp e i medici di base.

 

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Cosenza, protestano i lavoratori SIARC: “l’azienda incassa ma non paga”

Stamattina la protesta dei lavoratori che si occupano del servizio mensa per gli ospedali di Cetraro e Paola, Corigliano-Rossano, l’INRCA e le scuole di Cosenza

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COSENZA – “La SIARC incassa ma non retribuisce chi lavora”. Questa mattina la protesta di lavoratori e lavoratrici della società appaltante che si occupa del servizio mensa per gli ospedali di Cetraro e Paola, Corigliano-Rossano, l’INRCA e le scuole di Cosenza. “Nonostante la società abbia ricevuto dall’ASP e dal Comune di Cosenza le somme dovute previste dagli appalti – scrive l’USB Lavoro Privato Cosenza – non retribuisce i propri dipendenti, una parte dallo scorso dicembre 2020 altri da gennaio 2021″.

“La situazione è diventata insostenibile e grava sulle spalle di decine di lavoratori, che svolgono le proprie mansioni con estrema professionalità, e le loro famiglie. L’atteggiamento dei vertici SIARC – conclude il sindacato – è assolutamente inaccettabile. Pretendiamo il pagamento immediato degli arretrati e la certezza di pagamenti puntuali”.

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Cosenza: donna trovata senza vita in via Sybaris, mistero sulla sua morte

Il corpo senza vita è stato rinvenuto nel pomeriggio di oggi in via Sybaris. Sul posto i carabinieri di Cosenza, ambulanze del 118 e i vigili del fuoco

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COSENZA – Una donna di 68 anni, Mirella Spadafora, è stata trovata senza vita questo pomeriggio in un appartamento di via Sybaris, nei pressi di via degli Stadi a Cosenza. Sul posto i carabinieri, i sanitari del 118 e i vigili del fuoco. L’allarme è stato lanciato dai familiari, in quanto la donna non rispondeva alle loro chiamate da diversi giorni. Sul posto è successivamente intervenuta anche la scientifica per i rilievi del caso e per accertare se si tratti di omicidio. L’appartamento è stato trovato a soqquadro, anche se dai primi riscontri non mancherebbe nulla e non è stato rilevato nessun segno di effrazione. Il corpo della donna, che viveva da sola, è stato rinvenuto seminudo, ma non presenta evidenti segni di violenza. Dunque a causare la morte potrebbe essere stato anche un malore. I carabinieri hanno sentito i vicini di casa e i familiari per ricostruire le ultime ore di vita della vittima, e nessuno ha riferito di aver visto o sentito qualcosa di strano nelle ultime ore, che potrebbe far ricondurre a un furto finito male. Adesso sarà l’autopsia a determinare l’esatta causa della morte.

Foto di Francesco Greco

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Cgil, Cisl e Uil chiedono di modificare l’Atto aziendale dell’ASP di Cosenza

Le sigle sindacali hanno inviato un articolato documento unitario contenente le richieste di modifica all’Atto aziendale dell’ASP cosentina

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COSENZA – I segretari generali di Cgil Cosenza Umberto Calabrone, Cgil Pollino-Sibaritide-Tirreno Giuseppe Guido, Cisl Cosenza Giuseppe Lavia, Uil Cosenza Roberto Castagna hanno inviato al commissario dell’ASP di Cosenza  Vincenzo La Regina e, per conoscenza, al commissario ad acta Guido Longo, un articolato documento unitario contenente le richieste di modifica all’Atto aziendale dell’ASP cosentina. Nel testo si evidenzia che «pur nella consapevolezza dell’insediamento recente del Commissario, della gravità del contesto pandemico e della complessa gestione della campagna di vaccinazione, delle tempistiche per l’approvazione dell’atto aziendale fissate dai decreti di nomina del Commissario» per le tre OO.SS. «la rapidità che ha caratterizzato la stesura dell’Atto aziendale non giustifica la sua genericità e le sue carenze, quasi che l’adozione dell’Atto sia il tentativo di assolvere ad un obbligo formale, più che definire un preciso progetto, realmente adeguato ai bisogni e alle necessità di cittadini e comunità. Tanto più alla luce del contesto pandemico, della caduta verticale sui LEA e della drastica riduzione delle prestazioni erogate».

«Le “Linee guida Regionali per l’adozione degli atti aziendali” – scrivono ancora Cgil, Cisl e Uil – si caratterizzano per la presenza di carenze e criticità, riproponendo sostanzialmente modelli organizzativi del passato, evidenziando l’assoluta assenza di una visione e la mancanza di un nuovo assetto organizzativo, capace di superare le criticità che la gestione del Covid-19 ha evidenziato in maniera drammatica».
Inoltre, le tre OO.SS. «ritengono che le stesse linee guida siano da rivedere anche alla luce della approvazione da parte del Parlamento del PNRR che con la missione n.6 “mira a potenziare e riorientare il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) per migliorarne l’efficacia nel rispondere ai bisogni di cura delle persone, anche alla luce delle criticità emerse nel corso dell’emergenza pandemica”».
Nello specifico, nel documento dei sindacalisti si legge che «l’Atto aziendale dell’ASP di Cosenza depaupera ulteriormente l’assistenza territoriale, assegnando 15 strutture complesse in meno a quest’area, rispetto a quanto previsto dallo stesso DCA 31/2021 ed in concomitanza, peraltro, della riduzione di un Distretto Sanitario rispetto a quanto previsto dall’Atto aziendale approvato con DCA 117/2017». «Non si riesce a comprendere – si legge più avanti – quali siano le sinergie messe in campo da ASP e AO, nella stesura dei rispettivi Atti aziendali, rispetto ai quali, invece, sarebbe auspicabile una maggiore e reale integrazione capace di rafforzare l’offerta di servizi sanitari. Viceversa, non si riscontrano riferimenti puntuali e scelte conseguenti all’integrazione dell’organizzazione sanitaria che, per le scriventi, è invece priorità strategica».

Non è, inoltre, «ulteriormente rinviabile una riorganizzazione ispirata a criteri di efficienza, merito e trasparenza e, soprattutto, riveste assoluta urgenza un piano straordinario di assunzioni, in considerazione dei tanti collocamenti in quiescenza nell’ambito dell’ASP, con sostituzioni parziali, per cui il contrasto al Covid nonché l’ordinarietà sono stati garantiti attraverso lo sforzo straordinario del personale sanitario, che ha operato e continua ad operare in condizioni proibitive. Per Cgil, Cisl e Uil senza personale non c’è sanità».
I tre sindacati «ritengono che le previsioni dell’Atto aziendale non consentano di risolvere adeguatamente le problematiche evidenziate e che gli obiettivi di de-ospedalizzazione, continuità assistenziale e potenziamento della sanità territoriale, anche alla luce della fase emergenziale pandemica, non possano essere efficacemente perseguiti». Nell’Atto aziendale, «la mancanza di dati sul personale e sulla dotazione organica dei servizi e presidi non consente di individuare la capacità di funzionamento degli stessi e lascia senza risposta una domanda fondamentale, ovvero come realmente sono resi operativi i posti letto per acuti e sub acuti di cui al decreto 70/2015. In base ai nostri calcoli mancano, fra acuti e sub acuti, centinaia di posti letto e tanti altri, per carenza di personale, resteranno virtuali».

«L’Atto aziendale dell’ASP – scrivono Calabrone, Guido, Lavia e Castagna – avrebbe dovuto dare priorità, nella pianificazione, alle criticità riscontrate sui LEA, il cui mancato raggiungimento non solo nega il diritto alla salute, ma pone problematiche significative sul versante finanziario, dal blocco del 3% del Fondo alle addizionali IRPEF e alimenta il fenomeno dell’emigrazione sanitaria extra territoriale».
Il documento di Cgil, Cisl e Uil propone al Commissario dell’ASP di Cosenza La Regina e al Commissario ad acta Longo ulteriori osservazioni relative alla rete ospedaliera, alla rete dell’emergenza-urgenza, alla riorganizzazione dei distretti sanitari e della rete delle cure primarie, alle case della salute, alla riorganizzazione dei dipartimenti. I tre sindacati, ancora, «considerano l’offerta sanitaria privata di integrazione all’offerta pubblica e non sostituiva, in un quadro trasparente di acquisto necessario delle prestazioni e di puntuale verifica dei requisiti di accreditamento». «Nel ribadire, in conclusione, che le previsioni dell’Atto aziendale, resterebbero in gran parte non attuate senza un contestuale piano straordinario di assunzioni di personale sanitario», Cgil, Cisl e Uil «chiedono, in forza delle osservazioni sopra formulate, la rettifica dell’Atto aziendale dell’ASP di Cosenza».

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