L'ultimo saluto a Jole Santelli "ha amato la sua terra con il suo grande cuore" - QuiCosenza.it
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Calabria

L’ultimo saluto a Jole Santelli “ha amato la sua terra con il suo grande cuore”

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La città Bruzia ha ospitato le massima autorità della Stato nel giorno del funerale di Jole Santelli. Monsignor Francesco Nolè l’ha ricordata come “una donna concreta e tenace, che amava la sua terra e la sua città. Con lei si era accesa una fiammella di speranza, tinta di rosa”

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COSENZA – “La malattia ti dà tanti dolori, ma ti fa un grande regalo: ti fa conoscere la libertà, ti aiuta a non aver paura di niente, a non rispettare più le convenienze: è una delle sue affermazioni più profonde, come è stato ricordato dalle pagine social in questi ultimi giorni. So che Jole e la sua famiglia hanno profonde radici cristiane e avvertono uno spiccato senso di appartenenza alla comunità civile ed ecclesiale di origine, Mi permetto perciò di indicare, proprio in questo momento di dolore inconsolabile, nella Parola di Dio, quel disegno di salvezza e quella certezza della speranza nella risurrezione, che vanno oltre gli umani orizzonti, per proiettarsi nell’eternità beata del Paradiso!” Così Monsignor Francesco Nolè durante l’omelia nella celebrazione liturgica nel giorno più triste per la Calabria, quello dell’ultimo saluto e del ricordo di Jole Santelli che oggi ha ricevuto l‘abbraccio della sua Cosenza, della sua terra come ha sottolineato l’arcivescovo. Fuori dalla chiesa di San Nicola centinaia di cittadini hanno atteso in modo silenzioso e composto l’uscita del feretro, accompagnandolo con un lungo applauso mentre in cielo venivano lanciato alcuni palloncini colorati e in tutti i comuni calabresi venivano esposte davanti i Municipi le bandiere a mezz’asta. Il feretro è poi partito alla volta della Cittadella regionale di Catanzaro dove domattina, a partire dalle 9, sarà aperta la camera ardente allestita nella Piazza antistante l’ingresso del palazzo.

Conte “una donna schietta e innamorata della Calabria”

Un addio commosso al quale non ha voluto fare mancare la sua presenza il presidente del Consiglio Giuseppe Conte che ha modificato la sua agenda pur di essere presente. E che ha voluto omaggiare “una donna schietta, autentica, innamorata della Calabria e che ha sempre collaborato con il Governo con la massima lealtà”. Cosenza oggi si è stretta al presidente della Regione Jole Santelli, morta nella notte tra mercoledì e giovedì, nel giorno del suo funerale celebrato nella chiesa di San Nicola, a due passi dal Comune, nel rispetto delle norme anti-Covid. Prima di andare via, i rappresentanti delle istituzioni hanno portato il loro cordoglio alle sorelle della governatrice Paola e Roberta. “Un grande dolore per una grande donna. L’ho sentita di recente e quando le ho chiesto se aveva paura del Covid, le mi ha detto di no perchè era abituata a combattere tutti i giorni con la sua malattia” è il ricordo della presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati”.

Diversi i rappresentati istituzionali che hanno preso parte ai funerali. In prima fila il premier Giuseppe Conte e il ministro degli Interni Luciana Lamorgese. Dall’altra lato la presidente del Senato Casellati ed Ettore Rosato vicepresidente della Camera dei Deputati. Oltre ai familiari i componenti della Giunta regionale, che all’arrivo in chiesa hanno portato il feretro a spalla, alcuni rappresentanti di Forza Italia, tra cui Maurizio Gasparri, Anna Maria Bernini, Antonio Tajani e Roberto Occhiuto. C’era anche il Procuratore capo della Repubblica di Cosenza Mario Spagnuolo, i massimi rappresentati delle Forze dell’ordine e il Sindaco di Cosenza Mario Occhiuto. Unanime il ricordo della Presidente Santelli. Per tutti una donna forte, determinata e capace di “grande equilibrio politico“.

Lo Stato sostenga la Calabria

In chiesa l’arcivescovo di Cosenza-Bisignano si è rivolto alle autorità presenti, in particolare al presidente del Consiglio Giuseppe Conte. “Jole ha già fatto un piccolo miracolo, portandovi tutti qui oggi. La vostra presenza sia un incoraggiamento – ha detto mons. Nolè –  affinché sia di sostegno conforto e vicinanza ai calabresi. Serve un cammino educativo di formazione alla legalità, perché quando i giovani sono impegnati restano lontani dal malaffare. Il problema é che mancano gli educatori alla legalità. Ci dobbiamo impegnare tutti affinché lo stato di diritto possa esprimersi al meglio delle nostre potenzialità. Prendiamo la forza di animo di Jole Santelli in quella che é la vocazione di essere uomini affinché questo impegno sia comune a noi tutti. Chiediamo alle autorità della Stato di sostenerci, perché devono guardarci come persone che hanno bisogno della loro presenza, del loro incoraggiamento e delle loro leggi. Dobbiamo essere rispettati per quello che siamo, persone dignitose qualche volta timorose, qualche volta anche malavitosi. Ma solo insieme possiamo sconfiggere tutto questo”.

Donna forte che amava la sua terra

Parlando della Governatrice mons. Nolè l’ha ricordata come “una donna intelligente, preparata e determinata, capace di comprendere e svolgere il suo ruolo e di viverlo al meglio per il bene comune. E’ stata una donna che ha vissuto la sua fede senza ostentarla, e neppure nasconderla, come ha saputo dimostrare in quell’apprezzato intervento a conclusione della Celebrazione Eucaristica del 4 maggio scorso, nella Festa di S. Francesco al Santuario di Paola, in cui ha dato voce, nel pieno della pandemia, alla devozione e alla fiducia di tutti calabresi per il loro santo Patrono. Una donna che ha amato la sua terra, la sua città e la sua comunità ecclesiale di appartenenza.

“Concreta e testimone della pace”

“È stata una testimone del dialogo e della pace, perché ha amato tutti con il suo cuore di donna, capace di accogliere e di comprendere, di farsi prossima ai bisogni della sua gente e di abbracciare e sostenere chi si trovava in difficoltà. È stata una donna “concreta” come lei stessa ha affermato parlando del “genio femminile”; così è concreto oggi anche il nostro dolore e la nostra tristezza per la sua incolmabile perdita. Con la sua elezione si era accesa una fiammella di speranza, tinta di “rosa”, nel cielo nuvoloso della nostra Calabria; una luce che fin da subito ha voluto colmare le attese di un popolo in cerca di verità, bisognoso di giustizia e desideroso di esprimere in pienezza le sue capacità civili, culturali e morali.

Foto Francesco Greco

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Lavoravano in nero e con il reddito di cittadinanza, nei guai azienda di carni

Al momento del controllo nessuno dei dipendenti indossava guanti o mascherine. Alcuni impiegati erano in nero e percepivano il reddito di cittadinanza

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GALLICO (RC) – I Carabinieri del NAS (Nucleo Antisofisticazioni e Sanità) e del NIL (Nucleo Ispettorato del lavoro) di Reggio Calabria, hanno denunciato alla Procura di Reggio Calabria, il titolare un’azienda di import export di carni per violazione delle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro. I militari hanno ispezionato l’azienda per verificare la filiera di importazione delle carni, immesse sul mercato a favore di macellerie e supermercati in Calabria e Sicilia, e tuttavia sebbene non abbiano riscontrato irregolarità igienico sanitarie, sono emerse gravi difformità in tema di sicurezza sul lavoro e prevenzione Covid.

Al momento del controllo infatti, i militari hanno constatato che nessuno dei dipendenti indossava nè i guanti, nè le mascherine, oltre che l’assenza di qualsiasi dispositivo anti-infortunistica, inoltre gli unici estintori presenti avevano validità scaduta da oltre due anni.
Identificati tutti i dipendenti, i carabinieri del NIL hanno accertato che 4 di essi risultavano essere impiegati “in nero”, di cui due percettori del reddito di cittadinanza già da 10 e 7 mesi. I due, pertanto, sono stati segnalati all’INPS al fine di far decadere il beneficio.
Al titolare dell’azienda verranno elevate, inoltre,sanzioni per oltre 15.000 euro.

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Calabria

Guerra agli “zozzoni” che abbandonano rifiuti, oltre 100 multe grazie alle fototrappole

Pugno di ferro della Polizia locale contro chi abbandona per strada la spazzatura. La polizia locale da gennaio ha visionato centinaia ore di filmati

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LAMEZIA TERME – Oltre 100 sanzioni per abbandono di rifiuti sono state elevate dalla Polizia Locale di Lamezia Terme, da inizio anno, grazie alle immagini del sistema di videosorveglianza e di altri dispositivi tecnologici acquisiti. Per contrastare questo odioso malcostume di alcuni cittadini, il Comune ha acquistato fototrappole con elevata autonomia e con particolari caratteristiche tecniche funzionali per essere posizionate, di volta in volta, in aree dove l’abbandono dei rifiuti risulta essere più frequente.

Le sanzioni comminate dal Comando della Polizia Locale rappresentano un segnale forte per il contrasto al malcostume di coloro che con il loro comportamento deturpano l’immagine di una città per la sua stragrande maggioranza civile e rispettosa delle regole. L’utilizzo della videosorveglianza prevede che la visione di ore e ore di filmati. Poi per comminare una sanzione è necessario avviare indagini per risalire ai responsaili e, solo una volta acquisiti elementi probatori di un certo valore, gli Agenti di Polizia Municipale possono elevare le multe.

A tale proposito, il Commissario Prefettizio “ha voluto ringraziare il Responsabile ed i funzionari della Polizia Locale e tutti gli operatori, anche tecnici, per l’importante attività svolta, pur nella esiguità di risorse umane e finanziarie, ricordando come la recente riattivazione del sistema di video sorveglianza cittadino permetterà ulteriormente di individuare e sanzionare comportamenti irrispettosi dell’ambiente e dell’intera Comunità. Avere una città pulita e ordinata é possibile, ma dipende anche dagli stessi utenti ai quali si vuole ricordare che è possibile utilizzare gli appositi contenitori presenti in città, chiedere il ritiro gratuito di materiali ingombranti presso la propria abitazione o conferire i rifiuti direttamente e gratuitamente alla Multiservizi”.

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Covid: focolaio dopo una festa, sindaco di Platania rinvia la scuola

Il primo cittadino Michele Rizzo ha firmato un’ordinanza ieri che stabilisce “il rinvio delle attività didattiche delle Scuole di ogni ordine e grado presenti sul territorio comunale al 27 settembre 2021”

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PLATANIA (CZ) – La decisione è scaturita dal fatto che “sul territorio del comune di Platania è in corso un focolaio epidemiologico da Covid-19, susseguente ad una festa tenutasi presso un’abitazione privata, con la presenza di numerosi bambini in età scolare, da notizie ufficiose acquisite – si legge nell’ordinanza – eseguiti i test antigenici alcuni bambini sono risultati positivi al covid-19 e che le rispettive famiglie sono si sono posti in isolamento volontario”. “I medici di famiglia – informa ancora il sindaco nell’ordinanaza – hanno provveduto a comunicare l’esito dei suddetti test rapidi all’Asp provinciale Dipartimento di prevenzione per l’adozione delle misure di competenza”

Il sindaco nell’ordinanza precisa che “alla luce di quanto su riportato il sottoscritto ha comunicato al dipartimento dell’Asp provinciale l’insorgenza del predetto focolaio fornendo indicazioni e notizie di cui era a conoscenza e chiedendo, contestualmente, il monitoraggio e tracciamento delle persone che hanno avuto stretto contatto con i componenti della famiglia presso la quale si è tenuta la festa, nonché l’esecuzione dei tamponi molecolari a carico delle persone interessate”. Per questi motivi inizieranno il 27 settembre le lezioni per la scuola dell’infanzia, della primaria e della secondaria di primo grado che sono ospitate nello stesso stabile.

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