In calo il prezzo delle case in vendita, in aumento gli affitti. A Cosenza+2,1% - QuiCosenza.it
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Calabria

In calo il prezzo delle case in vendita, in aumento gli affitti. A Cosenza+2,1%

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A marzo 2020 calo dell’1,9% rispetto a dicembre delle case in vendita. Prezzi stabili che oscillano tra il -0,5% di Cosenza e il +0,1% di Crotone

 

COSENZA – I prezzi degli immobili in vendita in Calabria continuano a scendere e quelli delle locazioni registrano una lieve risalita soltanto in alcuni capoluoghi di provincia. Queste sono le maggiori evidenze emerse dall’ultimo Osservatorio di Immobiliare.it sul settore residenziale calabrese. A marzo 2020 i prezzi richiesti da chi vende casa nella regione, a seguito di un calo dell’1,9% rispetto a dicembre, si sono attestati su una media di 965 euro al metro quadro, mentre i canoni di locazione sono risaliti a 4,79 euro/mq (+0,7% nel trimestre). Se questo è il quadro generale di ciò che sta accadendo nel mercato immobiliare a livello regionale, le situazioni sono diverse se si analizzano i costi delle abitazioni nelle città capoluogo. Partendo dalle compravendite, 2 città su 5 perdono nell’ultimo trimestre oltre 2 punti percentuali: si tratta di Catanzaro (-2,2%) e Reggio Calabria (-2,5%).

I restanti capoluoghi registrano prezzi stabili che oscillano tra il -0,5% di Cosenza e il +0,1% di Crotone. Quest’ultima è anche la città più cara della Calabria con una richiesta media di 1.148 euro al metro quadrato. Nel comparto delle locazioni il primo trimestre dell’anno fa registrare valori positivi per quasi tutte le città calabresi. Uniche eccezioni: Catanzaro che, rispetto a tre mesi fa, ha perso quasi 4 punti percentuali (-3,6%) e Vibo Valentia (-3,3%). Lievi crescite per Cosenza (+2,1%), mentre Crotone e Reggio Calabria fanno registrare canoni di locazione stabili. Dando uno sguardo ai prezzi, Crotone anche su questo fronte resta la città più cara: qui per affittare un bilocale da 70 mq bisogna mettere in conto una spesa di 385 euro al mese, contro i 313 che servono in media a Reggio Calabria, la più economica.

Calabria

‘Mala pigna’, l’uomo dei Piromalli voleva corrompere l’ex ministro Frattini

Rocco Delfino, arrestato oggi nell’ambito dell’inchiesta su un traffico illecito di rifiuti, è stato intercettato con l’ex senatore Pittelli

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REGGIO CALABRIA – Per un procedimento amministrativo davanti al Consiglio di Stato, Rocco Delfino, arrestato oggi nell’ambito dell’inchiesta “Mala pigna” della Dda di Reggio Calabria su un traffico illecito di rifiuti, voleva arrivare all’ex ministro degli Esteri Franco Frattini. Quest’ultimo, oggi presidente aggiunto del Consiglio di Stato, è completamente estraneo all’indagine e i pm della Procura sottolineano la sua “inconsapevolezza”. Il nome di Frattini compare in un’intercettazione registrata dai carabinieri durante un pranzo tra Rocco Delfino e l’avvocato ed ex senatore di Forza Italia Giancarlo Pittelli, arrestato oggi per concorso esterno con la cosca Piromalli.

“Nell’occasione – è scritto nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip – Delfino chiedeva a Pittelli se ci fosse una qualche possibilità di influire sulle determinazioni del giudice Frattini, al fine di assicurarsi il buon esito di un ricorso. Pittelli – scrivono sempre i magistrati – dopo aver rivolto nei suoi confronti frasi dal contenuto offensivo, rispondeva negativamente in quanto il dottore Frattini, inconsapevole della vicenda di cui parlavano gli interlocutori, non si sarebbe prestato a favore del Delfino”.

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Occhiuto incontra Berlusconi “presto verrà a trovarci in Calabria”

Il neo-presidente della Regione Calabria ha incontrato, a Milano, il leader di Forza Italia

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CATANZARO – Il neo-presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto ha incontrato, a Milano, il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi. Lo ha reso noto lo stesso Occhiuto con una foto postata su facebook in cui stringe la mano a Berlusconi e la scritta “Sempre un onore incontrare il Presidente Silvio Berlusconi. Ps: non vede l’ora di venirci a trovare in Calabria”.

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Calabria

Un’altra aggressione ai poliziotti sul treno, appello al ministro “dotarli di taser”

Il deputato di Fratelli d’Italia Wanda Ferro, dopo l’ennesima aggresione a Lamezia Terme, ha rivolto una interrogazione a Luciana Lamorgese

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CATANZARO – Il deputato di Fratelli d’Italia Wanda Ferro ha rivolto una interrogazione al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, dopo, è scritto in una nota, “l’ennesima aggressione, a distanza di pochi giorni da un episodio analogo, ai danni di due poliziotti in servizio alla stazione ferroviaria di Lamezia Terme, dove, ancora una volta, un cittadino extracomunitario già noto alle forze dell’ordine, avrebbe infastidito diversi viaggiatori e provato a danneggiare alcuni infissi della struttura”.

“Bollettino di guerra, dotare la Polfer di taser”

“Gli agenti della polizia ferroviaria intervenuti – prosegue la nota – hanno provato a identificarlo, ma sono stati aggrediti con sputi, calci e pugni, oltre a ricevere numerose minacce; il 30enne è stato arrestato per violenza, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Il segretario nazionale della Federazione Sindacale di Polizia ha parlato di ‘un vero e proprio bollettino di guerra‘, ribadendo come ‘anche questa volta sarebbe bastato avere i taser a disposizione per bloccare l’aggressore, ma nessuno sembra voglia assumersi la responsabilità di decidere’.

“Poco personale e pesanti sacrifici”

Secondo quanto denunciato dal sindacato, peraltro, le continue aggressioni registrate nella stazione di Lamezia Terme hanno ridotto ai minimi termini il personale di polizia, che non è più in grado di assicurare la copertura dei turni di notte, e copre i turni serali a costo di pesanti sacrifici. A questo si aggiunge che lo scalo ferroviario è frequentato quotidianamente da decine e decine di extracomunitari che lasciano il Cara di Crotone per raggiungere il Nord Italia. Dovendo viaggiare solo su treni regionali, visto che non sono muniti di green pass, molti di loro restano in stazione per diverse ore, aumentando il rischio di problemi di ordine pubblico.

Sempre secondo i sindacati di categoria, che hanno indetto una manifestazione per il prossimo venerdi 22 ottobre, il controllo del territorio di tutto il comprensorio è affidato ad una sola volante, l’ufficio immigrazione opera in una situazione da ospedale da campo e gli agenti di ogni articolazione sono costretti ad espletare i più disparati servizi per tamponare le varie emergenze perché le vacanze organiche sono divenute incolmabili”. Per questo Wanda Ferro ha chiesto al ministro quali immediate iniziative di competenza il Governo intenda assumere “per dotare gli agenti di polizia ferroviaria di strumenti efficaci a contenere e gestire continue situazioni di aggressività” e se non ritenga necessario “colmare le vacanze di organico della Polizia ferroviaria e del Commissariato di Polizia di Lamezia Terme, entrambi presidi indispensabili per garantire l’ordine e la sicurezza pubblica in questa area strategica della Regione Calabria”.

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