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Cosenza

Nasce l’Orchestra di fiati di S.Ippolito. Intitolata al “trombettiere del Re” Ippolito Ciardullo

Marco Belmonte

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A Sant’Ippolito un’importante realtà musicale che riprende in mano la grande tradizione bandistica vantata dai centri calabresi e della provincia di Cosenza. 32 elementi provenienti dai licei musicali e dai conservatori del territorio

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COSENZA – Nasce l’Orchestra di fiati di S.Ippolito intitolata al “trombettiere del Re” Ippolito Ciardullo che riprende in mano la grande tradizione bandistica vantata dai centri calabresi e della provincia di Cosenza. E’ l’Orchestra di fiati “Ippolito Ciardullo” di Sant’Ippolito, ufficialmente presentata nei giorni scorsi nella frazione alle porte di Cosenza si compone di 32 elementi, provenienti dai licei musicali e dai conservatori del territorio. Direttore artistico è Andrea Filice, mentre il Presidente dell’Orchestra è Aurelio Ciardullo, figlio del musicista alla quale la banda è intitolata. Ed è qui che la recente storia dell’Orchestra di fiati di Sant’Ippolito si intreccia con quella, che risale alla fine degli anni ’20 e che è riassunta in alcune foto d’epoca, ingiallite, ma cariche di significato. Le foto che ritraggono proprio Ippolito Ciardullo con il suo inseparabile clarinetto. Grande appassionato di musica, versatile in tutti gli strumenti a fiato, dalla tromba al sax (anche se il preferito restava il clarinetto), Ciardullo non disdegnava anche altri strumenti, avendo confidenza pure con fisarmonica, mandolino e chitarra.

Il “trombettiere del Re”

Agli esordi della sua carriera musicale, fece nascere un’orchestrina con i suoi fratelli, ma la sua maggiore soddisfazione si materializzò quando – siamo nel 1939 – fu chiamato alle armi e, proprio in virtù della sua preparazione e competenza musicale, vinse un concorso indetto dal Comando generale, risultando primo fra tutti i trombettieri delle forze armate del Regno. E fu allora che gli venne ordinato di prendere servizio a Palazzo Reale a Napoli per rendere gli onori ai regnanti. Il “trombettiere del Re” proseguì poi la sua carriera, assecondando la sua passione, anche più tardi, quando decise di emigrare in Canada dove entrò a far parte di almeno tre orchestrine, allora molto in voga. Oggi il nome di quel clarinettista torna in auge, grazie alla neonata Orchestra di fiati a lui intitolata.

A volerla fortemente pure il parroco di Sant’Ippolito Giovanni Cananzi, ma il progetto ha suscitato l’attenzione anche dell’Amministrazione comunale di Cosenza, come ampiamente dimostrato dalla presenza, alla presentazione ufficiale, dell’Assessore Loredana Pastore. Il progetto che hanno in animo sia il direttore artistico Andrea Filice, anche lui bravo trombettista, che il Presidente Aurelio Ciardullo (Vice Presidente è Francesco Dodaro) è quello di fare di Sant’Ippolito una piccola cittadella della musica, ma perché questo avvenga hanno bisogno di una sede adeguata (attualmente si stanno servendo di alcuni locali della parrocchia dove ha sede anche una piccola scuola di musica). Le aspettative ci sono tutte e l’Orchestra di fiati intanto mette a punto il suo repertorio, un mix di colonne sonore (tra i musicisti più eseguiti Ennio Morricone e Armando Trovajoli) e musica leggera e d’autore (da Battisti a Dalla), senza per questo disdegnare quello classico, così come ha avviato proficue collaborazioni, per esempio quella con la banda musicale Valle del Savuto diretta dal maestro Alfredo Chieffallo. E allora, musica maestro.

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Lite tra ambulanti a Cosenza: “se non vai via stupriamo le donne della tua famiglia”

Continue minacce e aggressioni ad un connazionale per cercare di allontanarlo dalla città

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COSENZA – Tre fratelli bengalesi, S.R., S.S., S.S., sono stati raggiunti dal divieto di avvicinamento alla propria dimora ed al luogo di lavoro, emessa dal Gip del Tribunale di Cosenza, su richiesta della locale Procura della Repubblica, con l’accusa di atti persecutori in concorso per le continue vessazioni ai danni di un connazionale. L’obiettivo era di allontanare l’uomo e accaparrarsi della sua postazione di lavoro ritenuta dai fratelli vantaggiosa commercialmente.

Secondo quanto ricostruito, i fratelli ogni qualvolta incontravano la vittima, D.I., lo minacciavano di “tagliargli la testa” e di rivalersi nei confronti delle donne della famiglia, che “avrebbero stuprato” se lui non fosse andato via da Cosenza. A queste minacce sono seguite aggressioni, ultima delle quali nel mese di settembre, mentre era intento a lavorare come ambulante nelle vie centrali della città.

Questa situazione ha generato nell’uomo uno stato di ansia e timore per la propria incolumità, tanto da indurlo a non uscire più da casa, rinunciando al proprio lavoro.

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Amministrative, Franz Caruso incassa il sostegno di M5S

Franz Caruso ha anche incontrato Bianca Rende, tra i due condivisione di alcuni punti programmatici per il futuro di Cosenza

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COSENZA – «In continuità con quanto dichiarato dal presidente Giuseppe Conte, con riferimento ad eventuali accordi in vista del ballottaggio nei diversi Comuni in lizza, è evidente che non possa essere pensabile un eventuale sostegno al candidato di centrodestra. In tale ottica il Movimento Cinque Stelle sceglie di appoggiare la figura di Franz Caruso come sindaco di Cosenza, quale unica alternativa possibile per intraprendere un percorso di discontinuità con la precedente amministrazione». Lo annuncia su Facebook il deputato Massimi Misiti. Il Movimento Cinquestelle, dunque, assume una posizione ufficiale rispetto al ballottaggio di domenica e lunedì prossimi tra i due candidati a sindaco di Cosenza Francesco Caruso del centrodestra e Franza Caruso del centrosinistra.

Avvicinamento al penalista cosentino anche da parte di Bianca Rende che oggi ha incontrato il candidato a sindaco Franz Caruso e si sono “confrontati sui punti programmatici che dovranno essere caratteristici del prossimo quinquennio amministrativo”. Lo scrive in una nota Bianca Rende. “In particolare – è scritto nella nota –  abbiamo convenuto sui principi della pubblica amministrazione fondati sull’etica, sulle pratiche di democrazia partecipativa, sulla trasparenza degli atti amministrativi, sulla irrinunciabile rotazione degli incarichi e la valorizzazione del personale interno, da incrementare e sostenere nell’adeguamento professionale e di carriera. Attingendo al programma già presentato agli elettori, abbiamo rimarcato la questione del necessario coinvolgimento delle migliori competenze del territorio, e dell’Unical in particolare, per la risoluzione delle emergenze e criticità della città che riteniamo debba essere inquadrata all’interno di una configurazione policentrica, che preveda punti di prossimità dell’amministrazione nei quartieri, dello sviluppo ecosostenibile a partire dalle frazioni e contrade (Donnici, in primis), della riqualificazione del patrimonio immobiliare del comune e finalmente trasparenza nella sua gestione. Assodata la centralità del welfare su cui canalizzare in maniera prioritaria le risorse straordinarie del Pnrr, in un’ottica di rimozione delle condizioni che ostacolano l’uscita dal bisogno di larghe fasce di popolazione, su tutte le questioni di metodo che possano sancire e definitivamente la discontinuità con prassi autorefenziali o riferite a ristretti cerchi più o meno magici e al contrario ristabilisca sistematicamente metodi partecipativi nelle decisioni e politiche orientate dalla visione di genere. Con il candidato Franz Caruso – infine precisa Bianca Rende – nel reclamare una giunta di altissimo profilo, abbiamo precisato che tale vicinanza di intenti non prelude in alcun modo a ruoli di gestione o di giunta, assolutamente non in linea con il percorso fin qui intrapreso e con il quale si vuole rimanere coerenti. Per questo, in ossequio al mandato delle cosentine e dei cosentini che hanno dato il loro sostegno, il nostro potrà essere un ruolo di vigilanza istituzionale e di garanzia su una gestione rispondente ai criteri concordati e agli impegni assunti. Di certo – conclude – ci auguriamo che le nostre richieste, programmatiche e di metodo, siano condivise per votare uniti contro le destre”.

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Assalto alla Cgil, aperta anche la sede di Cosenza

Arrestate nel corso della notte 12 persone coinvolte negli scontri di ieri a Roma. Oggi tutte le sedi del sindacato aperte

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COSENZA – “I sindacati sono un presidio fondamentale di democrazia e diritti dei lavoratori, qualsiasi intimidazione è inaccettabile”. È quanto dichiara Umberto Calabrone, segretario della Cgil di Cosenza che questa mattina ha aperto la sede del sindacato in piazza della Vittoria, rispondendo all’appello lanciato da Roma dopo l’assalto di ieri pomeriggio sotto la regia di Forza Nuova alla sede capitolina, nell’ambito di una manifestazione contro il green pass che ha causato tumulti e scontri fino a tarda serata, con quattro persone arrestate. “Gli atti che si sono verificati ieri a Roma – ha proseguito Calabrone – hanno portato alla ribalta e in modo inequivocabile che il fascismo nel nostro paese ha delle radici che vanno estirpate definitivamente applicando le leggi che esistono. Oggi la camera del lavoro è aperta e ringraziamo i tanti cittadini, lavoratori e pensionati che hanno partecipato al presidio. Un ringraziamento ai rappresentanti delle associazioni e dei partiti che oggi sono stati al nostro fianco”.

Ieri, un gruppo di manifestanti a Roma è riuscito a sfondare le porte della sede del sindacato ed entrare prima che la polizia riuscisse a fermare i manifestanti e respingerli. “La nostra sede nazionale, la sede delle lavoratrici e dei lavoratori, è stata attaccata da Forza Nuova – ha scritto la Cgil Nazionale su twitter in riferimento agli scontri – e dal movimento no vax. Abbiamo resistito allora, resisteremo ora e ancora. A tutti ricordiamo che organizzazioni che si richiamano al fascismo vanno sciolte”. Cgil, Cisl e Uil hanno indetto per sabato 16 ottobre a Roma una grande manifestazione nazionale e antifascista per il lavoro e la democrazia.

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