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Cosenza: ricoverato per riabilitazione in una casa di cura, muore in ospedale

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L’autopsia disposta sul cadavere dell’anziano servirà a chiarire le cause del decesso e le responsabilità

 

COSENZA – Un ricovero d’urgenza in Rianimazione, poi la morte. Dopo soli 30 minuti. I familiari, attoniti, chiedono chiarezza e denunciano l’ennesimo caso di presunta malasanità a Cosenza. Questa volta nel mirino però non è finito solo l’Ospedale dell’Annunziata, ma anche due cliniche del gruppo iGreco per il decesso di un 82enne avvenuto ieri. Morte a cui sarebbe seguita quella del suo compagno di stanza ricoverato nella clinica riabilitativa della Madonna della Catena. Entrambi i casi sono stati portati all’attenzione della Procura di Cosenza che ha disposto il sequestro delle salme per eseguirne l’autopsia. Attualmente non vi sono soggetti iscritti nel registro degli indagati e il procedimento attivato, per ora, è a carico di ignoti.

L’anziano 82 anni, di Mendicino, T. M, che aveva tempo fa avuto un aneurisma cerebrale sembrerebbe sia caduto durante una seduta di terapia riabilitativa ferendosi al ginocchio. Il gonfiore e la febbre trattati, a dire dei familiari, con indifferenza dagli operatori della clinica di Laurignano del gruppo iGreco, li hanno indotti a segnalare le loro preoccupazioni al direttore sanitario pretendendo l’intervento urgente di un medico. Quest’ultimo avrebbe poi riscontrato una sospetta infezione. Per individuare la terapia adatta a trattare il paziente è stato quindi disposto un esame batteriologico delle urine, da raccogliere attraverso un catetere per 24 ore.

L’inserimento della cannula però non sarebbe andato a buon fine come dimostrano un vistoso taglio sul pene e un foro sui testicoli riscontrati da una prima sommaria perizia sul cadavere. L’uomo è stato quindi trasportato nella casa di cura di tipo ospedaliero La Madonnina, sempre di proprietà del gruppo iGreco. Provvedimento che però non è servito a migliorare le condizioni cliniche dell’anziano che hanno portato a chiedere l’intervento del 118 che in ambulanza lo ha trasferito d’urgenza al Pronto Soccorso dell’Annunziata.

Il tutto all’insaputa dei familiari che attendevano ancora in stanza, alla Madonna della Catena, il suo rientro dopo la visita. Appresa la notizia del trasferimento si sono perciò precipitati in Ospedale dove i quattro figli e la moglie hanno trovato l’anziano nei corridoi, tra decine di persone sistemate su barelle precarie, sedie e addirittura nei bagni e a terra adagiati su delle coperte. All’accettazione all’uomo, che versava in precarie condizioni, è stato attribuito un codice bianco. Dopo quattro ore d’attesa, il genero, ha segnalato l’aggravarsi della situazione con l’82enne che ormai respirava con estrema difficoltà. A quel punto i sanitari sono intervenuti e hanno provveduto a trasferirlo in Rianimazione dove è spirato a distanza di mezz’ora, alle 17:30.

LA MORTE DEL ‘COMPAGNO DI STANZA’

In meno di 48 ore un’altra morte sospetta sarebbe avvenuta nella stessa struttura in cui era ricoverato T. M.. Si tratta anche in questo caso di un anziano sottoposto a terapia riabilitativa. L’uomo stava dormendo all’ora dei pasti. Si sospetta una morte per soffocamento, a causa di un’infiltrazione di alimenti nei polmoni.

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L’Archivio di Stato di Cosenza celebra le Giornate europee del Patrimonio

Oggi e domani le Giornate europee del Patrimonio. Lo slogan è «patrimonio culturale: tutti inclusi e inconsapevolmente ricchi»

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COSENZA – Per le Giornate europee del patrimonio 2021 l’Archivio di Stato di Cosenza celebra la ricchezza dei fondi documentari con un percorso espositivo che include una pluralità di interessi culturali: dalle presenze ebraiche, spagnole e francesi agli uomini illustri come il filosofo Bernardino Telesio; dalla storia dell’arte alla storia della medicina; dalle congregazioni alle devozioni religiose.

Tematiche incluse in un itinerario storico politico che partendo da un assedio popolare del 1707 attraversa i contributi risorgimentali dei fratelli veneziani Attilio ed Emilio Bandiera e dell’albanese Domenico Mauro, fino ad arrivare alle cartoline dal fronte della prima e della seconda guerra mondiale. Ne emerge una sintesi della storia della provincia di Cosenza, i cui vari argomenti sono rappresentati da documenti esemplificativi, per un invito alla conoscenza e all’approfondimento.

Una celebrazione, il cui obiettivo è una partecipazione ampia che riesca a cogliere l’equa opportunità della condivisione di quella ricchezza vera, patrimonio di tutti, da tutelare e conservare. Non occorre prenotazione ma vige il rispetto delle regole anti COVID-19​.

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Il Soccorso Alpino e Speleologico Calabria riceverà 10 defibrillatori

La cerimonia di consegna si terrà giovedì prossimo, 23 settembre, alle 11 presso la Villa Vecchia in piazza XV Marzo

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COSENZA – La Fondazione Carical dona al Soccorso Alpino e Speleologico Calabria 10 defibrillatori. Ogni automezzo del SASC sarà dotato di questo presidio salvavita, utilizzabile da personale medico e sanitario, tecnici ed operatori del Soccorso Alpino, opportunamente formati ed abilitati.

Il defibrillatore è essenziale per trattare l’arresto cardiaco improvviso, è in grado di riconoscere le irregolarità nel battito cardiaco e di agire in maniera provvidenziale sugli infortunati. Uno strumento estremamente efficace nell’iter di pronto intervento in caso di arresto cardiaco.

La Fondazione Carical, che ha tra i suoi obiettivi la promozione di iniziative di grande utilità sociale, ha voluto dare, in tal senso, il suo contributo come concreto segnale di solidarietà e supporto al Soccorso Alpino e Speleologico Calabria.

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Volantino elettorale dal numero del centro vaccinale, La Regina “fare chiarezza”

Intende fare chiarezza e non fa passare inosservata la vicenda il commissario dell’azienda sanitaria provinciale di Cosenza, Vincenzo La Regina

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COSENZA –  Va avanti la polemica legata all’utilizzo del numero telefonico del centro vaccinale di Lattarico per fare propaganda elettorale sollevata nei giorni scorsi e ripresa dal senatore Morra, sulla quale stamattina si è espressa anche la sindaca del Comune che ospita il centro vaccinale. A parlare è il commissario dell’Asp di Cosenza, Vincenzo La Regina: “è di primario interesse dell’Asp di Cosenza andare in fondo alla vicenda”. “Abbiamo già aperto una commissione d’inchiesta – ha spiegato il commissario – volta ad individuare i responsabili presieduta dal direttore amministrativo Marchitelli”.

“Un episodio, che non dovrà più ripetersi. Strumentalizzazioni politiche e personali verranno severamente perseguite e punite. L’Asp si mette a disposizione della giustizia per stanare i responsabili. La stessa Asp di Cosenza – incalza La Regina – si sente parte lesa in nome dei cittadini innanzitutto e di tutte quelle persone per bene che giornalmente operano all’interno dell’azienda sanitaria”.

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