Giornalista slovacco ucciso, in manette l'imprenditore calabrese. Il suo business e la cocaina - QuiCosenza.it
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Giornalista slovacco ucciso, in manette l’imprenditore calabrese. Il suo business e la cocaina

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‘Ndrangheta e politica slovacca. In esclusiva i documenti sulle aziende di Vadalà. Il giornalista cosentino che lo ha conosciuto ricorda le implicazioni sul narcotraffico internazionale

 

BRATISLAVA –  Due ventisettenni uccisi in un appartamento a pochi chilometri da Bratislava. Jan Kuciak e Martina Kusnírova, sono un giornalista e un’archeologa. Una coppia che sembrerebbe fosse entrata nel mirino della ‘ndrangheta. Un colpo di arma da fuoco ha colpito lui al cuore, lei è stata invece raggiunta da un proiettile alla testa. Le inchieste del giovane cronista su frodi fiscali in Slovacchia, avevano portato nei mesi scorsi ad accese proteste in piazza per le dimissioni del ministro dell’Interno del governo Fico. Lo stesso primo ministro nazionalista Robert Fico, del partito Smer, che aveva annunciato l’intenzione di donare un milione di euro a chiunque avesse fornito informazioni utili per individuare i responsabili del suo assassinio. Eppure, forse, gli sarebbe bastato chiedere alla sua consulente di Stato, Mária Trošková socia dell’imprenditore calabrese, Antonino Vadalà arrestato vadala-prime-ministerpoche ore fa nell’ambito delle indagini sull’uccisione di Jan Kuciak e Martina Kusnìrova.

 

Con lui la donna ha operato nel campo degli impianti fotovoltaici e fondato un’azienda, la GIA Managment nel 2011, a cui poi è subentrato nel 2015 il cugino Pietro Catroppa (arrestato stamattina). Tra i partner dell’azienda, Viliam Jasaň segretario del Consiglio di sicurezza di Stato e deputato dello SMER il partito di Fico su cui Antonino Vadalà su facebook continua a cliccare ‘Mi piace’. Sembrerebbe che fu proprio lui a presentarla al parlamentare di cui divenne assistente fino alla scalata che l’ha portata ad insediarsi negli uffici del Primo Ministro Fico. Originario di Bova Marina è finito oggi in manette insieme ad altre dieci persone. Si tratta dei fratelli Bruno e Sebastiano Vadalà, il cugino Pietro Catroppa (di 54 anni) e Pietro Catroppa (di 26 anni), il suocero Diego Rodà e Antonio Rodà (fratello di Pietro arrestato nel 2007 per commercio fraudolento di bestiame tra Italia e Slovacchia).

 

vadalàAntonino Vadalà vive tra la Slovacchia (nelle residenze delle città di Michalovce e a Trebisov) e Bova Marina, in Calabria, dal 2002. Suo zio omonimo, Antonino Vadalà, lo aveva preceduto nel 1991 spianando la strada del business slovacco. Rientrato in Italia morì in carcere mentre stava scontando a Melfi la condanna a sette anni di reclusione al termine del processo sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta negli appalti sulla statale 106. Si trattava dell’operazione Bellu Lavuru del 2008, che prendeva il nome da un’espressione usata dal boss Tiradritto Giuseppe Morabito intercettato nel penitenziario di Parma, mentre parlava con il genero dei  progetti dell’Anas in Calabria. 

 

L’ultimo articolo del giornalista ucciso è stato pubblicato ieri dal quotidiano slovacco per il quale lavorava Aktuality.sk. Riguarda il pagamento fraudolento di fondi europei a italiani residenti in Slovacchia con presunti legami con la ‘ndrangheta. Diverse le aziende a lui intestate, tra cui molte aperte e chiuse nel 2048-990x510termine di pochi anni. Spaziano dall’edilizia ai trasporti, la maggior parte delle quali con un capitale sociale che non supera i diecimila euro. Il giornalista investigativo cosentino Antonio Papaleo che per da anni lavora in Slovacchia, ieri su QuiCosenza.it ha parlato della vicenda ipotizzando legami tra la morte del collega e i business di Vadalà Oltralpe. Papaleo noto per essere sfuggito ad un agguato omicida in Thailandia ordinato da alcuni criminali slovacchi arrestati dopo alcune sue inchieste rispolvera oggi un’indagine del 2014 della Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze sul traffico internazionale di cocaina in cui compare il nome di Vadalà. “Quando lo conobbi – racconta Papaleo – lavoravo sotto copertura. Non mi fece mistero dei suoi business e delle sue amicizie influenti. Mi chiese una fattura falsa da 500 milioni al termine della nostra conversazione”.

 

L’OMBRA DEL TRAFFICO INTERNAZIONALE DI COCAINA

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Lavori sull’A2, interventi su gallerie e tra Rogliano e Cosenza

L’Anas comunica che i lavori interesseranno tre gallerie e anche il tratto tra Rogliano e Cosenza

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COSENZA – Per consentire le attività di manutenzione lungo la A2 ‘Autostrada del Mediterraneo’, si rendono necessarie delle limitazioni al transito veicolare in provincia di Cosenza. Le attività riguardano la manutenzione le gallerie ‘Torre Falco’, San Lorenzo’ e ‘Acqua di Calci‘, tra i comuni di Rogliano e Cosenza sud.

Nel dettaglio, fino al 30 ottobre sarà in vigore il doppio senso di circolazione dal km 261,150 al km 261, 850, dal km 268.,050 al km 262,060 e dal km 270,400 al km 268,050. In prossimità dei tratti interessati dai lavori sarà in vigore il limite di velocità da 40 a 60 km/h e il divieto di sorpasso.

 

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Amministrative a Cosenza, la Lega presente con una lista

Per la prima volta nella storia politica di Cosenza è presente la lista della Lega. Soddisfazione del commissario Saccomanno. Ecco i nomi dei candidati consiglieri

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COSENZA – Per la prima volta è presente nella competizione per le comunali di Cosenza la lista della Lega. Grande soddisfazione del partito e del Commissario Saccomanno per essere essere riusciti a presentare delle candidature di persone valide e competenti, che, certamente, contribuiranno alla gestione amministrativa ed alla crescita della città. La Lega appoggia il candidato Francesco Caruso, attuale vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici nella giunta Occhiuto.

“Un ringraziamento a tutti – ha dichiarato Saccomanno – per lo sforzo degli ultimi giorni ed in particolare all’avv. Emilio Greco che, con tutta la squadra, si è prodigato a raggiungere il difficile obiettivo”.

I nomi dei candidati:

Abatini Guglielmo
Alberelli Rocco
Arpasanu Roxana
Bartolomeo Roberto
Bokkory Soodevi
Broccolo Francesca
Bufano Silvia
Carrieri Francesca
Citro Antonio
Del Giudice Alessandro
De Rose Anna Maria
Di Giacomo Francesco
Gallo Carmine
Iorfida Vincenza
Kaba Karim
Lanzino Mattia
Lo Polito Marianna
Lupo Luigi Camillo
Malizia Gabriella
Marano Martina Milena
Mazzeo Angelo
Mazzulla Francesca
Moretti Sergio
Palermo Anna
Papasso Marco Pasquale
Parise Adriano
Pasqua Federica
Paura Silvana
Settembrino Martina
Spadafora Erica Maria
Tarsitano Martina
Zappalà Michael

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Cosenza, sottosegretario alla Salute: “100% pazienti in terapia intensiva non vaccinati”

Sul commissariamento della sanità calabrese, Andrea Costa ha ribadito la necessità di tornare ad una gestione territoriale del settore. Poi l’appello a tutti i calabresi di proseguire in questa campagna di vaccinazione

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Foto e video di Francesco Greco

COSENZA – Tappa cosentina per il sottosegretario alla Salute Andrea Costa nella sede di Confapi Calabria, dove è stato accolto dal presidente Franco Napoli e Franco Pichierri candidato alle prossime amministrative. Il sottosegretario ha incontrato il mondo economico e commentato il possibile passaggio in ‘zona gialla’ della Calabria: «Stiamo monitorando ovviamente i dati aspettiamo l’ufficialità. Certamente – ha precisato il sottosegretario – oggi le indicazioni ci lasciano pensare che c’è questo rischio, c’è quest’ipotesi, ma dobbiamo anche dire che il passaggio in zona gialla sostanzialmente dal punto di vista delle restrizioni non cambia molto, ma deve essere certamente un innalzamento del livello di attenzione. Non siamo fuori da questa pandemia – ha poi aggiunto l’esponente ‘Noi con l’Italia’ – dobbiamo assolutamente continuare a veicolare un messaggio di fiducia nei confronti dei vaccini”.

“Ho visitato l’ospedale di Reggio Calabria e ho visto i dati e il 100% dei ricoverati in terapia intensiva sono cittadini non vaccinati, il 93% degli ospedalizzati sono non vaccinati. Basterebbero questi dati per sensibilizzare i cittadini ancora non convinti sulla vaccinazione, quindi mi sento di fare un appello a tutti i calabresi di proseguire in questa campagna di vaccinazione. Ripeto, il vaccino salva la vita e chi non si vaccina non solo mette a rischio la propria vita ma anche quella degli altri, perché se i nostri ospedali tornano a essere occupati da malati covid significa non poter garantire le attività ordinarie degli ospedali e ciò significa mettere a rischio la vita di altri concittadini».

Sul commissariamento della sanità calabrese, Costa ha spiegato di condividere in pieno le sollecitazioni giunte dai candidati. «Dobbiamo riaffidare alla Calabria la gestione ordinaria, la pianificazione, la programmazione della sanità. E dobbiamo – ha poi concluso Costa – anche scorporare i due percorsi. Non possiamo pensare di far coesistere un piano di rientro con una gestione ordinaria. Perché se così facciamo, a pagarne il prezzo finiscono ad essere sempre i calabresi. Sicuramente è una sanità che ha bisogno di un cambio di passo. Credo che dobbiamo creare le condizioni affinché la sanità torni a essere gestita dalle istituzioni locali».

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