Sanità a Cosenza, si attinge dalle graduatorie di altre province. L'AO delibera 4 assunzioni ma non al Pronto soccorso - QuiCosenza.it
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Sanità a Cosenza, si attinge dalle graduatorie di altre province. L’AO delibera 4 assunzioni ma non al Pronto soccorso

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COSENZA – Ha dell’assurdo la paventata gestione dell’emergenza del sistema sanitario regionale. A lanciare l’allarme è lo SMI, Sindacato dei Medici Italiani, che esprime preoccupazione e perplessità.

Da una parte un piano di rientro oppressivo e che non lascia spazio per la rinascita e la riqualificazione dei servizi, con tagli e accorpamenti di reparti e posti letto. Dall’altra parte un blocco del turnover che solo a proclami risulta finito. Il sindacato, rappresentato a livello regionale dal dottor Claudio Picarelli, si chiede quando verranno effettuate le assunzioni ma soprattutto quando si procederà alla stabilizzazione dei medici ed infermieri precari che da anni lavorano all’interno dei reparti cosentini.

“La Calabria ed in particolar modo la provincia di Cosenza – riporta la nota del sindacato – vanta un triste e grottesco primato in Italia: medici formatisi nelle corsie dei nostri ospedali, che hanno dato il meglio della loro vita lavorativa, che hanno sostenuto il peso di turni massacranti, che hanno permesso l’apertura di nuovi reparti (vedi la chirurgia vascolare e l’ematologia a Cosenza), sono dopo oltre dieci anni ancora in una condizione di precariato! Ancora anno dopo anno devono fare i conti con rinnovi di contratti trimestrali o quando sono fortunati, annuali. La normativa di legge ha previsto i concorsi riservati per i precari della sanità, ma ancora si parla di assumere altri precari o addirittura utilizzare graduatorie aperte di altre province”. “Quanto dovranno ancora aspettare i nostri “ex giovani” medici – si chiede nella nota – per avere un giusto riconoscimento dopo anni di sacrifici e di tensioni al loro impegno? I dieci – dodici anni di precariato di diversi medici, sono un triste record che andrebbe al più presto interrotto.C’è bisogno di stabilità e di certezze nel lavoro per dare nuovo impulso e qualità nei servizi erogati”.

Lo SMI a tal proposito ha voluto lanciare un appello al Presidente della Regione, Mario Oliverio, affinchè prenda a cuore questa triste realtà di tanti medici che da anni aspettano il concorso per la loro stabilizzazione. Il presidente Regionale che rappresenta i cittadini calabresi si faccia promotore davanti al Commissario per il piano di rientro di un’azione forte e decisa per la risoluzione di un problema che da troppi anni si trascina senza soluzioni. La Calabria ha sì bisogno di forze fresche in sanità, ma prima c’è bisogno che i precari che tanto hanno dato per il mantenimento dei LEA, siano stabilizzati, senza altri indugi. Ma c’è di più. Alla luce di proteste, scioperi e presidi messi in campo dai medici del pronto soccorso e dell’ospedale di Cosenza, si apprende che sul sito, in particolare sull’albo pretorio dell’azienda ospedaliera sarebbe stata fatta una determina di assunzione di 3 radiologi e 1 neuroradiologo, quando da mesi non si fa altro che sottolineare la necessità di assumere urgentemente 4 medici per il pronto soccorso e 4 per anestesia. Il segretario del sindacato, il dottor Picarelli, ha provato a chiedere spiegazioni in merito nell’ultima riunione sindacale, ma è stato zittito, e non ha avuto risposta. “Servono anche queste figure – sottolinea Picarelli – ma l’urgenza è certamente un’altra”.

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