Allarme baby gang a Cosenza, la criminologa: "Segnale di ribellione" - QuiCosenza.it
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Allarme baby gang a Cosenza, la criminologa: “Segnale di ribellione”

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baby gang cosenza

Alla base del fenomeno vi sarebbero difficoltà ambientali, economiche, culturali e sociali.

 

COSENZA – “Gli episodi sempre più frequenti a Cosenza di microcriminalità giovanile cominciano a preoccupare. E l’allarme sociale – scrive in una nota la criminologa cosentina Chiara Penna – che si sta generando é dato soprattutto dalle modalità attraverso le quali questi episodi si manifestano, che appaiono caratterizzati da una escalation di violenza e da una vera e propria forma di organizzazione. Assalti alle attività commerciali e scippi ad opera di gruppi di ragazzini sono, dunque, quasi all’ordine del giorno. C’è da dire, però, che il comportamento così detto deviante ed anticonformista nei confronti della società, è un prodotto della società stessa e della cultura: non é solo l’esito di scelte meramente individuali. Alla base di ogni comportamento deviante vi è, infatti, l’impossibilità di raggiungere gli obiettivi di vita che la società indica come moralmente ed eticamente doverosi con metodi “normali”, dove per normali si intendono quelli considerati giusti e rispettosi dei diritti altrui, quindi della legge.

 

I componenti delle baby gang, dunque, utilizzano metodi non legittimi per il raggiungimento dei loro obiettivi di vita perché non ne contemplano altri. Il comportamento deviante ha in questo caso il carattere della rinuncia e della ribellione. Difficoltà ambientali, economiche, culturali e sociali sono certamente alla base di ogni comportamento deviante, ma il fenomeno delle baby gang nasce, come molti altri, anche delle problematiche relative al contesto nel quale questi ragazzi nascono, crescono e maturano, che non è necessariamente carente da un punto di vista economico o culturale. Alla radice di queste azioni criminali c’è piuttosto la frustrazione derivante dalla contrapposizione tra obiettivi di vita e mezzi per raggiungerli, che finisce per concretizzarsi in comportamenti antisociali, in un tentativo erroneo di raggiungere a tutti i costi i modelli di perfezione illusoria che la società attuale impone”.

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‘Fine attività’ per il centro vaccinale dell’Esercito a Vaglio Lise

Dallo scorso marzo il presidio ha superato i 52mila ingressi e ha fatto 46mila somministrazioni di vaccini

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COSENZA – Chiude oggi il punto vaccinale della difesa di Cosenza-Vaglio Lise. È quanto riportato in comunicato stampa diffuso dall’ufficio stampa dell’Esercito. Aperto a novembre come ospedale da campo, il centro a marzo è diventato un presidio vaccinale della Difesa nell’ambito dell’operazione Eos, voluta dal ministro della Difesa, Lorenzo Guerini e diretta dal Comando operativo di vertice interforze (Covi). Dallo scorso marzo il presidio ha superato i 52mila ingressi e ha fatto 46mila somministrazioni di vaccini, operando in supporto alla sanità locale nella campagna vaccinale, arrivando a somministrare fino a 600 dosi di vaccino al giorno.

Oggi il presidio vaccinale Difesa saluta Cosenza e i suoi cittadini, ma il personale sanitario resterà nel Cosentino e in particolare negli hub dell’Asp e nei team mobili operanti sul territorio. “È stato un onore e un piacere essere d’aiuto alla collettività” ha affermato il dirigente sanitario, Andrea Benicchi, che ha successivamente ringraziato il personale tutto per l’abnegazione, la professionalità e l’umanità mostrata in questo lungo periodo.

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Area Urbana

Consiglio dei ministri nomina Ciaramella nuovo prefetto di Cosenza

Cinzia Guercio trasferita al Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile in qualità di vice capo dipartimento

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COSENZA – Sarà Vittoria Ciaramella il nuovo prefetto di Cosenza. Andrà a sostituire Cinzia Guercio, destinata a svolgere le funzioni di vice capo dipartimento, direttore centrale per la difesa civile e le politiche di protezione civile presso il Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile.

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’interno Luciana Lamorgese, ha deliberato le nomine e un movimento di Prefetti. Tra gli altri, Paolo Formicola già vice capo di gabinetto del ministero dell’Interno assume le funzioni vicarie; Fabio Marsilio lascia la carica di prefetto a Grosseto e andrà a svolgere le funzioni di direttore centrale per le risorse umane presso il Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, prenderà il suo posto Paola Berardino. Francesco Aldo Umberto Garsia da Vercelli, è destinato a svolgere le funzioni di prefetto di Novara e a Vercelli a ricoprire il ruolo di prefetto arriva Lucio Parente; infine, Clemente Di Nuzzo nominato prefetto, è destinato a svolgere le funzioni di Prefetto di Rovigo.

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Cosenza

Cosenza, inchiesta sui falsi rimborsi: Cirò querela Mario Occhiuto

Giuseppe Cirò è iscritto insieme al sindaco di Cosenza Mario Occhiuto e altre due persone, nel registro degli indagati per truffa ai danni del Comune, falso e peculato per la vicenda

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COSENZA – “Ho depositato in Procura querela per calunnia nei confronti del sindaco Mario Occhiuto”. A dirlo tramite un messaggio inviato alla redazione di QuiCosenza è Giuseppe Cirò, iscritto insieme al sindaco di Cosenza Mario Occhiuto e altre due persone, nel registro degli indagati per truffa ai danni del Comune, falso e peculato per la vicenda legata ai rimborsi per missioni mai effettuate.

“L’ho fatto ora per un motivo specifico – prosegue nella nota Cirò – sono stato querelato nel 2017 da lui, ed a seguito di questa querela sono stato indagato e sono stato interrogato dagli inquirenti. Ho fornito la mia versione supportata anche da documentazione. Ho sempre rispettato il lavoro della magistratura senza mai rilasciare dichiarazioni o raccogliere provocazioni! Quando però il sindaco è passato da denunciante ad indagato nello stesso procedimento e la Procura della Repubblica di Cosenza ha notificato anche a lui – insieme ad altri – l’avviso della conclusione delle indagini nello stesso procedimento sorto a seguito della sua querela, è stato evidente che mi ha calunniato denunziandomi. È così che per tutto ciò ho denunciato per calunnia il sindaco Mario Occhiuto”.

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